Se nel triathlon il campione del mondo è senza sponsor…

idFa un po’ rabbia vedere ( e leggere) che i Campionati del Mondo Ironman 70.3, che si sono corsi pochi giorni fa a Nizza facciano notizia, soprattutto per le vittorie nelle loro categorie di Alexandr Vinokourov e di Laurent Jalabert. Niente da dire.  Al di là delle vicende personali, due grandi campioni, che in passato hanno corso e vinto parecchio.  Ma il tempo non fa sconti, soprattutto agli atleti . Ora sono due ex. Due amatori che in due fanno quasi un secolo all’anagrafe e che, anche se vanno ancora forte se si considera che più o meno in 4 ore e mezzo hanno chiuso la pratica,  arrivano a quasi un’ora dai primi.  E la rabbia  sale perchè questa è la riprova di come questo sport, anche ad alto livello, non viva ancora di luce propria per i grandi media ma abbia bisogno di ex più o meno famosi  per guadagnarsi un titolo tra le brevi.  Ed è un peccato perchè la gara, quella che conta, è stata  bella  e di  assoluto valore tecnico, vinta praticamente da un debuttante sulla distanza,  Gustav Iden, 23 anni di Bergen in Norvegia che si è messo dietro una concorrenza dai nomi prestigiosi da Alistair Brownlee alla sopresa “americana Rodolphe Von Berg , a Sebastian Kienle e tanto per fare un paio di nomi. Grande impresa la sua: è arrivato a braccia alzate su una Promenade des Anglais dove ad attenderlo c’era un folla da stadio, in 3 ore e 52 minuti dopo una gara veloce sia a nuoto che in bici ma soprattutto velocissima nella mezza maratona che ha corso in 1 ore e 8 minuti. Il giovane norvegese,  che all’arrivo ha confessato di essere felicissimo perchè in realtà non si aspettava proprio di vincere, ha spiegato che il titolo mondiale gli interessa fino a un certo punto visto che il 2020 ci sono i Giochi olimpici a Tokyo e lui là vuole andare: “Per chi fa il nostro sport- ha spiegato- quel titolo è il massimo”. Fine. Anzi no.  Iden ha stupito tutti perchè è stato l’unico professionista a correre con una bici normale a cui aveva applicato le protesi e non con un “missile” da crono: “Perchè ho usato quella?- ha risposto serafico all’ intervistatore- Perchè quella da crono che avevo era senza freni e non ho uno sponsor che me ne potesse dare un’altra. Allora ho utilizzato quella normale da strada che era l’unica che avevo e che  però su questo  percorso non andava così male…”.  Ma noi spelliamoci le mani per “Vino” e “Jaja” …

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