Oggi la mamma è morta. O forse ieri non so. Ho ricevuto un telegramma dall’ ospizio: “Madre deceduta. Funerali domani.” – Così inizia Lo Straniero di Albert Camus, uscito nel 1952.
Pubblicato per la prima volta nelle Edizioni Gallimard.

albert_camus2

Mersault è un uomo qualunque con una vita ordinaria, indifferente al mondo e a chi e cosa lo
circonda, vive in un piccolo paese di mare, poco lontano da Algeri, nella luce e nel sole del
Mediterraneo.

Nulla lo tocca, ne lo turba, ne il cane del vicino di casa che un giorno scomparirà, ne della violenza su una donna del suo amico Raymond, che non è proprio un amico ma una persona che incontra frequentemente, e a Marie, la sua fidanzata che gli chiede se lui voglia sposarla risponde “che la cosa mi era indifferente e che avremmo potuto farlo se voleva”

“Oggi la mamma è morta” Mersault parte in autobus sotto un caldo feroce per assistere al funerale della madre, si addormenterà durante la veglia funebre e al ritorno farà un bagno in mare.

Un giorno su una spiaggia uccide un uomo, un arabo, gli spara senza una ragione precisa non per odio, forse a causa della luce e del caldo, “ Scuotendomi dal sudore e dal sole, ho capito che avevo infranto l’armonia del giorno, il silenzio inaudito di una spiaggia dove ero stato felice” Così si conclude la prima parte del libro.

albert_camus1
Assiste al processo estraneo e indifferente, si sente escluso sia dalla difesa sia dalle accuse del procuratore che chiede la condanna a morte. Il processo durerà 11 mesi poi la Legge lo condanna: “Avrà la testa tagliata sulla pubblica piazza in nome del popolo Francese.”
«Dinanzi a questa notte carica  di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla  tenera  indifferenza del mondo.  Sentendola  così simile a me, così a me  fraterna  anche, ho capito che ero stato felice, e che lo ero ancora. Perché tutto sia consumato, per  sentirmi meno solo, arrivai ad auspicare  che ci fossero
molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accogliessero con grida di odio».

La vicenda si svolge in Algeria luogo di nascita di A.C., in un paese vicino ad Algeri

Ho riletto da poco le pagine di questo libro, forse perchè con la pandemia e la quarantena alcuni di noi sono diventati stranieri l’uno all’ altro e perfino a se stessi, semplicemente così, nel chiuso delle nostre giornate, tra una coda e un’altra lontani e nascosti da mascherine, e indifferenti alle vite degli altri anch’essi oramai stranieri. Si vive nella tragedia della solitudine e dell’assurdo estranei alla società che ci ospita, ma a volte mi chiedo se non stiamo vivendo ora nelle nostre strade o nelle nostre città sensazioni simili a quelle di Mersault, forse l’assurdo e la solitudine che ci accompagnano ci aiuteranno infine a prendere coscienza del modo fin troppo facile in cui abbiamo vissuto.
Nel 1957 Albert Camus vince il Nobel perchè: “la sua opera mette in luce i problemi presenti ai giorni nostri alla coscienza degli uomini.”
Morirà a 46 anni la mattina del 4 gennaio 1960 in un tragico incidente d’auto, Michel Gallimard trasportato all’ospedale morirà qualche giorno dopo.