Il Monte d’oro

Diciamo che è andata così. C’era una volta un ricco avaro che, dopo aver accumulato ricchezze non solo per sé ma per decine di generazioni successive della propria stirpe, ammise con se stesso di condurre una vita da cani. Era stanco di stare perennemente in ansia per i ladri. Forzieri, celle segrete, guardie private. Eppure continuava a non stare tranquillo. Confidò le sue paure a un amico, anch’egli straricco, di quelli che Vendola manderebbe a quel paese. Riconosciutisi nelle medesime condizioni, i due si sentirono subito meglio. Ne parlarono a un terzo, avarissimo e ultraricco, di cui si diceva che […]

  

Il sindacato del Grillo

Beppe Grillo ama sbalordire. E’ il modo in cui si riesce a far parlare di sé in questo Paese e in questo sistema della comunicazione. Ancora più sbalorditivo, però, è il modo in cui il conformismo imperante riesce a camuffare e a travisare le frasi, magari scomode perché toccano nodi profondi dell’agire politico. L’uscita sull'<abolizione dei sindacati> è a suo modo paradigmatica, esempio clamoroso della distanza tra la gente comune, le esigenze del mondo del lavoro e la politica sorda, con i giornali e le televisioni a essa asservita. Grillo ha sostenuto, magari con qualche dose di velleitarismo, una tesi […]

  

Il programma e le anatre zoppe

Vi sentite investiti da una pioggia di frottole, ma non abbiate paura: è solo la pertubazione elettorale, passa in fretta. Il ciclone ha la sua traiettoria fissa, prevedibile anzi scontata, che avete già vissuto altre mille volte, anche se non lo rammentate (la mente tende a rimuovere i ricordi sgradevoli). Prendetela come un gioco di società, un gioco di ruolo. Nel quale a voi spetta gettare i dadi solo alla fine, nell’illusione di far vincere la vostra pedina preferita: in realtà vince solo lei, la pedina. Che, essendo pedina, ha i suoi manovratori (ma non siete voi). La sua è […]

  

Paghiamo i politici con i bot

A volte è salutare sfuggire alla tristezza degli addii. Rito banale o patetico,  spesso scontato nelle sue forme, come accade tra le persone. Peggio sarebbe stato cercare di salutare in qualche modo un anno che si ricorderà tra i più mesti della storia d’Italia. Pudore o carità di patria che sia, facciamo finta di ricominciare dall’ottimismo di un’alba. Quella del 2013. Che troverà, per la vita pubblica, il passaggio cruciale delle elezioni. E, per tutti i partiti che puntino alla vittoria, la forca caudina del <che fare>. Anzi, del <come> fare. A far ripartire l’economia, a distribuire equamente i sacrifici, […]

  

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