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	<title>il blog di Antonio Ruzzo</title>
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	<description>Vado di Corsa</description>
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		<title>Armstrong in gara a Panama: corre un ironman</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci libereremo tanto facilmente di Lance Armstrong. E per fortuna mi viene da dire. Così mentre i giudici di Francia e Stati uniti provano in tutti i modi ad incastrarlo per doping, lui nuota , corre e pedala. E torna alle sue passioni del passato. Così sabato e domenica sarà a Panama  al via di un Ironman 70.3 che, per chi non è del mestiere, è una garetta che mette insieme 1,9 chilometri di nuoto, 90 in bicicletta e 21 di corsa. Basta dare un&#8217;occhiata alla foto delle newsletter di Livestrong per capire che il texano, &#8220;tirato&#8221; come quando dominava al Tour,  non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/lance_armstrong_and_girlfriend_expecting_fifth_child.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3925" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/lance_armstrong_and_girlfriend_expecting_fifth_child-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Non ci libereremo tanto facilmente di <strong>Lance Armstrong</strong>. E per fortuna mi viene da dire. Così mentre i giudici di Francia e Stati uniti provano in tutti i modi ad incastrarlo per doping, lui nuota , corre e pedala. E torna alle sue passioni del passato. Così sabato e domenica sarà a <strong>Panama</strong>  al via di un <strong>Ironman 70.3</strong> che, per chi non è del mestiere, è una garetta che mette insieme 1,9 chilometri di nuoto, 90 in bicicletta e 21 di corsa. Basta dare un&#8217;occhiata alla foto delle newsletter di Livestrong per capire che il texano, &#8220;tirato&#8221; come quando dominava al Tour,  non andrà da quelle parti solo per partecipare. E non c&#8217;erano dubbi.  Allenato ma anche un po&#8217; più sollevato visto che pochi giorni fa il procuratore federale di Los Angeles, <strong>Andre Birotte Jr</strong>, ha annunciato la chiusura dell&#8217;indagine aperta nel 2010  che vedeva il cow boy e altri corridori della<strong> Us Postal</strong> accusati di aver fatto uso di Epo. Nel comunicato stampa che annuncia l&#8217;archiviazione dell&#8217;inchiesta non c&#8217;è traccia delle motivazioni che hanno indotto la procura alla chiusura dell&#8217;indagine che aveva portato diversi ciclisti a testimoniare. Tra questi anche il suo ex compagno di squadra Tyler Hamilton. Ma questa è una telenovela destinata a continuare. Tant&#8217;è che  l’<strong>Usada</strong>, l’agenzia antidoping statunitense, ora non aspetta altro che conoscere le motivazioni di quest’archiviazione, in modo tale da decidere in seguito se iniziare altre azioni legali. Insomma non mollano, proprio come il texano che continuerà a dividere chi lo considera  un dio in terra e chi invece il più grande scandalo che si sia mai visto sulle strade. Io, per quel poco che può importare , lo considero uno dei più grandi atleti dello sport moderno. Fino a prova contraria, che spero proprio non arrivi mai.</p>
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		<title>Contador e Ibra, due squalifiche e due mondi diversi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due parole sul caso Contador e sullo schiaffone di Ibrahimovic a un giocatore del Napoli. Anzi una sola. Stiamo parlando di due atleti, di due squalifiche e di due mondi diversi per filosofia e cultura. Cominciamo dallo spagnolo. Ha barato e con un po&#8217; di colpevole ritardo lo hanno tirato giù dalla bici togliendoli maglia gialla e maglia rosa.  Fine della storia. Ho letto su qualche giornale che così si uccide il ciclismo e invece, secondo me,  è esattamente il contrario.Così si sta costruendo il ciclimo del futuro uno sport dove deve essere chiaro a tutti, soprattutto ai giovani,  che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/ContaConta2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3921" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/ContaConta2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/milan_bari_ibra_espulso_getty_12.