E poi Parigi. Città difficile per un marsigliese, decise di provare per tre mesi, (curioso ma in quegli anni anch’io partii per Parigi per tre mesi) Jean-claude continuò a collaborare come redattore capo con la Vie Mutualiste che intanto era diventato a un magazine con il nome di Viva, rientrò presto da Parigi per collaborare con una radio, Forum 92. A Parigi viveva in rue Paul Bert, non lontano dal Père Lachaise e a due passi da rue Faidherbe nel’11° arr. Scriveva moltissimo, Izzo, due sceneggiature: Une mort olympique e La Mort Couleur d’Automne, iniziò Lou, una storia sulla vita di Lou Andreas-Salomé amata da uomini come Friedrich Nietzsche e Rainer Maria Rilke, la sceneggiatura rimase inedita forse non conclusa. Lou era una donna libera, una
delle prime donne a praticare la psicoanalisi e grande viaggiatrice, se ne andò a 76 anni con l’arrivo del nazismo in Germania. Una rivoluzionaria, impossibile per Jean_Claude non esserne affascinato. Uno splendido film, Al di la del bene e del male di Liliana Cavani, ne racconta la storia.

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E a Parigi conosce Beatrice, 22 anni e occhi azzurri, fu un amore che durò 10 anni, “Quando amava lo faceva fino in fondo” dice di lui Beatrice, “Naturalmente io non imposi mai la mia presenza. Jean–Claude era un uomo che portava in se un mistero. Un mistero che ho amato ma che, a un certo punto, cominciai a non capire. Avrei voluto un figlio da lui. Ma era contrario, e il motivo non era la differenza di età..”
“A Marsiglia, anche per perdere bisogna sapersi battere”
“Aveva solo l’indirizzo. Rue des Pistoles, nel Vieux Quartier. Erano anni che non tornava a Marsiglia. Ora non aveva più scelta.
Era il 2 giugno, pioveva.” Così inizia Total Kéops. Casino Total nell’edizione italiana, una ventina di pagine con il titolo “Marseille, pour finir” ma fu l’inizio.
Casualmente Michel le Bris, allora direttore della Série Noir di Gallimard, lo lesse e gli chiese di scrivere qualche pagina in più. Bisognava tornare a
Marsiglia e lo fece senza un grande sforzo. Fu il primo di una trilogia.
Il personaggio più importante nei suoi noir è Marsiglia, il Vieux Port, La Samaritaine, il Panier, il bar de Maraȋchers da Hassan sulla Plaine, con il
profumo di pastis a tutte le ore o da Ange in place des Treize Coins.
Total Khéops/Casino Total

Fabio Montale 45 anni, è un poliziotto, un poliziotto marsigliese, malinconico, inquieto, solitario e tormentato da un passato poco chiaro: erano tre amici lui Ugo e Manu, tutti figli dell’esilio e quando Ugo e Manu vengono uccisi assieme a Leila una giovane araba verso la quale prova sentimenti contrastanti, toccherà a lui fare giustizia contro la violenza e la mafia, contro la xenofobia, il fascismo, la prostituzione e la droga. E’ una storia di giustizia e di vendetta; il punto centrale è la morte di Zucca, boss della mafia di Port de Buc da parte di Ugo per vendicare l’assassinio di Manu, per senso dell’onore e del dovere, l’onore che ci racconta Albert Camus, nella coscienza di Fabio Montale è un elemento fondamentale.

unnamed (2)Non si può condensare un libro così intenso, profondo a volte commovente a volte melanconico, in poche parole, bisogna leggerlo, bisogna esplorare anche solo con la mente Marsiglia, si deve vagare tra il Vieux Port e Belsunce, arrivare a Belle de Mai e mischiarsi ai giovani e alla loro musica, salire sulla Plaine per un pastis da Hassan, passeggiare nel mercato a Noailles e respirare odore di spezie, attraversare Les Baumettes, arrivare fino a Les Goudes sedersi per sfiorare con lo sguardo il Frioul e amare Fabio Montale, i suoi tormenti e le sue donne: Babette, Honorine, Lola, Leila, ascoltare la sua musica, amare il rumore del mare e soprattutto amare Marsiglia “Perché Marsiglia è una verità alla luce del sole”
Chourmo…..ma questo è un altro noir. Continua

©Ivo saglietti
Il bar di Hassan

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