Tre previsioni le hanno già azzeccate: la caduta di Salvini, il nuovo governo M5s-Pd, la nascita del partito di Renzi. Questa, si dirà, era facile, ma le altre due? Chi avrebbe scommesso un euro, a giugno, quando le bozze sono andate in stampa, che i carissimi nemici si sarebbero messi insieme? Il quarto vaticinio, una prossima coalizione tra i due Matteo, sembra il più improbabile. Però attenzione, non si sa mai, la politica italiana, come un giallo, è un continuo colpo di scena. La realtà ormai supera la fantasia.
Sarà per queste doti divinatorie, sarà perché l’argomento, un noir tra le viscere e i Palazzi della capitale, è un terreno fertile, sarà per il clamore mediatico che circonda il libro, sarà quel che sarà, ma in poche settimane “Peccati Immortali”, scritto per Mondadori da Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone, inviati del Corriere della Sera, è diventato il caso letterario-politico-mondano dell’autunno. Grandi numeri in libreria, il primo posto sui canali di vendita digitale, un’opzione per il cinema e persino una proposta per trasformarlo in una serie televisiva. Si parla addirittura di Pupi Avati e Paolo Sorrentino. Ogni presentazione è diventato un evento. Qualche giorno fa a Roma i due autori hanno riempito il Piccolo Eliseo. In sala politici bipartisan come Anna Maria Bernini, Giorgio Mulè, Luigi Zanda, giornalisti, volti tv e pure Giulio Napolitano, il figlio dell’ex presidente. Sul palco, Walter Veltroni, Marco Follini, Barbara Palombelli, Giampiero Mughini, Roberto D’Agostino, Fabrizio Ceccarelli. Claudia Gerini leggeva dei passi.
Con un plot giallo, “Peccati Immortali” è un viaggio nei bassifondi della Roma dell’eterno grande inciucio. Il cardinale Aldrovandi trovato morto in circostanze oscure. Il suo telefonino scomparso con dentro foto hard che compromettono il leader del Popolo dell’Onesta, che scompare e ricompare nelle mani di una zingara, in un campo della mafia nigeriana, nelle feste dei padroni di Roma. Servizi segreti e gendarmeria vaticana che cercano di recuperare il cellulare. Il ministro dell’Interno che prepara un piano per prendere in potere. Intanto, la strana coppia formata da una ex-spia, Leone Di  Castro, detto Gricia per la sua voracità, e una monachella timida ma furba, suor Remedios. Diversi colpi di scena portano il thriller a un finale a tinte forti.

Per i due autori un successo imprevisto, le ospitate televisive non si contano più. “La novità del nostro romanzo – spiega Roncone – è che per la prima volta si accompagna il lettore nei meandri della politica vista dall’interno di Montecitorio”. E Cazzullo: “Viene fuori il ritratto di un mondo cinico, in cui il denaro accresce il potere e viceversa, dove l’unica preoccupazione non è non commettere reati ma non finire in galera. Un mondo non diverso dall’Italia di oggi”.