ruiniIl fronte del ‘no’ si prepara a scendere in campo e a far discutere. Matrimonio indissolubile, no alla comunione ai divorziati che decidono di risposarsi, no alle coppie omosex, no alle unioni civili, no alla teoria del gender. I pilastri della dottrina della Chiesa cattolica non si toccano. Undici cardinali fanno cordata e si schierano contro le tesi aperturiste di altri cardinali (primo tra tutti il cardinale Walter Kasper) sui nodi più spinosi in tema di matrimonio e famiglia.

Alla vigilia del Sinodo dei vescovi in programma a ottobre, esce un libro che susciterà non poche polemiche, dal titolo “Undici cardinali parlano di matrimonio e famiglia”, edito da Ignatuis Press, che negli Stati Uniti uscirà il 4 settembre (in Italia con l’edizione Cantagalli). Tra gli undici porporati, spicca il nome del cardinale Camillo Ruini, che torna allo scoperto per ribadire con forza il divieto di concedere l’eucaristia ai divorziati che si riaccompagnano. “Il Vangelo della famiglia nell’Occidente secolarizzato”, questo il titolo dell’intervento di cinque pagine dell’ex presidente della Cei.

Divorziati e risposati
“La Familiaris consortio ha già indicato l’atteggiamento da assumere: non abbandonare coloro che si trovano in questa situazione, ma al contrario averne speciale cura, impegnandosi a mettere a loro disposizione i mezzi di salvezza della Chiesa. Aiutarli quindi a non considerarsi affatto separati dalla Chiesa e a partecipare invece alla sua vita. Discernere bene, inoltre, le situazioni, specialmente quelle dei coniugi abbandonati ingiustamente rispetto a quelle di chi ha invece colpevolmente distrutto il proprio matrimonio”.

Occorre però “ribadire la prassi della Chiesa, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. La ragione fondamentale è che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell’unione di amore tra Cristo e la Chiesa che è significata e attuata dall’Eucaristia: non è dunque in questione una loro colpa personale ma lo stato in cui oggettivamente si trovano”. “L’uomo e la donna, per ricevere l’assoluzione sacramentale e accostarsi all’eucaristia devono assumere l’impegno di vivere in piena castità, cioè astenersi dagli atti propri dei coniugi”.

Si tratta di un “impegno molto difficile”. “Si stanno cercando da tempo altre soluzioni. Una di esse, pur mantenendo ferma l’indissolubilità del matrimonio rato e consumato – prosegue il cardinale di Sassuolo – ritiene di poter consentire ai divorziati risposati di ricevere l’assoluzione sacramentale e di accostarsi all’eucaristia, a precise condizioni ma senza doversi astenere dagli atti propri dei coniugi. Si tratterebbe di una seconda tavola di salvezza. Questa via non sembra però percorribile, principalmente perché implica un esercizio della sessualità extraconiugale”.

“Una strada che appare percorribile – spiega Ruini – è quella della revisione dei processi di nullità del matrimonio. È molto importante però che qualsiasi cambiamento di procedura non diventi un pretesto per concedere in maniera surrettizia quelli che in realtà sarebbero divorzi: un’ipocrisia di questo genere sarebbe un gravissimo danno per tutta la chiesa”.

Famiglia in crisi?
La famiglia, “cellula fondamentale della società” sta “attraversando un periodo di evoluzione straordinariamente rapido”. Sono “ovvi” i “rapporti prematrimoniali e pressoché normali i divorzi, molto spesso come conseguenza della rottura della fedeltà coniugale”. In Occidente “negli ultimi decenni siamo entrati in territori inesplorati: si sono fatta strada le idee del gender e dei ‘matrimoni omosessuali’. Alla radice di tutto ciò vie è il primato, e quasi l’assolutizzazione, della libertà individuale e del sentimento personale”. Si tratta di una “rivendicazione di una totale uguaglianza che non accetta le differenze”.

Tuttavia, “rimane forte e diffuso il desiderio di avere una famiglia e possibilmente una famiglia stabile: desiderio che si traduce nella realtà di tante famiglie ‘normali’ e anche di numerose famiglie autenticamente cristiane”. “La sensazione che la famiglia propriamente intesa stia scomparendo è dunque in buona parte frutto della distanza tra il mondo reale e il mondo virtuale costruito dai mezzi di comunicazione” ma non si deve “dimenticare che questo mondo virtuale influisce potentemente sui comportamenti reali”.

Il volume
Aveva già fatto discutere il volume scritto da cinque cardinali contro le aperture ventilate da alcuni cardinali considerati progressisti, come Walter Kasper, sui temi della famiglia e in particolare sul divieto di ammettere i divorziati risposati alla comunione. Il 4 settembre, uscirà un altro volume che sembra quasi un secondo atto e che contesta il rischio di una “falsa compassione” su tematiche come la comunione ai divorziati risposati, l’accoglienza alle coppie omosessuali, la contraccezione, e come si pone in contrappunto alle tesi aperturiste di alcuni cardinali, ritenuti più in linea con la logica della misericordia caldeggiata da Papa Francesco.

Il volume è scritto, oltre che da Ruini (che non padre sinodale), da Carlo Caffarra (già autore del volume dei cinque cardinali), da Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, Baselios Cleemis, arcivescovo maggiore siro-malankarese di Trivandrum, da Paul Josef Cordes, amico personale del Papa emerito, da Dominik Duka, arcivescovo di Praga, da Joachim Meisner, grande amico di Giovanni Paolo II e di Joseph Ratzinger, da Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo emerito di Madrid e gran nemico dell’allora premier Zapatero, da Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, da John Onaiyekan, arcivescovo di Abuja e da Jorge Urosa Savino, arcivescovo di Caracas.

Twitter: SereNere76

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