Pietro Grasso, ormai suo vicino di stanza lì a Palazzo Giustiniani, lo va a trovare un paio di volte al giorno: con la scusa di informarlo sulla sua attività di reggente, spera nell’aiuto decisivo per salire al Colle. Un altro aspirante al Soglio, Giuliano Amato, è invece in contatto costante.
Per altri ancora, come gli ex segretari di Ds e Pd, ogni motivo è buono per telefonargli e ottenere qualche consiglio utile. Talvolta è lui stesso a chiamare. Lo ha fatto l’altro giorno, rintracciando Walter Veltroni a Santiago del Cile.
Insomma, niente giardinetti per Giorgio Napolitano, che non ha nessuna intenzione di andare in pensione. Dopo nove anni di presidenza, lasciata per affaticamento dovuto all’età, le sue vacanze sono durante un paio di giorni, giusto il tempo di un pranzo in famiglia a Vicolo dei Serpenti e di una festa in piazza organizzata dai cittadini del rione Monti. Uscito dal Quirinale il 14 gennaio, già il lunedì successivo l’ex capo dello Stato si è messo a lavorare nei suoi nuovi uffici da senatore a vita. In aula non si è visto, non ha partecipato al voto sull’Italicum: è voluto restare neutrale perché non voleva prendere posizione nelle beghe del suo ex partito e soprattutto perché voleva avere le mani libere per provare a indirizzare la grande corsa.
Da King George a kingmaker, ma in realtà già prima delle dimissioni si era dato da fare per la sua successione. Amato è il preferito, non l’unico. Ci sono Marta Cartabia, che lui nominò giudice costituzionale e che presto è diventata il numero due della Consulta, il giurista Sabino Cassese, e due candidati di prima fila, Sergio Mattarella e Anna Finocchiaro, senza dimenticare alcuni ex compagni di partito. Insomma, Re Giorgio, che è in buoni rapporti con quasi tutti i cavalli in corsa, è convinto di passare lo scettro a mani amiche.

Tag: , , , , , ,