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3922" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/milan_bari_ibra_espulso_getty_12-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Due parole sul caso<strong> Contador</strong> e sullo schiaffone di <strong>Ibrahimovic</strong> a un giocatore del Napoli. Anzi una sola. Stiamo parlando di due atleti, di due squalifiche e di due mondi diversi per filosofia e cultura. Cominciamo dallo spagnolo. Ha barato e con un po&#8217; di colpevole ritardo lo hanno tirato giù dalla bici togliendoli maglia gialla e maglia rosa.  Fine della storia. Ho letto su qualche giornale che così si uccide il ciclismo e invece, secondo me,  è esattamente il contrario.Così si sta costruendo il ciclimo del futuro uno sport dove deve essere chiaro a tutti, soprattutto ai giovani,  che non si gioca sporco, dove non vengono fatti sconti nemmeno e soprattutto ai campioni, dove ci sono regole che vengono fatte rispettare. Punto. Sullo schiaffone di Ibra ad Aronica invece mi sembra che si vada al contrario. Tre giornate di squalifica e il Milan che fa reclamo per avere uno sconto. Perchè? Che senso ha? Ibra non è un giocatore qualunque. Non è Nocerino, Camagnaro o Palombo, con tutto il rispetto. Ibra è il campione preso a modello dai ragazzini che vanno sui campi di calcio della periferia, che fanno collezione delle sue figurine e che si mettono la sua maglietta.  Certo è stato un buffetto, ma è il gesto che conta. E servivano delle scuse più che un ricorso. Due sport, due mondi. Due modi diversi di spiegare ai giovani che nello sport, ma non solo nello sport, si deve essere leali. Il resto sono chiacchiere&#8230;</p>
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		<title>Il gelo, un tuffo in piscina e un&#8217;infinita linea nera di mattonelle&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le tante cose belle della DDS di Settimo milanese c&#8217;è che è una piscina con le vetrate, così quando nuoti e giri la testa per respirare vedi la neve. Ed è una bella sensazione quella di stare in acqua quando fuori da giorni sembra di essere al Polo. Ma per chi con l&#8217;acqua non va tanto d&#8217;accordo è l&#8217;unica consolazione.  E per quanto mi riguarda un&#8217;ora di nuoto ne vale almeno tre di bici . Il nuoto non è la corsa o la mountain bike dove la tecnica è importante ma ci si può anche arrangiare. In vasca i dettagli fanno la differenza. La posizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/1304064469739.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3905" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/1304064469739-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Tra le tante cose belle della<strong> DDS</strong> di <strong>Settimo milanese</strong> c&#8217;è che è una piscina con le vetrate, così quando nuoti e giri la testa per respirare vedi la neve. Ed è una bella sensazione quella di stare in acqua quando fuori da giorni sembra di essere al Polo. Ma per chi con l&#8217;acqua non va tanto d&#8217;accordo è l&#8217;unica consolazione.  E per quanto mi riguarda un&#8217;ora di nuoto ne vale almeno tre di bici . Il nuoto non è la corsa o la mountain bike dove la tecnica è importante ma ci si può anche arrangiare. In vasca i dettagli fanno la differenza. La posizione di richiamo delle bracciata a rana, il sincronismo delle gambe, l&#8217;entrata in acqua delle mani, il battito dei piedi, la respirazione, la posizione della testa, la cuffia gli occhialini&#8230; Anche il costume. E basta lo sguardo sconsolato di <strong>Luca Sacchi</strong> su tuoi bermuda per farti sentire come quei ciclisti che mettono i parafanghi e il portapacchi sulle bici da corsa&#8230; Insomma non ci si improvvisa. E non tanto per andare più o meno forte che è già un altro pianeta. Ma almeno per non essere d&#8217;intralcio a chi sta con te in corsia. Una vasca , due, tre dieci, quaranta, cinquanta .Una fatica enorme, senza scampo, con i muscoli delle braccia che fanno male perchè sono quelli che in maratona non servono e con un fiatone che manco nelle ripetute&#8230; Concentrandosi solo e sempre sullo sforzo perchè in acqua non hai scampo. Sembra di avere il cervello sotto vuoto, i suoni si amplificano e in quella grande bolla ovattata ci finisce anche il rumore del tuo respiro e della tua fatica.  