Quelli che “le cose le sanno”

Sì, vabbè. E’ Massimo D’Alema e non si può tirare fuori da nulla di quanto è accaduto in questi ultimi trent’anni, dallo sfacelo della sinistra allo sfacelo dell’Italia. Sì, d’accordo. Se fosse stato davvero così bravo, se davvero lui è uno di quelli che “le cose le sapevano”, avrebbe potuto dircelo prima e – soprattutto – evitarci tanti guai (a noi e a lui). Sì, certo. E’ della generazione che peggio ha fatto per l’Italia, aggravato da quella spocchietta che tanto gli ha nuociuto (a lui e a noi). Da quell’alterigia che ne ha fatto il bersaglio preferito di tutti, ...

Nella Terra di mezzo Orchetti e Nani sono già nelle fauci di Draghi

Basta puntare il cannocchiale e mettere a fuoco. Come se la battaglia nella Terra di mezzo nella quale ci troviamo non fosse quella che stiamo osservando e che ci appare. Ma un’altra, in un’altra terra e in un’altra dimensione. Se si guarda alla quotidiana gazzarra di scena a Palazzo Madama, per esempio, l’occhio assuefatto dirà che è in corso una battaglia parlamentare, con l’opposizione agguerrita e il governo deciso a fare in fretta le riforme per far ripartire l’Italia (chi siano i frenatori o chi gli acceleratori, dipende dai punti di vista). Ma aguzzando un po’ l’occhio, rendendolo vigile, ecco ...

La fiducia è una cosa seria

Dice: speriamo tutti in Renzi, che se la cavi (e ci cavi d’impiccio, magari d’impaccio). E però il ragazzo non sa da che parte cominciare e comincia a fare pure errori di simpatia. Transeat. Solo che la sua maggioranza è la solita maggioranza di sempre, litigiosa come sempre, e lui deve andare avanti a colpi di fiducia. Altrimenti no, nun gniela fa. Dice: ma è colpa della maggioranza sinistra-centro, deve governare con Alfano, poverino. In effetti è vero, ma non gliel’ha mica prescritto il medico, bensì gli italiani – almeno così dicono. Magari hanno pure cambiato idea, visto che spaccare ...

Sempre più poveri e poveri ricchi: torna la lotta di classe

Guardate attentamente questa tabella, riproposta per gentile concessione della Demos-Fondazione Unipolis e de “la Repubblica” commissionaria del sondaggio. Sintetizza un atteggiamento psicologico probabilmente già abbastanza noto tra gli italiani, che lo vivono in maggioranza sulla propria pelle. Erano il 60 per cento coloro che nel 2006 sentivano di appartenere  alla classe media; oggi sono il 41 per cento. Erano il 28 per cento quelli che sentivano di appartenere alla classe sociale più bassa; oggi sono più della metà. Tutto è accaduto in soli sette anni, ma non è la classica crisi del settimo anno. In questo spazio ne abbiamo parlato ...

“Vota Alexis vota Alexis” Supercazzola alla greca

E’ l’ultimo ritrovato in fatto di salotti. Una vera chiccheria. Un’idea ardita e seducente che percorre, come l’ennesimo fantasma, l’intera famiglia della sinistra italiana e la induce al brividello in vista delle prossime elezioni europee (che si preannunciano una Caporetto per gli europeisti). Fare di Alexis Tsipras, leader non ancora quarantenne del partito greco Syriza, il candidato transnazionale alla presidenza della Commissione europea. Come dire: visto che gli Euroburocrati affamatori del popolo mediterraneo (e non solo) non sono capaci di creare un’Europa unita, democratica e forte, ci pensiamo noi, lo facciamo noi. Dal basso. Basta che in ognuno dei paesi ...

Per amor Napolitano Scalfari capitombola sugli Spinelli

L’ardor Napolitano non conosce limiti, acceca e conduce alla perdizione. Capita a molti corazzieri della prima e dell’ultimora, e perfino a Eugenio Scalfari che pure, in sua difesa strenua, nell’omelia domenicale aveva presentato ancora una volta gli scarni risultati economici ottenuti dal governo (piccolo frutto di congiuntura internazionale) come l’uscita dal tunnel della crisi. Un nuovo boom? Boom. Ma la sorpresa dell’ultima delle fatiche d’Eugenio sta invece nella coda velenosa, che voleva pungere una delle persone che il Fondatore ha sempre ritenuto più vicine a sé, stimato e coccolato. La colta Barbara Spinelli, figlia d’Altiero, e dunque dell’amico e politico ...

Maradona, verità di popolo bugie di parrucconi

Non andrei a lezione di bon ton da un ragazzo cresciuto nel quartiere più malfamato di una megalopoli sudamericana. Non lo eleggerei magister elegantiarum neppure se avesse fatto fortuna grazie allo speciale talento nel gioco del pallone. Semmai vorrei averlo avuto come compagno di squadra, o magari allenatore. O mi contenterei di sentirlo parlare della sua romanzesca parabola; meglio ancora, di continuare a vedere – come ho fatto ai tempi – le sue parabole incredibili in campo, i magici palleggi con un limone, il senso tattico, i dribbling che hanno esaltato la comune giovinezza. Segno di tempi grami e karma del ...

Crimi, la funzione non sviluppa l’organo

Non è il solito piagnisteo sui bei tempi andati. Non è la classica invettiva sulla volgarità del presente. Eppure va segnalata una linea di tendenza che dimostra, senza tema di smentita, il degrado della vita pubblica di questo Paese, ma anche privata (precedente o almeno contemporanea all’altra). Vorremmo dire ancor più chiaramente: il degrado della vita privata di ognuno di noi italiani che si riflette implacabilmente nei rappresentanti che scegliamo di mandare in Parlamento. Non c’è più scusante, né alibi. Non si può dire che ci siamo fidati e siamo stati traditi. La marcia trionfante dei Cinquestelle si reggeva non ...

Femminicidio, l’acido maschio sepolto in te

Nei cosiddetti salotti buoni della sinistra, così come nei circoli avanguardisti di certa destra, si fa un gran parlare di femminicidio, recente anzi nuova piaga del Belpaese. Tanto “nuova” da richiedere “nuovi” inasprimenti al codice penale. Eppure, non appena si cerca di analizzare un po’ più a fondo il fenomeno, ecco le vestali della “novità” rifugiarsi nella confortevole verità d’un femminismo duro e puro: “Ah, ma gli uomini hanno sempre fatto violenza alle donne, cosa vecchia, vecchissima… Emerge ora perché prima le donne tacevano”. Ma il sentenziare non spiega niente, e trasforma l’ultimo grido in fatto d’allarme sociale nel simbolo ...

Olimpiadi, quello spettro che fa la spola Roma-Milano

A grande anzi pressante richiesta, ecco riaffacciarsi la gioiosa macchina dei Giochi. Piuttosto uno spettro, si direbbe, che si aggira tra Roma e Milano e potrebbe concretizzarsi nell’incubo Olimpiadi 2024; un concorso di forze per approfittare della caduta di Madrid nella candidatura 2020, assegnata a Tokio. L’Italia dunque ci riprova, a pochi mesi dalla solenne (anzi benemerita) bocciatura voluta da Mario Monti (diremmo una delle opere migliori del suo governo). Sogni di gloria a parte, coreografia (che ci piace tantissimo) a parte, gesta sportive (di cui andiamo matti) a parte, resterebbe da spiegare perché ci si sgomiti tanto per l’Evento ...
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