“Marsiglia non è una città per turisti, non c’è nulla da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide, trova una spiegazione solo nella sua luce”. Marsiglia per Izzo è sempre stata “una verità alla luce del sole”.
Nel 1945 in Rue Brunettière nacque Jean-Claude “Si viveva di poco, semplicemente, le lasagne la domenica, allegria e canzoni; mia madre mi raccontava che ero un bambino tranquillo “ “Mio padre tornava tardi la sera. Tornava la notte. Ricordo il suo bacio e la puzza di sigarette sui suoi vestiti.” Si viveva di pane e idee di socialismo. ( Ricordo anch’io quei giorni, la domenica il vestito buono, il bagnetto in piedi vicino alla vasca del lavandino, pomodori, peperoni arrostiti, tapenade e per merenda una fetta di pane olio e due gocce di aceto o burro e zucchero, raramente un gelato al Vieux Port) e poi il profumo di aglio e menta che saliva dal Panier, dove si parlava arabo, italiano e spagnolo. ( Uscivo di casa, pantaloncini corti estate e inverno, sandali ai piedi e su nel Panier verso la Charité, poi erano battaglie).

DSCF4425Era bravo a scuola Jean Claude, studiava al liceo Remparts, corsi da tornitore e scriveva poesie ovunque. Gli piaceva scrivere, entrò nella redazione di Le Canard come direttore pieno di idee sulla società e sulla cultura, aderisce a Pax Christi, un movimento cattolico e con alcuni amici apre sulla Plaine un locale da ballo vicino al mercato più grande della città, il progetto fallirà poco dopo. Conobbe Marie-Hèléne Bastianelli, che sarebbe diventata poi la sua prima moglie. Erano I tempi del Viet-nam, dei diritti civili in America, ma anche I tempi della guerra in Algeria che alla fine portò a Marsiglia migliaia di pieds-noir e magrebini con le loro le frustrazioni, il razziso e la violenza, si costruirono in fretta brutti edifici che sarebbero diventate in seguito le Cités. Era un militante pacifista e quando dovette partire per il servizio militare, prima a Toulon in seguito a Gibuti, allora colonia francese sullo stretto di Aden, malgrado la divisa continuò a dichiarare le sue posizioni, veniva considerato un provocatore.
Quando tornò si rese conto che voleva scrivere. Si sposò con Marie Hèléne, lei ancora al Liceo e andarono a vivere in Rue Nau, non lontano dalla Plaine, una vita fatta di amore,
impegno e politica.

Marsiglia era una città a forte identità operaia e l’esplosione del 68 a Parigi non la lasciò indifferente, scioperi, attentati, occupazioni, era la ribellione, “corri compagno il vecchio mondo ti insegue” ( scrivendo queste note mi rivedo, ritrovo le migliaia di giovani che come me credevano in un sogno, ultimi illuministi sapevamo che le nostre idee erano giuste, e che dovevano trionfare, ci eravamo illusi, avremmo dovuto correre più veloci) In Francia i sindacati firmarono gli accordi di Grenelle e tutto si concluse si riaprirono le fabbriche e le università: “Il vecchio mondo li aveva raggiunti. I soldi diventavano sogno e morale. L’unica gioia della vita. Il vecchio mondo dava il via a una nuova era: la miseria umana”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel 1969 iniziò a collaborare, con La Marseillaise quotidiano legato al PCF e per il giornale seguì dal 1972 per 4 anni la tragedia di Fos-Sur-Mer. Fos, una graziosa cittadina a due passi dalla Camargue, li fu scelto di creare una grande realtà siderurgica uno dei più grandi disastri ambientali del tempo consacrati al profitto, ci lavoravano 20.000 operai principalmente stranieri 24 ore al giorno: “Si arrivò a registrare un morto al giorno” “ogni tanto qualche operaio spariva. Poi il corpo veniva ritrovato in una betoniera” scriveva Jacques Roger, collega di Izzo. Non ci fu neanche il tempo per l’inaugurazione, migliaia di operai rimasero senza lavoro. Altri scioperi, sommosse, cariche della polizia, ma il sogno di Marsiglia e della Francia era finito.

E Jean Claude scriveva, scriveva e raccoglieva la memoria di un mondo. Poi nel 1972 nacquero Sebastien e l’esperienza di Port de Bouc una piccola cittadina vicino a Martigues molto politicizzata, un esperienza di cultura e vivacità alla quale partecipò anche Dario Fo.
E poi Parigi: ma questa è un altra storia. Continua…

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