Non ci si può guardare intorno e il tuo sguardo resta lì, fisso, su quella infinita linea nera di mattonelle&#8230;che sembra non finire mai</p>
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		<title>Correre col freddo? Si può anche senza essere Superman</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Meno quindici. Ieri mattina dalle mie parti, nelle campagne di Albairate il termometro segnava -15. Pensavo non funzionasse, gli ho dato una scrollata, ho schiacciato anche il tasto del reset. Nulla, sempre meno quindici. E ho capito che non c&#8217;era errore quando ho messo il naso fuori dalla porta di casa e ho cominciato a correre nello sterrato che mi porta verso il Naviglio di Cassinetta. Un freddo tremendo che ti giacchia tutto: dalle mani ai piedi, dalle lacrime al respiro. Per una settimana ancora, dicono i meteorologi, sarà così e forse peggio. E allora che si fa? Come si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/MALTEMPO.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3885" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/MALTEMPO-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>Meno quindici. Ieri mattina dalle mie parti, nelle campagne di Albairate il termometro segnava -15. Pensavo non funzionasse, gli ho dato una scrollata, ho schiacciato anche il tasto del reset. Nulla, sempre meno quindici. E ho capito che non c&#8217;era errore quando ho messo il naso fuori dalla porta di casa e ho cominciato a correre nello sterrato che mi porta verso il Naviglio di Cassinetta. Un freddo tremendo che ti giacchia tutto: dalle mani ai piedi, dalle lacrime al respiro. Per una settimana ancora, dicono i meteorologi, sarà così e forse peggio. E allora che si fa? Come si corre a queste temperature? Beh innazitutto ci si copre un po&#8217; di più. Qualcuno sceglie di vestirsi a strati ma secondo me è meglio di no: una maglia intima tecnica,  una maglia tecnica pesante invernale e un gilet antivento sono più che sufficienti.  Vietati i kway a maniche lunghe o giacche a vento e simili. Per chi usa i calzoni corti un bel massaggio con una crema canforata, calze pesanti ( ma senza esagerare altrimenti si modifica troppo la calzate della scapra) guanti e fascia per coprire la fronte. E si può andare. Con il freddo intenso è meglio allungare di un po&#8217; la fase di riscaldamento e lasciare la fase di stretching alla fine, magari in un posto caldo. L&#8217;allenamento in condizioni di freddo estremo deve essere fatto a buon ritmo, con un gesto atletico intenso e continuo  magari riservando una accelerazione solo nella parte finale. La parola d&#8217;ordine è quella di non farsi mai ghiacciare il sudore addossso quindi vanno assolutamente vietate le pause troppo lunghe e il fermarsi all&#8217;esterno senza essersi subito tolti di dosso gli indumenti bagnati. Il resto è dettato dal buon senso. Anche se, come pensano in tanti, per uscire a correre a -15 non bisogna avere tutte le &#8220;rotelle&#8221; posto.</p>
