11 Settembre 1973: un colpo di stato condotto dal Generale Augusto Pinochet Ugarte appoggiato dall’ Armada (marina) e dall’aviazione  cancellava il progetto politico, economico e sociale di Salvator Alliende Gossens e di Unidad Popular.

Con la presidenza di Allende e di Unidad Popular iniziò nel paese il più grande e ambizioso processo di cambio sociale, economico e politico nella storia del Chile e dell’America Latina escludendo la Cuba di Fidel Castro: la via Chilena al Socialismo. La nazionalizzazione del rame, riforma Sanitaria e scolastica, distribuzione del latte per bambini e riforma agraria erano gli obbiettivi principali del Governo di Alliende.

Era evidente che tutto ciò preoccupava non solo la destra reazionaria e borghese del Chile ma anche le multinazionali straniere e soprattutto quelle americane, in primis la famiglia EXXON proprietaria della grande miniera di Rame di Chuquicamata, che dal 2001 appartiene alla ANGLO-AMERICAN.

Quel periodo:1970/73 fu caratterizzato da un grande e spontaneo movimento della società popolare: Dibattiti, murales, cinema, letteratura, musica: si la musica: Victor Jara, che interpretava le tenere canzoni di Violeta Parra, arrestato tra I primi l’11 settembre, torturato: gli fracassarono le mani coi calci delle pistole deridendolo e finendolo con un colpo alla testa il 16 settembre allo stadio nacional, quello stesso stadio dove Fidel Castro, durante una visita con tempi caraibici, (quattro settimane) avvertì Allende e le migliaia di giovani sul pericolo della destra Chilena e internazionale. Gia la destra Chilena, quella che vive in Providencia, Las Condes o Vitacura.  In molti confusero quel periodo di speranza, allegria e libertà con l’anarchia e iniziò la destabilizzazione: il Il 9 ottobre 1972, in Chile, iniziò il grande sciopero dei Tir e rimasero a casa 40.000 autisti, tutti facevano capo al sindacato nazionale dei trasporti diretto da Leon Vilarin del gruppo di estrema destra paramilitare Patria y Libertad.  Sono gli anni della CIA di Kissinger e Nixon “liberiamo il Chile da quel figlio di puttana” ma anche di alcuni partiti democratici europei. Fu l’inizio della fine il Chile precipitò in un caos generalizzato a cui si unirono I 13.000 minatori di El Teniente, poi altri scioperi: negozianti, dottori, panettieri, studenti e il paese e la visione di Allende si avvitò su se stesso verso la fine.

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E si arriva al mattino del 11 settembre 1973 il Golpe. Nello stadio, trasformato in campo di concentramento passeranno 140.000 persone, 40.000 furono le vittime di violazioni dei diritti umani tra il 1973/1990. Il numero ufficiale delle persone uccise o “desaparecidas” è di 3216, quelle arrestate e torturate 38.000 (Rapporto Valech)

Il 5 ottobre 1988 con il 56% dei NO il popolo cileno recupera la democrazia, l’anno successivo, il 14 dicembre, si svolgono dopo 17 anni di dittatura le elezioni generali.

2 dicembre 2019: nuovamente Carabineros de Chile per le strade, gas lacrimogeni, lancia acqua, carabine, spari, di nuovo repressione, tortura, stupri e uccisioni, si spara ad altezza d’uomo da poca distanza e al momento 217 persone hanno subito lesioni oculari e più di duecento persone hanno perso la vista da un occhio. La stampa di regime parla di delinquenti e ci sono, vanno di notte sfondano vetrine, aprono negozi e rubano nell’indifferenza delle forze dell’ordine, ma soprattutto nell’indifferenza dei governi e dei media di tutto il mondo. Sono più di 5.000.000 le persone scese per le strade di Santiago, Valparaiso, Conception, in più di un mese, per dimostrare il loro dissenso la loro sfiducia: sono delinquenti questi Cileni?

 

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