Qualcuno ha scritto che gli ambientalisti sono “verdi fuori ma rossi dentro”, come a voler sottolineare l’atteggiamento massimalista di gran parte dell’attivismo ecologista.
Seguendo da anni -per ragioni professionali- il dibattito attorno ai temi dell’ambiente, mi sono sempre più convinto che mai espressione fu più azzeccata.
Prendete la controversia sui Cambiamenti climatici. Molti studiosi credono che l’attività dell’uomo, attraverso la produzione di Co2, stia contribuendo a modificare le condizioni atmosferiche, metereologiche e di temperatura sulla terra. Altri no. Ma la prima tesi, condivisa da buona parte dell’estremismo ambientalista e divenuta ormai mainstream, è diventata ormai intoccabile e impossibile da mettere in discussione.
Anzi, chiunque provi ragionevolmente anche solo a proporre, divulgare, perché no a sostenere le ragioni degli “scettici”, viene immediatamente accusato di “negazionismo”. Cioè paragonato a quanti nella storia hanno negato il genocidio del popolo ebreo. Una accusa forte certo, ma fidatevi, è tra le meno severe che potrebbero lanciarvi.
Ecco perché l’espressione “verdi fuori e rossi dentro”: perché insofferenti ad ogni minimo riflesso liberale.
Dunque questo blog vorrebbe essere la patria di questi “negazionisti”. Vogliamo dare voce a quanti (e sono tanti, soprattutto all’estero, lo scopriremo) non si accontentano di fare da megafono all’establishment politico e mediatico.
Così, al di là del dibattito specifico circoscritto ai temi dell’ambiente, ci piacerebbe che diventasse uno dei luoghi privilegiati del “free speech”, contro la dittatura del pensiero unico dei soliti “politicamente corretti”.