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		<title>D&#8217;inverno lo sport si fa all&#8217;aperto: lo dice anche uno spot&#8230;</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/2012/02/04/dinverno-lo-sport-si-fa-allaperto-lo-dice-anche-uno-spot/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 16:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Freddo, ghiaccio e neve un po&#8217; dappertutto. Gare che saltano e cambiano i loro percorsi, bici oliate e ingrassate ferme nei garage. &#8220;E&#8217; l&#8217;inverno bellezza&#8230;&#8221;.  E allora mi è caduto l&#8217;occhio su uno spot bellissmo della Garmin che lancia la sua campagna &#8220;Winter Training&#8221; che ovviamente  promuove i &#8221;satellitari&#8221; ma che è anche un bel promo sui sui vantaggi dell’attività fisica all’aria aperta.  Per molti atleti l&#8217;inverno è il periodo per mettere fieno in cascina in vista della stagione agonistica, per molti altri  è uno periodo per tirare il fiato, per i più freddolosi un vero tormento. Però poi quasi nessuno si ferma. Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/2012/02/04/dinverno-lo-sport-si-fa-allaperto-lo-dice-anche-uno-spot/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a>
<p>Freddo, ghiaccio e neve un po&#8217; dappertutto. Gare che saltano e cambiano i loro percorsi, bici oliate e ingrassate ferme nei garage. &#8220;E&#8217; l&#8217;inverno bellezza&#8230;&#8221;.  E allora mi è caduto l&#8217;occhio su uno spot bellissmo della <strong>Garmin</strong> che lancia la sua campagna <strong>&#8220;Winter Training&#8221;</strong> che ovviamente  promuove i &#8221;satellitari&#8221; ma che è anche un bel promo sui sui vantaggi dell’attività fisica all’aria aperta.  Per molti atleti l&#8217;inverno è il periodo per mettere fieno in cascina in vista della stagione agonistica, per molti altri  è uno periodo per tirare il fiato, per i più freddolosi un vero tormento. Però poi quasi nessuno si ferma. Ci si copre un po&#8217; di più e via&#8230;pensando alla doccia calda che arriva dopo. Lo spot <strong>Garmin</strong> è un po&#8217; l&#8217;essenza dello spettacolo che l&#8217;inverno può regalare a chi si allena open air. <span style="font-size: small">Frutto della collaborazione tra il regista austriaco Andreas Hafele, la fotografa inglese Rama Knight e le agenzie Make Studio-Bournemouth e M&amp;C Saatchi, la campagna Winter Training di Garmin vede la partecipazione di <strong>Christophe Le Mével</strong>, ciclista francese del team Garmin Cervélo, e del maratoneta inglese<strong> Steve Way. </strong> <a href="http://gbr.garmin.com/winter-training/it/home.html">(http://gbr.garmin.com/winter-training/it/home.html</a>)</span></p>
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		<title>Troppo ghiaccio anche in Liguria: salta la mezza delle due perle</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/2012/02/03/troppo-ghiaccio-anche-in-liguria-salta-la-mezza-delle-due-perle/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha nevicato un po&#8217; ovunque e ora gela. Anche in Liguria dove solitamente si va a svernare. E dove domenica si doveva corre la classica mezza maratona invernale da Santa Margherita a Portofino. Una gara che, grazie al clima mite della riviera,  è sempre stata un po&#8217; l&#8217;antipasto d&#8217;apertura della stagione per molti podisti. UN po&#8217; come la Milano-Sanremo per le due ruote insomma. Ma le temperature polari che in questi giorni stanno investendo l’Italia non hanno risparmiato neppure la Liguria. E hanno fermato anche lo sport. La mezza maratona internazionale delle Due Perle, in programma domenica tra Santa Margherita e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha nevicato un po&#8217; ovunque e ora gela. Anche in Liguria dove solitamente si va a svernare. E dove domenica si doveva corre la classica mezza maratona invernale da <strong>Santa Margherita</strong> a <strong>Portofino</strong>. Una gara che, grazie al clima mite della riviera,  è sempre stata un po&#8217; l&#8217;antipasto d&#8217;apertura della stagione per molti podisti. UN po&#8217; come la Milano-Sanremo per le due ruote insomma. Ma le temperature polari che in questi giorni stanno investendo l’Italia non hanno risparmiato neppure la Liguria. E hanno fermato anche lo sport. La mezza maratona internazionale delle <strong>Due Perle</strong>, in programma domenica tra Santa Margherita e Portofino, è stata così rinviata al mese di marzo. Lo hanno deciso gli organizzatori dopo aver consultato le previsioni meteo, che indicano anche per il fine settimana vento gelido e temperature polari sulla Liguria.</p>
