-Padre, vorrei confessarmi.
-Sono qui, figliolo. Raccontami tutto.
-Che devo dire?
-Beh, comincia a dirmi quand’ e’ stata l’ultima volta che ti sei confessato.
-L’ultima è stata anche la prima.
-Cioè, questa è la seconda.
-Vede, padre, non sono molto esperto di cose di chiesa.

Don Luigi non si scompone. Ne ha viste troppe. Sono anni che il parroco di Vetralla accoglie bisognosi e sbandati vari nell’oratorio di San Francesco, che trova lavoro a tossici e ragazze madri, che sfama e rimette in piedi i relitti umani della zona. Nessuno viene rimandato indietro, l’estate scorsa ha pure organizzato una spaghettata per quei pazzi che si fanno a piedi la via Francigena con le racchette da nordic walking.

-Va bene, meglio tardi che mai, la porta del Signore e’ sempre aperta. Adesso però parliamo dei tuoi peccati.
-E chi non ha peccati?
-Questo lo ha detto già un’altra persona duemila anni fa. Io voglio sapere cosa hai fatto tu, perché ti vuoi confessare. Vediamo… hai rubato?
-Ma come si permette? Il fatto di essere prete non la autorizza certo ad insultarmi.
-Ehi, stai calmo, ho solo fatto una domanda.
-Faccio il piccolo imprenditore e lo Stato mi rapina ogni mese. Sono la vittima, non il colpevole.
-Andiamo avanti. Hai mai parlato male di qualcuno?
-Io mi faccio sempre gli affari miei.
-Imbrogli, bugie, false testimonianze.
-Imbrogli? Semmai mi hanno sempre fregato.
-Parliamo del settimo comandamento.
-Che pretende, sono un uomo, non un santo. Quando è capitato ho cercato di non fare del male a nessuno.
-E tua moglie? La tratti sempre con dolcezza e amore?
-Insomma, amore. Che vuole, dopo mezzo secolo. La sera io guardo la tv e mi faccio un bicchierino e lei mi dice che non l’ascolto, che a forza di fare così mi berrò il cervello. Mia moglie stira e chiacchiera e io le dico che se continua così, stirerà pure le zampe. Ma ci vogliamo bene.
-Perché ti sei voluto confessare, dopo tanti anni?
-Perché sono vecchio ed è meglio sistemare le cose per tempo.
-Dunque, sei una pecorella smarrita…
-Io pecora. No, sono un lupo
-Va bene lo stesso
-Quindi mi assolve, padre?
-Si, ma devi fare un giro di rosario.
-Significa che devo pregare? Io però le orazioni non le ricordo.
-Va bene, ti aiuto. Io comincio e tu ripeti. Padre nostro…
– Padre nostro…
-che sei nei cieli…
-che sei nei cieli…
-sia santificato…
-sia santificato…
-il tuo nome…
-Il mio nome? Alberto.

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