padre_soldatoQuello di Khizir Khan, avvocato, padre di un ufficiale americano di fede musulmana morto in Iraq nel 2004, verrà ricordato come uno degli attacchi più duri mossi contro Trump in questa campagna elettorale. “Trump offende costantemente i musulmani – ha detto Khan dal palco della convention democratica di Philadelphia – manca di rispetto per le minoranze, le donne, i giudici e persino i leader del suo partito”.

Riferendosi ad alcune delle proposte più controverse di Trump (il muro con il Messico e la messa al bando degli islamici), Khan si è rivolto direttamente al candidato repubblicano:  “Ci chiede di affidarle il nostro futuro, ma le chiedo, ha mai letto la Costituzione americana? Gliela presto con piacere (e mostra la sua copia, ndr)”. E va avanti nella polemica: “È mai stato al cimitero di Arlington? Vada a vedere le tombe dei coraggiosi morti difendendo l’America. Vedrà che sono di tutte le fedi, di tutti i generi e gruppi etnici. Lei non ha sacrificato niente e nessuno. Non possiamo risolvere i nostri problemi costruendo muri e provocando divisioni”. Il discorso di Khan (nella foto insieme alla moglie) ha molto colpito i delegati riuniti a Philadelphia. La sua famiglia è arrivata negli Usa dagli Emirati Arabi. Il loro figlio, Humayoun Khan (nella foto) scelse di arruolarsi dopo la tragedia dell’11 settembre. A 27 anni con la divisa dell’esercito americano morì in Iraq per salvare i propri commilitoni da un attentato terroristico.

Un bel colpo mediatico quello messo a segno dalla “regia” della Convention democratica.

Humayun_KhanTrump ha risposto alle accuse di Khan in un’intervista alla Abc (guarda il video): “Ho lavorato molto duramente. Ho creato migliaia e migliaia di posti di lavoro, costruito grandi edifici. Ho avuto un eccezionale successo. Penso di aver fatto moltissimo”. Trump ha anche insinuato che il discorso del padre dell’ufficiale caduto in Iraq sia stato scritto dallo speechwriter di Hillary Clinton. Può essere che sia vero. Così come è vera, però, la storia del soldato ucciso.

Poi il candidato repubblicano si è scagliato contro la famiglia Khan, commentando il silenzio della moglie di Khan. “Se guardate sua moglie, stava solo in piedi vicino a lui – ha detto Trump -, non aveva nulla da dire o forse non aveva il permesso di parlare”. La donna ha replicato in questo modo: “Mentre ero lì, in piedi, tutta l’America ha sentito il mio dolore, senza che dicessi una singola parola. Per favore signor Trump ascolti anche lei il mio dolore e si sentirà meglio”.

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Aggiornamento 1/8/2016 – I leader Gop attaccano Trump

I leader repubblicani del Congresso Usa hanno preso le distanze dalle critiche che Trump ha rivolto a Khizr Khan. In un comunicato Paul Ryan, presidente della Camera, ha fatto sapere che “la grandezza degli Stati Uniti è stata costruita sui principi di libertà ed è stata preservata grazie agli uomini e alle donne che vestono l’uniforme per difenderla”. Senza nominare Trump, il presidente, che in passato aveva già respinto la proposta del magnate di vietare l’ingresso nel Paese ai musulmani, ha ribadito che “molti musulmani americani hanno servito con coraggio” nell’esercito e “hanno fatto l’ultimo sacrificio”. “Il capitano Khan – ha concluso Ryan – era uno di quegli esempi coraggiosi. Il suo sacrificio, e quello di Khizr e Ghazala Khan, deve sempre essere onorato per sempre”.

Allo stesso modo il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha sottolineato che “il capitano Khan era un eroe” degli Stati Uniti. “E come tutti gli americani – ha aggiunto – sono grato per i sacrifici e l’altruismo dei giovani uomini come il capitano Khan e della sua famiglia nella lotta contro il terrorismo”.

 

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