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		<title>Milano non ama la neve ma chi corre al Sempione sì</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Magia e tormento di una bella nevicata che in due giorni ha cambiato faccia a Milano. L&#8217;incanto è un Parco Sempione che non sembra il Parco Sempione ma  una cartolina da Dobbiaco. Il tormento  sono le gambe che dopo un&#8217;ora a pattinare accendono la riserva. Ma non capita sempre di correre sulla neve a Milano. E così bisogna approfittarne su è giù tra i laghetti del Sempione, attorno all&#8217;Arena,  a fianco del Bar Bianco. Ci sono due città. Una nel parco, imbiancata, silenziosa, pulita, sportiva, sorridente e allegra che fa a palle di neve. L&#8217;altra al di fuori che ha una fretta incredibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/Fotogram.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3859" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/Fotogram-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Magia e tormento di una bella nevicata che in due giorni ha cambiato faccia a Milano. L&#8217;incanto è un <strong>Parco Sempione</strong> che non sembra il Parco Sempione ma  una cartolina da Dobbiaco. Il tormento  sono le gambe che dopo un&#8217;ora a pattinare accendono la riserva. Ma non capita sempre di correre sulla neve a Milano. E così bisogna approfittarne su è giù tra i laghetti del Sempione, attorno all&#8217;<strong>Arena</strong>,  a fianco del Bar Bianco. Ci sono due città. Una nel parco, imbiancata, silenziosa, pulita, sportiva, sorridente e allegra che fa a palle di neve. L&#8217;altra al di fuori che ha una fretta incredibile di far sparire la neve che rallenta le normali operazioni di frenesia quotidiana.  Per Milano la neve è un impiccio, un danno, un assegno a tanti zeri che aumentano col passare delle ore. C&#8217;è questo mito dell&#8217;efficienza a tutti i costi che vuole subito strade, piazze, marciapiedi e aiuole pulite, E così giù sale, avanti e indietro spazzaneve e camion ell&#8217;Amsa, all&#8217;opera spalatori dalle facce scure e smarrite perchè, dal Senegal a Santo Domingo , neve e ghiaccio non sanno neanche cosa sia.  E allora un&#8217;ora di corsa al parco Sempione nell&#8217;intervallo di pranzo pattinando sulla neve diventano uno &#8220;stacco&#8221; più &#8220;stacco&#8221; del solito. E pazienza se le gambe per una volta si ribellano un po&#8217;&#8230;</p>
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		<title>Da Roma a Milano: 20 maratone di fila per aiutare la ricerca contro il cancro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Turrini]]></category>
		<category><![CDATA[maratona]]></category>
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		<description><![CDATA[Venti maratone in 29 giorni che legheranno dopo più di 800 chilometri Roma a Milano. Non è un record ma è comunque una bella sfida. Un&#8217;impresa che metterà a dura prova la resistenza, la testa e gambe di un trentenne italiano ormai trapiantato in Astralia. Una lunga corsa che però non è  è fine a se stessa ma servirà a raccogliere fondi a favore della lotta al cancro. Luca Turrini è il protagonista di ’Outrunacancer’  (www.outruncancer.com) e partirà dalla prissima maratona di Roma il 18 marzo per proseguire poi con altri percorsi anche non ufficiali dal Nord a Sud dello stivale, e chiudere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/185448_208671979181597_208228892559239_550094_2582735_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3848" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/185448_208671979181597_208228892559239_550094_2582735_n-300x231.jpg" alt="" width="168" height="130" /></a><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/403747_301430823239045_208228892559239_824106_889393296_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3849" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/403747_301430823239045_208228892559239_824106_889393296_n-294x300.jpg" alt="" width="165" height="168" /></a><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/315829_251903884858406_208228892559239_689289_1170905884_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3850" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/02/315829_251903884858406_208228892559239_689289_1170905884_n-200x300.jpg" alt="" width="112" height="168" /></a>Venti