Correre e nuotare. Che però non è solo correre e nuotare ma molto di più. Intanto perchè si nuota con le scarpe e spesso perchè si corre con la muta e con il pullbuoy attaccato ad una coscia. Lo swim-rum è un mondo a parte. Non c’entra con il nuoto, non c’entra con il triathlon o con la corsa. Non c’entra neppure con l’acquathlon. Fa storia a sè e comincia a farla anche da noi. Pochi giorni fa si è corsa la terza edizione dell’Acquaticrunner, finale del circuito Swimrun series. Da Grado a Lignano, 28 chilometri correndo per 23 e nuotando per cinque con 19 passaggi tra terra e acqua. Da Grado a Lignano in una laguna  incontaminata e protetta con lembi di sabbia disegnati tra mare e terra, con specie tutelate e monitorate tutto l’anno come la beccaccia di mare e il fraticello che non nidificano solo da agosto a settembre ed è per questo che si può correre e nuotare solo in questo periodo. Non solo. La data della gara dipende dalle correnti derivanti dall’attrazione lunare che modifica il flusso d’ingresso e d’uscita dell’acqua nelle bocche di porto da e verso la laguna. Tre giorni all’anno per una magia sportiva. E così anche questa volta con oltre 200 iscritti al via,  con 14 nazioni rappresentate. Partenza all’alba da Grado puntando verso l’arena del Kursaal a Lignano. Partenza con un tuffo che è solo il primo di una lunga serie perchè nello swimrun non c’è pausa, non c’è tregua e correre e nuotare diventano una cosa sola,  affascinante e faticosa come capita sempre quando tocca mettere due o tre sport insieme. Primo tra gli uomini e campione italiano di swimrun Francesco Cauz in 3 ore e 4 minuti, prima tra le donne e campionessa italiana  Silvia Colussi in 3 ore e 32. Poi tutti gli altri. Bravi dal secondo all’ultimo perchè un conto è raccontare una gara di swimrun, un altro è farla. E soprattutto organizzarla. E ne sa qualcosa lo staff  dell’ A.S.D. Triathlon di Lignano Sabbiadoro  che ha dovuto mettere in campo forze e soccorsi degni di un grande evento: tre medici, tre infermieri, 28 assistenti bagnanti, 44 uomini a terra con posizione gps, 48 uomini sulle 22 barche, una squadra a terra di primo soccorso  sull’isola di sant’ Andrea, tre autoambulanze, tre barche mediche, cinque barche assistenti bagnanti, cinque spinali e 12 defibrillatori. Va così. Però poi basta dare un’occhiata al video che racconta come è andata la gara per capire che l’Aquaticrunner  anche quest’anno ha rinnovato la sua magia. Altro che correre e nuotare….

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