onu_peacekeepingL’America cambia passo nei confronti dei paesi africani, dice basta al sostegno alle missioni di pace dell’Onu di lunga durata e muove dure critiche a Cina e Russia. La nuova strategia statunitense in Africa è stata illustrata da John Bolton, consigliere nazionale alla Sicurezza. Ma come si è arrivati a questo cambio di linea? Trump è abituato a rompere gli schemi ma, in questo caso, c’è la constatazione che le spese fatte per l’Africa non hanno portato grandi risultati. “Non è stata messa fine alla piaga del terrorismo, del radicalismo, della violenza – osserva Bolton -. Non abbiamo impedito ad altre potenze, quali Russia e Cina, di approfittare dei paesi africani per accrescere il proprio potere e influenza”. Ed è proprio questo secondo aspetto che più turba  Washington, oltre al fatto che “non è stata raggiunta una governance stabile e trasparente, né uno sviluppo crescente nella regione”.

Gli Usa sono fermamente intenzionati a voltare pagina. E, come spiega Bolton, “non tollereranno più il vecchio modello degli aiuti senza alcun effetto, dell’assistenzialismo senza alcun obbligo di rendere conto, del soccorso senza riforma”. Ma che ne sarà dei fondi destinati all’Africa dagli americani? Saranno controllati in modo da “essere utilizzati in modo efficace ed efficiente per promuovere la pace, la stabilità, l’indipendenza e la prosperità della regione invece di finire nelle tasche di dirigenti autocrati corrotti che si arricchiscono alle spalle del popolo, commettendo violazioni dei diritti umani”. Cambio di rotta dettato soprattutto dai grandi passi in avanti fatti da Russia e Cina. Bolton non a caso ha denunciato il fatto che la Cina ha fatto “ricorso a tangenti, accordi opachi, all’utilizzo strategico del debito per mantenere gli Stati d’Africa ostaggi delle sue esigenze”. Per quanto riguarda la Russia, invece, l’accusa è di “corruzione”, realizzata in questo modo: “Vendita di armi e di energia in cambio di voti alle Nazioni Unite”. Bolton ha detto che queste scorrettezze “intralciano le possibilità di investimento degli Stati Uniti, le operazioni militari americane e rappresentano una minaccia alla nostra sicurezza nazionale”.

boltonCome esempi negativi di pratiche depredatrici che frenano la crescita economica e minacciano l’indipendenza finanziaria dei paesi africani, Bolton ha citato il caso di Gibuti, dove dal 2017 la Cina ha stabilito una propria base militare non lontano da uno storico campo militare Usa e ora sta puntando al recupero del porto di Gibuti, “sbilanciando tutto il commercio marittimo della regione a favore di Pechino”.

Bolton critica in modo molto duro anche le missioni di peacekeeping dell’Onu, i cui mandati sono rinnovati in modo quasi automatico anche senza risultati positivi. Per spiegarsi meglio cita il caso del Sahara occidentale dove “in 27 anni non è stato ancora risolto lo statuto di questo territorio”. Per il consigliere alla Sicurezza nazionale Usa sarebbe anziché lavorare per il “mantenimento della pace” sarebbe più utile lavorare per cercare di sviluppare e migliorare la situazione economica dei popoli della regione. Possiamo concludere osservando che dopo anni di distrazione gli Stati Uniti si sono accorti che è meglio occuparsi (in modo diverso) di Africa, per recuperare il terreno rispetto a Mosca e Pechino.

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