Per favore, si risparmi la paternale a Grillo e alle sue Cinque Stelle. Altro che “antipolitica”: se ancora ce ne fosse bisogno, le elezioni siciliane hanno dimostrato che dobbiamo loro un grazie. Si tratta di politica bella e buona, al momento, visto che ha richiamato alle urne un bel po’ di elettori che se ne sarebbero stati volentieri a casa. Senza il 18 per cento del candidato grillino (so che s’arrabbiano a esser chiamati così, ma non hanno ancora ripristinato il Minculpop e trovo più chiara questa definizione), sarebbero stati due siciliani su tre a disertare il voto. Anche l’astensionismo è un’espressione politica – io la penso così – e dimostra tutto il disprezzo e la lontananza che la gente avverte nei confronti dei partiti tradizionali. Purtroppo è un tipo di protesta che si ritorce contro chi la pratica: anche i cittadini astensionisti subiranno le politiche dei governanti, e avranno solo perduto un’occasione per far sentire la loro voce. Anche per questo il voto al Movimento di Grillo va considerato come una buona cosa; si tratta di una classe dirigente nuova, inesperta, ingenua magari ma entusiasta, che si affaccia per la prima volta all’amministrazione della res pubblica. Se saranno in grado di mantenere le promesse di moralizzazione della vita politica e a imparare in fretta come non tradire la fiducia degli elettori, sarà una vittoria per tutti. Persino per qualche onesto politico tradizionale, diventato ormai sordo cieco e muto davanti alle infamie dei suoi colleghi maneggioni (la maggioranza). Perché di una cosa si può essere arciconvinti: avranno i loro difetti di organizzazione e peccheranno pure d’immaturità, i grillini, ma peggio di questi qui non potranno mai fare.

Tag: , , , , , , , , , , ,