-Dall’alto dei gradini della stazione Saint-Charles, Guitou, come lo chiamava ancora sua madre, contemplava Marsiglia. “La grande città”. Sua madre ci era nata, ma non gliel’aveva mai fatta vedere. Malgrado le promesse. Adesso era lì. Solo. Come un adulto.- Così inizia Chourmo, il cuore di Marsiglia. Guitou é un adolescente, durante le vacanze ha vissuto la sua prima storia d’amore con Naīma, una giovane e bella ragazza musulmana, per questo è a Marsiglia dopo aver rubato 1000 franchi dal cassetto di famiglia.

P4290021Saint-Charles, Boulevard d’Athènes, La Canabiére, Vieux-Port, La Samaritaine, -ci incontriamo li alle sei.- Ed è gia Marsiglia, dove l’ultimo che arriva è marsigliese Fabio Montale ha lasciato la polizia, vive alla giornata va a pesca, siede al bar da Fonfon, legge la Marseillaise, discute di politica, beve vino rosato di Bandol e gode della cucina provenzale di Honorine. Vive a Les Goudes in una casetta sul mare ereditata dai genitori, sul mare -perchè di fronte al mare, la felicità è una idea semplice – Angèle, è la mamma di Guitou, Gélou è la bella cugina di Fabio, era la più bella del quartiere, una altra donna della sua vita che non vedeva da molto tempo, si era sposata con Gino ucciso in circostanze mai chiarite fuori dal ristorante che avevano a Bandol. E’ a Marsiglia, ora, alla ricerca del figlio ed è preoccupata.
Guitou verrà ucciso, e sarà Fabio a scoprire da chi e perchè è stato ucciso. E’ la Marsiglia delle cité, del razzismo, dell’ integralismo islamico, della mafia e della droga dove la polizia è spesso complice ma soprattutto violenta. E’ la Marsiglia della speculazione edilizia, della idea
di modernità di Euroméditerranée e dei fascio-burocrati di Bruxelles.
Sarà tutto questo ad uccidere Guitou, e toccherà a Montale fare giustizia ed infine sarà la morte di Narni e della mafia del milieu toulonnaise a riportare le cose a posto.
-Vidi la mia ombra riflessa nell’acqua. L’ombra di un essere consumato. Uscii a remi, per non fare rumore. Sulla terrazza credetti di vedere Honorine e Fonfon, abbracciati.
Allora mi misi a piangere. Cazzo ci voleva proprio.-

–La sua vita era laggiù, a Marsiglia, dietro quelle montagne che, stasera, il sole al tramonto colorava di un rosso vivo. Domani ci sarà vento pensò Babette.-
-Su un foglio bianco scrisse “Ti amo ancora” E sotto: “conservali preziosamente”. Infilò I cinque dischetti in una busta, la nascose e si alzò per andare a cena con Bruno e la sua famiglia-
Così inizia Solea, ultimo capitolo della trilogia marsigliese di Fabio Montale. Babette è una giornalista, una donna amata da Fabio molti anni prima. E’ inseguita dalla mafia che ha gia ucciso il suo uomo a Roma, è in possesso di una grande inchiesta sui collegamenti tra mafia, politica, industria e terrorismo, si rifugia presso Bruno, un ex sessantottino che con la sua famiglia vive in un paesino di montagna, verranno uccisi anche loro. Babette chiede aiuto a Fabio.

P5010220E’ di nuovo Marsiglia, Fabio è seduto al Bar des Maraîchers da Hassan, a due passi da place Jean-Jaurès -Ci stavo bene nel bar di Hassan. Tra I frequentari abituali non esistevano barriere di età, sesso, colore di pelle, ceto sociale. Eravamo tutti amici. Chi veniva li a bersi
un pastis, sicuramente non votava Fronte Nazionale, e non l’aveva mai fatto.-
-La vita puzzava di morte.- Ne beve molti di pastis Fabio e un pò ubriaco conosce Sonia, un’altra felicità possibile dopo l’abbandono di Lole la donna più amata, Con Sonia passerà la notte senza che succeda nulla.
E’ di nuovo Marsiglia, il mare, il cielo, il vino, il mauresque, le sardine marinate e la zuppa di pesce, La Samaritaine al Vieux-Port e da Ange in place des Treize Coins, al bar de La Marine sul quai de Rive neuve.
Ma questa volta Marsiglia puzza di morte. La Mafia vuole sapere dove sta Babette e lo chiede a Montale, lo inpone a Fabio e inizia ad uccidere le persone che gli sono vicine, la prima è Sonia, la felicità possibile, poi Mavros, amico di infanzia e Felix che lo sta aiutando. Anche
Babette muore, muore li al Frioul. –Il male si propagava. L’incendio aveva raggiunto il pianeta. Troppo tardi l’inferno-.

-L’avevo letto…ricordarsi di questo,adesso.
La morte, sono io.
Lole, vuoi chiudere le tende sulla nostra vita? Per favore. Sono stanco.
Lole per favore-.
-Uccidere Montale in Solea è un segnale d’allarme. Se lui rappresenta la speranza, vuol dire
che, se volete altri Montale, dovete muovere le chiappe…..-
Sono spesso degli amori segreti… quelli che dividiamo con una città. Albert Camus
Fine

Foto 01 Il Frioul © Ivo Saglietti
Foto 02 Les Goudes © Ivo Saglietti

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