Sì, vabbè. E’ Massimo D’Alema e non si può tirare fuori da nulla di quanto è accaduto in questi ultimi trent’anni, dallo sfacelo della sinistra allo sfacelo dell’Italia.

Sì, d’accordo. Se fosse stato davvero così bravo, se davvero lui è uno di quelli che “le cose le sapevano”, avrebbe potuto dircelo prima e – soprattutto – evitarci tanti guai (a noi e a lui).

Sì, certo. E’ della generazione che peggio ha fatto per l’Italia, aggravato da quella spocchietta che tanto gli ha nuociuto (a lui e a noi). Da quell’alterigia che ne ha fatto il bersaglio preferito di tutti, prima da destra e poi da sinistra. Da quel sarcasmo che rende antipatici così, quasi a prima vista (e peccato davvero, perchè viceversa nel privato l’uomo è davvero simpatico. Presuntuoso, sicuro. Ma simpatico).

Sì, non ci sono dubbi. Sperava in una carica europea, dopo essere stato asfaltato quando meno se lo aspettava, rottamato dal serpentello che s’era allevato a Palazzo Vecchio pensando di controllarlo e farne un prodotto d’allevamento, alla Orfini tanto per intenderci. E dunque aveva un dente avvelenato che non finiva più, una stizza a stento contenuta per gli ultimi irrispettosi sgarbi ricevuti.

Sì, detto e considerato tutto questo (e altro ancora). Resta però formidabile il suo discorso alla Direzione del Pd, laddove ha finalmente svelato l’inganno che è sotto gli occhi di tutti. Lui (non D’Alema, l’Altro) ci racconta frottole, ci prende amabilmente in giro, conta sulla nostra ignoranza, ci rintrona di cazzate. Il Paese dunque è nelle mani dell’ultimo dei Buffoni, e non può che sperare ardentemente in Lui.

Tag: , , , , ,