Marsiglia o Massalia per I Greci esiste da 26 secoli, fu fondata da un focese, Protis e dalla ligure Gyptis, figlia di un re.

saglietti_fotoLa storia inizia a Torello, un piccolo paese in provincia di Salerno. Gennaro Izzo detto Ciccio quel giorno camminava verso una incognita, si doveva partire, per fame, per miseria; andava bambino verso una nave che lo avrebbe sbarcato a Marsiglia e dove sarebbe diventato un nabos, cosi erano chiamati gli italiani allora. Era il 1929, arrivò con il Mistral, Gennaro, e andò a vivere nel Panier, quartiere di vicoli scuri come carrugi genovesi, abitato da povera gente, immigrati e prostitute.

Arrivò nel 1929, erano I tempi, di Carbone, di origini corse e di Spirito napoletano, gangsters proprietari di bar e bordelli, attivi nella produzione della morfina e del traffico delle armi, romanzati poi nel film Borsalino; erano I tempi di Sabiani vicesindaco e loro socio in affari; in seguito arrivarono il corso Guérini, Gaëtan Zampa, origini napoletane e Francis Vanverberghe “dit Le Belge”, i locali notturno avevano nomi invitanti: Le Perroquet bleu, Le Paradou: Marsiglia conserva da allora una ingiusta fama.

Quando si arriva a Marsiglia dal mare si vede subito, in alto, Notre Dame de la Garde, la Bonne Mère è così che la chiamano i marsigliesi e ad essa si affidano. Fu sede del comando tedesco, che occuparono Marsiglia nel 1942, fu liberata il 24 agosto 1944, all’ inizio della scalinata verso la Bonne Mère un carro armato con la croce di Lorena lo ricorda.

saglietti_foto2I nazisti fecero saltare in seguito all’attentato ad alcuni ufficiali e con la scusa di essere insalubre buona parte del Panier basso dove il quartiere terminava sul Vieux Port e altre zone della città: diedero agli abitanti due ore di tempo per sgombrare, era Il 26 gennaio del 1943 le
sei del mattino, l’ordine venne direttamente da Himmler: in tutta la città furono spostate 20.000 persone e rasi al suolo 2000 tra edifici e case, molti degli sfollati finirono nei campi di concentramento.

Marsiglia l’ultimo che arriva è marsigliese. E Marsiglia è sempre stata accogliente e generosa.
Si stima che nel 1931 la popolazione straniera fosse di 150.000 unità. Di questi 128.000 erano italiani e 20.000 armeni fuggiti dal genocidio e 100.000 elleni arrivarono in Francia attraverso Marsiglia in seguito alla scofitta del 1922, arrivò anche la famiglia Livi I genitori di Yves Montand. Ma fu con la fine della gurerra in Algeria che Marsiglia si riempì, rientrarono I pieds noirs, Francesi d’algeria e gli harkis, algerini che avevano combattuto o collaborato con l’esercito francese. Per loro si costruirono immensi edifici che sarebbero diventate le cités, oggi
luoghi di degrado e violenza. Convivono 60 etnie a Marsiglia tra malintesi, inquietudini e a volte razzismo, ma c’è un luogo che azzera tutto questo: il Velodrome e OM: Olympique Marseille.

Intanto Gennaro Izzo detto Ciccio e ribatezzato François trovò lavoro in un bar: l’Amical Ajacienne e conobbe Isabel detta Babette di famiglia spagnola, che lavorava come sarta, si sposarono nel 1941 nella Cathédrale de La Major. Andarono a vivere nel Panier e scamparono al bombardamento tedesco del 26 gennaio 1943. Nel 1945 in Rue Brunettière Nacque Jean-Claude Izzo. Ma questa è un altra storia….continua

©delle foto ivo Saglietti. Fidanzati in battello verso l’Estaque
©delle foto Ivo Saglietti I tavolini del bar Treise–coins nel Panier

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