Gli avvocati del diavolo

C’è un nodo cruciale, che rappresenta allo stesso tempo l’errore madornale di valutazione di Luca Lanzalone e anche il suo tallone d’Achille. Attiene a una concezione intima e radicata nelle fondamenta del Movimento delle Cinque stelle, non si sa se voluta coscientemente dal fondatore Gianroberto Casaleggio o un esito “imprevisto”, forse neppure ben compreso da Beppe Grillo, così come dei sostenitori. L’imprinting di M5S sta nel disgusto per il degrado della politica, e la conseguente sfiducia. Un disincanto che non si ferma alla classe politica ma, si direbbe, investe la politica in quanto tale. Da subordinare perciò all’irrompere del “privato” sulla […]

  

Casaleggio, il cuoco di Lenin e gli sguatteri del Web

Che sia andato a Cernobbio per rilanciare l’immagine della propria società informatica, in forte declino, o piuttosto per “esporre le idee del Movimento e spiegare le evoluzioni delle reti e della politica” (come nel consueto e poco comprensibile bisbiglìo ha sostenuto lui), l’intervento di Gianroberto Casaleggio al workshop Ambrosetti, la “Bilderberg de noantri“, ha lasciato intatti dubbi e perplessità che gravano sul misterioso ideologo dei Cinquestelle. Pare che le “banalità” (Brunetta dixit) esposte da Casaleggio abbiano però riscosso gran successo tra la platea di politici e imprenditori poco avvezzi alle meraviglie del Web (in particolare Mario Monti: ma s’era capito […]

  

L’apologia dell’ignoranza

L’ignoranza non è obbligatoria. Non la prescrive il medico, non colpisce tra capo e collo per un accidente della vita. Può essere legata a condizioni di sfavore, per lo più economico, ma per fortuna è reversibile. All’opposto del coraggio, che chi non ce l’ha non se lo può dare, chi si trova nel tunnel dell’ignoranza può uscirne. Con un po’ d’umiltà e qualche fatica, d’accordo. Ma chiunque è in grado di farcela. Studiando o, almeno, informandosi quel minimo. Così da evitare l‘esibizione dell’ignoranza, la sua apologia, che è uno dei mali del secolo. E’ stata una delle prime cose che […]

  

Il rendiconto. Una delazione

Roma, nel deserto di Montecitorio ancora un pomeriggio assembleare per i poveri grillini. Ma c’è qualcosa di diabolico, anzi della perfidia di angeli rinnegati, nel contrappasso che tiene da giorni inchiodati 162 parlamentari Cinquestelle alle questioni dei soldi da percepire, tenere, rendicontare o restituire. Ce la si potrebbe cavare con facile ironia, perché chi di populismo ferisce di populismo perisce. Ma la questione è più complessa, in quanto i grillini sono l’effetto e non la causa dell’onda di demagogia che si è diffusa nel Paese, non senza ragioni. Onda diventata tsunami grazie all’amplificazione del Web, alla piazza mediatica che fa […]

  

Masochismo elettorale

Tanti amici mi chiedono per che cosa votare e come voterò. Più che altro, un modo per sfogare il proprio malcontento e dichiararsi schifati o indignati, per poi concludere con l’immancabile frase: “Sono ladri, non mi sento rappresentato da nessuno”. Vorrei provare a indagare su quest’ultima considerazione, che trovo essenziale. Si vota per l’avere o per l’essere? Questa è la domanda capitale, quella che dovrebbe frullare nel cervello quando si entra nell’urna. Al di là delle chiacchiere di propaganda. Al di là delle simpatie per i personaggi che si propongono, attori dello spettacolo di massa chiamato democrazia. Il Novecento fu […]

  

Il sindacato del Grillo

Beppe Grillo ama sbalordire. E’ il modo in cui si riesce a far parlare di sé in questo Paese e in questo sistema della comunicazione. Ancora più sbalorditivo, però, è il modo in cui il conformismo imperante riesce a camuffare e a travisare le frasi, magari scomode perché toccano nodi profondi dell’agire politico. L’uscita sull'<abolizione dei sindacati> è a suo modo paradigmatica, esempio clamoroso della distanza tra la gente comune, le esigenze del mondo del lavoro e la politica sorda, con i giornali e le televisioni a essa asservita. Grillo ha sostenuto, magari con qualche dose di velleitarismo, una tesi […]

  

L’eretto modo di deambulare

Eccoli, i nuovi Unni. Visigoti, Ostrogoti, soprattutto e sperabilmente Vandali, per la stragrande maggioranza dei mass media. Nuovi barbari? No, in una parola: Italiani. Gente qualunque, vicini di casa, giovani disoccupati e tecnici informatici (tanti), ingegneri e impiegati al settore vendite, vigili urbani e otorinolaringoiatri, magazzinieri e bibliotecari. Guai a chiamarli con il nome proprio, che sarebbe “Grillini“, perché non lo accettano più. Preferiscono restare nomi e cognomi italiani appesi all’indeclinabile Movimento 5 Stelle, che rischierà presto di farli trascendere in movimentisti, cinquestellisti, stellani. Ma non sono dei maghi della comunicazione, e Casaleggio per molti di loro è soltanto un […]

  

Dove non salterà Grillo

Beppe Grillo a Palazzo Chigi? Tutto è possibile, se il suo Movimento confermerà alle Politiche l’exploit siciliano. Sarebbe una catastrofe? Non è detto, e non soltanto perché i suoi parlamentari, al netto dell’inesperienza, non potranno mai fare peggio di questi politici. Ma resta il fatto che, all’indomani di un eventuale successo, gli uomini di M5S avranno il destino nelle loro mani. Esso si giocherà su tre fattori. Primo: la qualità degli eletti, considerati i metodi abbastanza approssimativi di selezione, e la qualità dello stesso Grillo (ammesso e non concesso che sia lui il candidato premier). Saranno in grado di fare […]

  

L’arcipolitica del Grilletto

Per favore, si risparmi la paternale a Grillo e alle sue Cinque Stelle. Altro che “antipolitica”: se ancora ce ne fosse bisogno, le elezioni siciliane hanno dimostrato che dobbiamo loro un grazie. Si tratta di politica bella e buona, al momento, visto che ha richiamato alle urne un bel po’ di elettori che se ne sarebbero stati volentieri a casa. Senza il 18 per cento del candidato grillino (so che s’arrabbiano a esser chiamati così, ma non hanno ancora ripristinato il Minculpop e trovo più chiara questa definizione), sarebbero stati due siciliani su tre a disertare il voto. Anche l’astensionismo […]

  

Totò u curtu è andato al mare

“La mafia s’è astenuta”. Fa un po’ di tenerezza ascoltare frettolose analisi che piovono sulle Regionali siciliane, denotando scarsa comprensione (per fortuna, anche frequentazione) del fenomeno mafioso e delle sue logiche. Giovanni Falcone insegnava a diffidare delle semplificazioni di comodo come questa, che tendono a rendere la mafia una parodia, tipo Piovra o Sopranos, di se stessa. Nel voto siciliano, si può intuire che gran parte degli affiliati non abbia votato né per Crocetta, né per la candidata di sinistra. Per il resto, fossimo Beppe Grillo, non saremmo del tutto sicuri che qualche Totò u curtu abbia già fatto ingresso […]

  

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