maratone in 29 giorni che legheranno dopo più di 800 chilometri Roma a Milano. Non è un record ma è comunque una bella sfida. Un&#8217;impresa che metterà a dura prova la resistenza, la testa e gambe di un trentenne italiano ormai trapiantato in Astralia. Una lunga corsa che però non è  è fine a se stessa ma servirà a raccogliere fondi a favore della lotta al cancro. <strong>Luca Turrini</strong> è il protagonista di <strong>’Outrunacancer’</strong>  (<a href="http://www.outruncancer.com/">www.outruncancer.com</a>) e partirà dalla prissima <strong>maratona di Roma</strong> il 18 marzo per proseguire poi con altri percorsi anche non ufficiali dal Nord a Sud dello stivale, e chiudere gli 844 km totali dell’impresa il 15 aprile con la<strong> maratona di Milano</strong>. Turrini, trentenne, residente in Australia da tre anni, ma originario della Provincia di Verona, correrà con il solo pensiero di sensibilizzare gli appassionati della corsa e non alla battaglia contro le neoplasie. Raccogliendo fondi per la <strong>’Cancer Council Australia Nsw’.</strong> Un ente che aiuta i pazienti colpiti dal cancro.  «La scelta della donazione del 100% dei ricavati dell’evento ad un’ associazione non italiana per la ricerca contro il cancro &#8211; ha spiegato l’atleta all’Adnkronos Salute, che ha perso la madre colpita da un tumore &#8211; è stata sostanzialmente imposta dall’indisponibilità da parte delle maggiori associazioni italiane, Airc e Lilt, di ricevere le donazioni&#8221;.  Ma gli intoppi burocratici non l&#8217;hammo fermato. Turrini non cerca record. Si è è preparato per correre più di 800 chilometri in meno di un mese ma ciò che più gli importa è coinvolgere la gente che troverà ai traguardi delle maratone e sulla strada. Coinvolgerla  e soprattutto convincerla a donare. E i giorni di riposo saranno dedicati proprio a  questo. Ora in attesa di partire la  sfida più difficile per il giovane maratoneta è quella contro se stesso ei propri limiti fisici  visto che nelle gambe ha quasi 4mila km percorsi negli 11 mesi di allenamenti finalizzati a migliorare la  resistenza. La parola d&#8217;ordine è quindi &#8220;recupero&#8221;.</p>
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		<title>Eccolo il vento siberiano&#8230;si corre in direzione ostinata e contraria</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[blues brothers]]></category>
		<category><![CDATA[corsa e freddo]]></category>
		<category><![CDATA[de andre]]></category>
		<category><![CDATA[freddo siberiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Meno dieci, meno cinque, meno tre , meno due&#8230;E&#8217; un doppio conto alla rovescia. Vale per scandire l&#8217;arrivo di questa perturbazione siberiana che porterà la neve ( anzi, la  sta già portando&#8230;) e le temperature a -14 ma vale anche per contare chi resta, a Milano e nelle altre città, a correre nei parchi. Giusto, chi resta? Pochissimi. Resta chi corre sempre, in ogni condizione, anche con qualche acciacco. Restano quelli &#8220;tosti&#8221; che se ne fregano del look, che si coprono anche se &#8220;infagotta&#8221;, si spalmano di crema canforata e che, piuttosto che schiacciare lo start di un tapis roulant,  si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/01/p.