Trump, Bloomberg e Ross Perot

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In un commento sul Quotidiano Nazionale Cesare De Carlo parla di “suicidio politico di Trump”. Si riferisce a quanto ha scritto di recente il Wall Street Journal in merito alla decisione di abbandonare al loro destino i Curdi. La mossa produce alcuni risultati immediati: rafforza la Russia in Medio Oriente, fa tornare in auge il pericolo dell’Isis (per la fuga dei prigionieri dalle prigioni controllate dai Curdi), mina la credibilità degli Usa in Arabia Saudita. Gli errori di valutazione geopolitica ci sono sempre stati nella storia, nessuno è indenne, men che meno gli Stati Uniti. L’Iraq è l’esempio più eclatante […]

  

Obama, l’Isis e l’islam

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In un discorso in diretta tv alla nazione Barack Obama ha confermato la propria strategia nella lotta contro i tagliagole dell’Isis: raid aerei, droni e forze speciali sul terreno (non truppe), ribadendo che gli Stati Uniti non si faranno “trascinare un’altra volta in una guerra lunga e costosa sul terreno”. Il riferimento è a quanto fece l’amministrazione di George W. Bush nel 2001 per l’Afghanistan e nel 2003 nell’Iraq. Ma giova ricordare che è stato proprio il ritiro delle truppe Usa (nel 2011) a favorire l’avanzata dell’Isis. Obama tenta di rassicurare l’America dalla minaccia del terrorismo dopo l’attentato di San Bernardino (California). […]

  

Isis, la svolta tardiva di Obama

Turchia, al via il G20 ad AntalyaNyt_16_11_15

Anche la stampa Usa vicina alla sinistra ora lo dice: bisogna fare di più. Gli attentati di Parigi impongono a Obama di tirare fuori i muscoli contro i tagliagole dell’Isis. Il New York Times sottolinea come gli attentati di Parigi, insieme a quello della scorsa settimana a Beirut e all’abbattimento dell’aereo russo nel Sinai dimostrino come il sedicente stato islamico non sia solo “concentrato sulla conquista di territorio nella propria zona”. Sulla stessa linea il Washington Post, secondo il quale i fatti di Parigi mostrano come l’Isis “sia una minaccia più grave per l’Occidente di quanto l’intelligence e l’amministrazione Obama […]

  

Obama: coi repubblicani 7 guerre

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Se c’è un tema che unisce i repubblicani è la ferma convinzione che Obama sia un disastro. Soprattutto in politica estera. Ed è certo che dopo questa frase lo penseranno ancor di più. “Se ci fossero stati i repubblicani (alla Casa Bianca, ndr) ora saremmo in sette guerre”, ha detto rivolgendosi ad un gruppo di veterani ospiti alla Casa Bianca. “Non esagero affatto – ha continuato -. Le ho contate. Saremmo impegnati in azioni militari in sette posti nel mondo”. L’incontro con i veterani è avvenuto il mese scorso a porte chiuse nella Roosevelt Room della Casa Bianca. Ma lo […]

  

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