Gli avvocati del diavolo

C’è un nodo cruciale, che rappresenta allo stesso tempo l’errore madornale di valutazione di Luca Lanzalone e anche il suo tallone d’Achille. Attiene a una concezione intima e radicata nelle fondamenta del Movimento delle Cinque stelle, non si sa se voluta coscientemente dal fondatore Gianroberto Casaleggio o un esito “imprevisto”, forse neppure ben compreso da Beppe Grillo, così come dei sostenitori. L’imprinting di M5S sta nel disgusto per il degrado della politica, e la conseguente sfiducia. Un disincanto che non si ferma alla classe politica ma, si direbbe, investe la politica in quanto tale. Da subordinare perciò all’irrompere del “privato” sulla […]

  

Carissimo (costosissimo) D’Alema, la Coop sei tu

Ma esattamente di che cosa ci scandalizziamo, quando ci scandalizziamo del vino di D’Alema? Che non sia buono? Che costi tanto? Che l’abbia prodotto con i guadagni di una vita di lavoro politico finanziato da noi tutti? Che sia stato ex presidente del Consiglio? Che da rottamato il suo posto dovrebbe essere all’auto-scasso? Temo di no. A una prima lettura, a una prima riflessione, ci viene da scandalizzarci perché – hanno scritto, hanno detto – a comprare il vino era una Coop rossa. Anzi una delle prime Coop, dal nome che doveva anche metterci sull’avviso: “Concordia”. Dunque, la Concordia ha […]

  

Il partito? Un taxi che prendo ma non pago

Come nel western-spaghetti che è la nostra politica, ci sono volti in Parlamento che rappresentano le diverse facce della stessa medaglia. Peccato che sia sempre quella di bronzo. Prendiamo il <belloccio> Matteo Richetti, emiliano, renziano d’avanguardia finito a litigare con il premier e dunque in un cono d’ombra,  sia pure attenuato da ampi squarci di luce  televisiva. Si tratta infatti dell’ospite-tipo nel quale t’imbatti a qualsiasi ora, su qualsiasi rete, seduto a qualsiasi talk chiacchiera-e-distintivo (piace da matti alle/ai quarantenni, pare). Il <bruttino> della storiella è invece tal Massimo Florio, deputato astigiano quasi-modello, con l’81 per cento di presenze in aula […]

  

Quelli che “le cose le sanno”

Sì, vabbè. E’ Massimo D’Alema e non si può tirare fuori da nulla di quanto è accaduto in questi ultimi trent’anni, dallo sfacelo della sinistra allo sfacelo dell’Italia. Sì, d’accordo. Se fosse stato davvero così bravo, se davvero lui è uno di quelli che “le cose le sapevano”, avrebbe potuto dircelo prima e – soprattutto – evitarci tanti guai (a noi e a lui). Sì, certo. E’ della generazione che peggio ha fatto per l’Italia, aggravato da quella spocchietta che tanto gli ha nuociuto (a lui e a noi). Da quell’alterigia che ne ha fatto il bersaglio preferito di tutti, […]

  

Nella Terra di mezzo Orchetti e Nani sono già nelle fauci di Draghi

Basta puntare il cannocchiale e mettere a fuoco. Come se la battaglia nella Terra di mezzo nella quale ci troviamo non fosse quella che stiamo osservando e che ci appare. Ma un’altra, in un’altra terra e in un’altra dimensione. Se si guarda alla quotidiana gazzarra di scena a Palazzo Madama, per esempio, l’occhio assuefatto dirà che è in corso una battaglia parlamentare, con l’opposizione agguerrita e il governo deciso a fare in fretta le riforme per far ripartire l’Italia (chi siano i frenatori o chi gli acceleratori, dipende dai punti di vista). Ma aguzzando un po’ l’occhio, rendendolo vigile, ecco […]

  

La fiducia è una cosa seria

Dice: speriamo tutti in Renzi, che se la cavi (e ci cavi d’impiccio, magari d’impaccio). E però il ragazzo non sa da che parte cominciare e comincia a fare pure errori di simpatia. Transeat. Solo che la sua maggioranza è la solita maggioranza di sempre, litigiosa come sempre, e lui deve andare avanti a colpi di fiducia. Altrimenti no, nun gniela fa. Dice: ma è colpa della maggioranza sinistra-centro, deve governare con Alfano, poverino. In effetti è vero, ma non gliel’ha mica prescritto il medico, bensì gli italiani – almeno così dicono. Magari hanno pure cambiato idea, visto che spaccare […]

  

“Vota Alexis vota Alexis” Supercazzola alla greca

E’ l’ultimo ritrovato in fatto di salotti. Una vera chiccheria. Un’idea ardita e seducente che percorre, come l’ennesimo fantasma, l’intera famiglia della sinistra italiana e la induce al brividello in vista delle prossime elezioni europee (che si preannunciano una Caporetto per gli europeisti). Fare di Alexis Tsipras, leader non ancora quarantenne del partito greco Syriza, il candidato transnazionale alla presidenza della Commissione europea. Come dire: visto che gli Euroburocrati affamatori del popolo mediterraneo (e non solo) non sono capaci di creare un’Europa unita, democratica e forte, ci pensiamo noi, lo facciamo noi. Dal basso. Basta che in ognuno dei paesi […]

  

Maradona, verità di popolo bugie di parrucconi

Non andrei a lezione di bon ton da un ragazzo cresciuto nel quartiere più malfamato di una megalopoli sudamericana. Non lo eleggerei magister elegantiarum neppure se avesse fatto fortuna grazie allo speciale talento nel gioco del pallone. Semmai vorrei averlo avuto come compagno di squadra, o magari allenatore. O mi contenterei di sentirlo parlare della sua romanzesca parabola; meglio ancora, di continuare a vedere – come ho fatto ai tempi – le sue parabole incredibili in campo, i magici palleggi con un limone, il senso tattico, i dribbling che hanno esaltato la comune giovinezza. Segno di tempi grami e karma del […]

  

Crimi, la funzione non sviluppa l’organo

Non è il solito piagnisteo sui bei tempi andati. Non è la classica invettiva sulla volgarità del presente. Eppure va segnalata una linea di tendenza che dimostra, senza tema di smentita, il degrado della vita pubblica di questo Paese, ma anche privata (precedente o almeno contemporanea all’altra). Vorremmo dire ancor più chiaramente: il degrado della vita privata di ognuno di noi italiani che si riflette implacabilmente nei rappresentanti che scegliamo di mandare in Parlamento. Non c’è più scusante, né alibi. Non si può dire che ci siamo fidati e siamo stati traditi. La marcia trionfante dei Cinquestelle si reggeva non […]

  

Olimpiadi, quello spettro che fa la spola Roma-Milano

A grande anzi pressante richiesta, ecco riaffacciarsi la gioiosa macchina dei Giochi. Piuttosto uno spettro, si direbbe, che si aggira tra Roma e Milano e potrebbe concretizzarsi nell’incubo Olimpiadi 2024; un concorso di forze per approfittare della caduta di Madrid nella candidatura 2020, assegnata a Tokio. L’Italia dunque ci riprova, a pochi mesi dalla solenne (anzi benemerita) bocciatura voluta da Mario Monti (diremmo una delle opere migliori del suo governo). Sogni di gloria a parte, coreografia (che ci piace tantissimo) a parte, gesta sportive (di cui andiamo matti) a parte, resterebbe da spiegare perché ci si sgomiti tanto per l’Evento […]

  

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