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3838" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/01/p-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Meno dieci, meno cinque, meno tre , meno due&#8230;E&#8217; un doppio conto alla rovescia. Vale per scandire l&#8217;arrivo di questa perturbazione siberiana che porterà la neve ( anzi, la  sta già portando&#8230;) e le temperature a -14 ma vale anche per contare chi resta, a Milano e nelle altre città, a correre nei parchi. Giusto, chi resta? Pochissimi. Resta chi corre sempre, in ogni condizione, anche con qualche acciacco. Restano quelli &#8220;tosti&#8221; che se ne fregano del look, che si coprono anche se &#8220;infagotta&#8221;, si spalmano di crema canforata e che, piuttosto che schiacciare lo start di un tapis roulant,  si fanno da Milano a Brindisi in auto soli con la suocera. Restano quelli che la palestra&#8230;è da fighetti. Che usano le Thorlo e che le scarpe sono da anni della stessa marca e dello stesso modello e chissenfrega del colore. Restano quelli che magari non &#8220;fanno&#8221;  New York  ma corrono a Milano o Reggio Emilia perchè una maratona è sempre una maratona anche se non è di moda. E restano quelli che quando si corre al freddo e con il ghiaccio non c&#8217;è bisogno del fazzoletto per soffiarsi il naso. Isomma restano i <strong>Blues Brothers della corsa</strong> che  quando il gioco si fa duro&#8230;si alzano lo stesso all&#8217;alba per una tapasciata nell&#8217;Oltrepo&#8217;. Per un pizzico di gloria, una bottiglia di rosso e l&#8217;orgoglio di correre sempre nella direzione ostinata e contraria. Come cantava <strong>De Andrè&#8230;</strong></p>
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		<title>La maratona di Napoli e il Wallera team</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Ruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[maratona di napoli]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[uallera]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri mattina si è corsa la Maratona di Napoli. Era la quattordicesima edizione e ha vinto il marocchino Ahmed Nasef  del Fanfulla Lodigiana che  è arrivato in piazza del Plebiscito in 2.18.58. Tra le donne ha trionfato  Ornella Ferrara, vicecampionessa italiana di maratona in carica, in 2.41.15. Fin qui la cronaca. E può bastare. Il resto sono una serie di belle immagini di corsa, di mare piatto, di sole caldo e di colori densi, di gente sulle strade che applaude. Ma c&#8217;è una foto che secondo merita di essere raccontata. E quella di un signore con gli occhiali scuri che di nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/01/NAPOLI_M2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3824" src="http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/files/2012/01/NAPOLI_M2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ieri mattina si è corsa la <strong>Maratona di Napoli.</strong> Era la quattordicesima edizione e ha vinto il marocchino Ahmed Nasef  del Fanfulla Lodigiana che  è arrivato in piazza del Plebiscito in 2.18.58. Tra le donne ha trionfato  Ornella Ferrara, vicecampionessa italiana di maratona in carica, in 2.41.15. Fin qui la cronaca. E può bastare. Il resto sono una serie di belle immagini di corsa, di mare piatto, di sole caldo e di colori densi, di gente sulle strade che applaude. Ma c&#8217;è una foto che secondo merita di essere raccontata. E quella di un signore con gli occhiali scuri che di nome fa Luciano che mostra con orgoglio la maglietta del gruppo podistico con cui corre. E&#8217; il &#8220;wallera team&#8221;, scritto con la &#8220;v&#8221; doppia per darsi un tono più internazionale, ma che a Napoli si scrive tutta la vita con la &#8220;u&#8221;. E chi, come me, con i suoni di quei dialetti c&#8217;è cresciuto sa pefettamente che significa correre per il &#8220;wallera tem&#8221;. Sempre ieri, qualche ora dopo il Napoli di Cavani e Lavezzi, ha preso l&#8217;ennesima scoppola in campionato contro il Genova. Un campionato in cui Mazzarri &amp; co erano attesi da protoganisti e in cui rischiano invece di fare le comparse . E allora la  &#8221;uallera&#8221; non solo s&#8217;ingrossa&#8230;ma ti gira. E senza la &#8220;v&#8221;doppia.</p>
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