A proposito di un  progetto fotografico di  lungo termine.

 

Come nasce un idea e quando questa idea diventa un progetto fotografico?

In che momento in quale occasione, perchè e quando inizia, per quanto tempo rimane nascosta dentro di noi, sotterranea e innocente nel magazzino delle immagini che ognuno di noi possiede : giorni, mesi, anni?

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La Genesi. Anaparastasi: Ricostruzione di un Delitto  Film in B&W di Theo Angelopoulos. Era il 1975 a Parigi dove muovevo, in povertà, i primi passi da emigrante fotografo. Ero ospite allora  di amici cineasti, una sera guardammo una video cassetta di questo film, la pellicola era in greco con sottotitoli in inglese, mi parve un film strano, confuso e abbastanza noioso, la prima sequenza racconta l’arrivo sotto la pioggia di una corriera nei pressi di Timphea, un piccolo paese dell’Epiro: Grecia. Ecco una fotografia che mi interessa e che mi piacerebbe poter fare: era soprattutto l’uso del B&W, il cielo grigio con nuvole scure, i pali della luce, la strada fangosa e le figure che corrono sotto gli ombrelli, era una luce ben diversa da quella che amavo: Mediterranea.

Non ricordo se il film mi appassionò o meno e semplicemente lo dimenticai. In seguito rivedrò questo film decine di volte, sequenza dopo sequenza, quasi per fissare ogni fotogramma nella mia coscienza. Ma a quei tempi avevo altri progetti.

Il Ritorno. Confine Albania Kosovo gennaio 1989, improvvisamente ritrovo la stessa luce, lo stesso cielo e nel fango in lontananza un autobus da cui scendono alcune donne e anziani, sono profughi kosovari e all’improvviso riappare quella prima  immagin: la corriera della Ricostruzione di un Delitto, e percepisco che in quel momento inizia la mia ricerca sul cammino di Ulisse. Sarà un lungo viaggio nel tempo e nella memoria dei Balcani ispirato dalla visione Etica ed Estetica di Theo Angelopoulos. Comincio a guardare tutti I suoi film, e ognuno mi affascina, molti non li comprendo nel profondo, quelli che trovo in commercio sono in lingua originale, alcuni mi annoiano ma i più mi appassionano: sono opere maestre di un regista profondamente coinvolto da una visione politica, storica della Grecia, del suo tempo e da una umana cognizione del dolore.

 

Ma dovrò aspettare il 1996 quando appare sugli schermi italiani  Lo Sguardo di Ulisse, che il pensiero di un progetto sulle frontiere balcaniche diventerà realtà ed ossessione.

 

Il film. Un regista greco torna a Fiorina , dove era nato, alla ricerca di alcune bobine non sviluppate dei fratelli Manakis, precursori del cinema greco. E’ l’inizio di un lungo viaggio attraverso Albania, Macedonia, Romania, Serbia e che terminerà nella Sarayevo del conflitto Bosniaco, dove ritroverà le bobine ma assisterà alla morte  di Ivo Levy e della sua famiglia per mano di paramilitari Serbi.

 

Un lungo viaggio attraversando confini e attraverso la storia, ( Yannis Manakis sarà fucilato come terrorista, il ritorno degli ebrei internati a Birkenau nel 1945, le persecuzioni e le confische e un altra corriera alla frontiera albanese da dove scendono decine di rifugiati) ma anche alla ricerca di un cinema che non sa più nè vedere nè raccontare.

 

Infine sarà il lungo  piano sequenza di una chiatta che naviga sul Danubio e che trasporta una enorme statua scomposta di Lenin a farmi decidere…. ed è tutto.

 

Ps: se qualcuno desidera finanziare questo mio progetto è il benvenuto. Ivo

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