Contrariamente a quanto si possa immaginare quando gli dissero che aveva vinto il premio Nobel per la pace Obama non fece salti di gioia ma, anzi, si irritò molto. Ovviamente senza dirlo a nessuno, se non ai più stretti collaboratori. Il riconoscimento, infatti, gli creò non pochi imbarazzi. A rivelarlo, a quasi cinque anni di distanza, è un diplomatico norvegese, Morten Wetland, ambasciatore alle Nazioni Unite dal 2008 al 2012. “Il mio giorno più imbarazzante alle Nazioni Unite è stato quando fu annunciato il premio Nobel per la pace a Obama”, ha raccontato al quotidiano norvegese Dagens Naeringsliv. “Il mio collega a Washington ricevette un rimprovero dal capo di gabinetto di Obama dell’epoca (Rahm Emanuel, ndr), fu usata la parola adulatorio”. E in effetti in quell’occasione il presidente degli Stati Uniti fu oggetto di un atteggiamento palesemente adulatorio che finì per danneggiarlo. Obama non aveva ancora fatto nulla, salvo qualche discorso, che subito gli assegnarono il molto ingombrante premio Nobel per la pace, che di norma si assegna alla luce di qualche risultato tangibile non solo di (belle) chiacchiere.

Il diplomatico norvegese aggiunge che il Nobel mise Obama in una posizione difficile. “Un presidente americano – ha spiegato Wetland – vuole decidere liberamente la propria agenda e fu imbrigliato in un ruolo che non aveva cercato”. Obama fu insignito il 9 ottobre del 2009 dal Comitato per il Nobel norvegese “per il suo impegno straordinario per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli”.

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