mazzeifilippo_francobolloGuardate questo bel documentario della Rai su Thomas Jefferson e il suo amico italiano Filippo Mazzei, cui il blog Monticello è dedicato. Spiega bene l’influenza che l’illuminista italiano ebbe nella stesura della Dichiarazione d’Indipendenza americana (guarda il video).

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Qualche commentatore su questo blog in passato ha storto la bocca, ricordando che Mazzei era un massone. Sì, la massoneria ebbe un ruolo importante nella sua formazione culturale e politica, e lo aiutò anche a costruire una formidabile rete di contatti utili per le sue molteplici attività. Ma vogliamo limitarci alle etichette o ci interessa anche approfondire (se ve ne sono) le qualità delle persone?

Divenuto mercante, a Londra, conobbe due americani che, negli anni a venire, avrebbero scritto la storia: Thomas Adams e Benjamin Franklin. Con loro crebbe una forte sintonia su temi quali la libertà e la democrazia. Quando i due amici gli proposero di andare oltre Oceano, per unirsi alla loro battaglia politica, basata sulla democrazia e sulla uguaglianza tra gli uomini, lui accettò di buon grado.

Mazzei_colleIl 2 settembre 1773 con un veliero a tre alberi inglese, il Triumph, ingaggiato a spese del Granduca Leopoldo di Lorena, Mazzei partì alla volta della Virginia. Portò con sé un gruppo di contadini toscani, un sarto piemontese, diverse talee di vite, piante di olivo e della noce, ovuli di baco da seta, zappe, vanghe, alcuni preziosi libri (tra cui uno da poco pubblicato, “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, testo chiave del pensiero giuridico moderno) e due capre. Gli unici animali che il capitano della nave, James Rogers, aveva accettato di prendere a bordo.

Nella fertile terra della Virginia, per alcuni aspetti simili alla sua Toscana, ebbe la fortuna di conoscere e frequentare tutti e cinque i primi presidenti americani: George Washington, Thomas Jefferson, John Adams, James Madison e James Monroe.

 

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