Certo, per la “squadra rosa” del Quirinale il ritiro di Emma Bonino, che si è chiamata fuori dalla corsa per motivi di salute, è stato davvero un brutto colpo. E non solo per un fatto umano, per una ovvia solidarietà di fronte alla malattia, ma perché era proprio sull’ex ministro degli Esteri che le tante donne del Colle puntavano per vedere rovesciata una tradizione finora soltanto maschile. Tramontata la Pinotti, in ombra la Cattaneo, mai decollata la Cartabia, defilata la Finocchiaro, non pervenute le altre: quale altra regina all’orizzonte può prendere il posto di King George?
Eppure loro sperano ancora, perché in fondo la partita vera non è nemmeno cominciata. Loro sono tante, sono sempre di più e sono pure arrivate ad occupare posizioni di altissimo livello nel Palazzo dei Papi. Otto su quindici infatti sono le donne a capo dei servizi del Quirinale, una dirige un’unità speciale e un’altra, Lucrezia Ruggi d’Aragona, e’ vicesegretario generale, cioè il numero tre dopo il presidente. Quando arriveranno al posto numero uno?
E soprattutto, chi? Nomi non se fanno, previsioni neppure. Solo molto tifo. Si spera in una rimonta di Anna Finocchiaro, presidente della commissione Riforme istituzionali del Senato, che ha l’esperienza e il profilo giusti per il ruolo. Si pensa che anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti mantenga le sue chanches. Braccia aperte pure per le altre, le non politiche. Laura Boldrini invece non pare goda di molte simpatie, in particolare da quando le hanno messo a disposizione un bungalow sulla spiaggia presidenziale di Castelporziano. Ma insomma, speriamo che sia femmina.

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