Piatto ricco mi ci ficco: le carte di Renzi e quelle di Conte

Tutto sembra esser stato detto, sul ritorno di Matteo Renzi in campo. I motivi psicologici, quelli pratici, le convenienze immediate, l’opportunismo, le furbate (anzi le “renzate”, come le ha battezzate lui stesso). Non avendo l’assillo del voto  – ha escluso di presentare “ItaliaViva” a competizioni elettorali prima delle politiche del 2023- , né quello della consistenza numerica (ha portato con sé soltanto le truppe sufficienti a tenere sotto scacco la maggioranza), ciò cui si dedicherà Matteo Renzi è l’occupazione di una posizione centrale nello scacchiere politico. Alla “Ghino di Tacco”, come pure è stato osservato; centralità che portò a Palazzo […]

  

Nella Terra di mezzo Orchetti e Nani sono già nelle fauci di Draghi

Basta puntare il cannocchiale e mettere a fuoco. Come se la battaglia nella Terra di mezzo nella quale ci troviamo non fosse quella che stiamo osservando e che ci appare. Ma un’altra, in un’altra terra e in un’altra dimensione. Se si guarda alla quotidiana gazzarra di scena a Palazzo Madama, per esempio, l’occhio assuefatto dirà che è in corso una battaglia parlamentare, con l’opposizione agguerrita e il governo deciso a fare in fretta le riforme per far ripartire l’Italia (chi siano i frenatori o chi gli acceleratori, dipende dai punti di vista). Ma aguzzando un po’ l’occhio, rendendolo vigile, ecco […]

  

La fiducia è una cosa seria

Dice: speriamo tutti in Renzi, che se la cavi (e ci cavi d’impiccio, magari d’impaccio). E però il ragazzo non sa da che parte cominciare e comincia a fare pure errori di simpatia. Transeat. Solo che la sua maggioranza è la solita maggioranza di sempre, litigiosa come sempre, e lui deve andare avanti a colpi di fiducia. Altrimenti no, nun gniela fa. Dice: ma è colpa della maggioranza sinistra-centro, deve governare con Alfano, poverino. In effetti è vero, ma non gliel’ha mica prescritto il medico, bensì gli italiani – almeno così dicono. Magari hanno pure cambiato idea, visto che spaccare […]

  

Per amor Napolitano Scalfari capitombola sugli Spinelli

L’ardor Napolitano non conosce limiti, acceca e conduce alla perdizione. Capita a molti corazzieri della prima e dell’ultimora, e perfino a Eugenio Scalfari che pure, in sua difesa strenua, nell’omelia domenicale aveva presentato ancora una volta gli scarni risultati economici ottenuti dal governo (piccolo frutto di congiuntura internazionale) come l’uscita dal tunnel della crisi. Un nuovo boom? Boom. Ma la sorpresa dell’ultima delle fatiche d’Eugenio sta invece nella coda velenosa, che voleva pungere una delle persone che il Fondatore ha sempre ritenuto più vicine a sé, stimato e coccolato. La colta Barbara Spinelli, figlia d’Altiero, e dunque dell’amico e politico […]

  

Su Marte con Grillo, io spero che ce la caviamo

Ecco sì, bene, ottimo, geniale idea, come sempre. Caviamocela con un bel “Vaffa“, che era tanto tempo che non lo facevamo più. “Vaffa” alla destra e “vaffa” alla sinistra”, al “centro”, ai problemi e, soprattutto, ai giornalisti. Un giorno da ricordare, come sempre, un “Vaffa” galattico, di quelli che durano ventiquattr’ore di fila. Grazie, Beppe Grillo, grazie. Era tanto tempo che te lo volevamo dire, che c’era malcontento nel gruppo, serpeggiava come un cobra velenoso tra i nostri banchi. Ma al “Vaffa” nessuno di noi ci sarebbe arrivato, come sempre ci hai illuminato. Ci hai risolto un bel problema. Anche […]

  

A Vendola non resta che il Pd

Avranno pure rottamato qualche vecchio arnese, ‘ste primarie del Pd. Ma non si può negare che siano state una bella dose di Gerovital per un partito nato vecchio, cresciuto malato e fino a pochi mesi fa ridotto in fin di vita. Merito di Bersani e di Renzi: operazione riuscita e miracolo compiuto. In attesa del botto conclusivo, magari di un finale a sorpresa (e se Renzi sconfitto facesse “saltare i giochi”?), il secondo movimento in atto sul quale interrogarsi riguarda la sinistra di Vendola. Con il Pd in salute a Palazzo Chigi, gli spazi d’opposizione radicale occupati da Grillo (che […]

  

L’opera dei Pupi

Che bello e tenero è il giornalismo italiano, la cui vocazione principe resta quella di megafono del potere vigente, senza trascurare quello entrante. Fin troppo tenero, se da settimane sui mass media le primarie del Pd riempiono i vuoti e le tristezze della politica. Imbracciando i temibili mitra della categoria (conformismo e superficialità), gli entusiasti sono giunti al culmine dell’osanna grazie al benedetto duello Bersani-Renzi, provvidamente elargito dalla rete ammiraglia della Rai in prima serata. A seguire, quotidianisti d’ogni ordine e grado hanno così potuto avidamente esaudire ogni legittima curiosità sull’evento. I disegnini sulla cravatta del segretario, le sagaci battute […]

  

Soldi ai partiti: ma per fare cosa?

Quanto costa la politica in Italia, sia pure a fatica, lo stiamo imparando da anni. Torrenti e torrenti di denaro pubblico scendono giù a cascata in un grande fiume dalle mille correnti, per poi sfociare in un lago talmente vasto, profondo e limaccioso da rendere totalmente e fatalmente indistinguibili le tracce, i pesci che se ne nutrono, le responsabilità a monte. E’ in questo processo per così dire “liquido” che fatalmente si sono rifugiati, oltre che i politici, affaristi, faccendieri, profittatori di ogni ordine e grado, dunque anche di quello più minuto e, all’apparenza, insignificante. Ma oggi come oggi è […]

  

La classe di Renzi va in paradiso (fiscale)

Grazie a un’interessante ricerca di due giornalisti del Fatto quotidiano (Stefano Caselli e Giampiero Calapà), apprendiamo che pochi giorni prima della cena pro Matteo Renzi, organizzata dal finanziere Davide Serra, l’ente Cassa di Risparmio di Firenze ha investito 10 milioni di euro in Coco bond del fondo Algebris dello stesso Serra. Un investimento “ad alto rischio”, come si spiega nel sito ufficiale della Borsa italiana e come testimonia un rendimento altissimo, l’11 per cento. Secondo alcuni analisti queste obbligazioni “ibride” convertibili, i Coco bond, hanno un margine di rischio talmente elevato da essere come dei nuovi subprime, quelli all’origine della […]

  

La sinistra mistica

Mao no: è morto. Marx avrebbe richiesto studi approfonditi. Non dico Che Guevara, ma che almeno uno dei “Fantastici (?) Cinque” delle primarie di centrosinistra si ricordasse di Sandro Pertini o Riccardo Lombardi, di Vittorio Foa o Pietro Ingrao nel proprio Pantheon sarebbe stato doveroso. Capisco la voglia di adeguarsi ai tempi, capisco che alcuni di questi nomi dicano poco o nulla ai giovani, eppure per partiti che si definiscono (ancora) formalmente di sinistra o centro-sinistra sarebbe il minimo sindacale. Costi quel che costi. Antonio Gramsci o Enrico Berlinguer, Pietro Nenni o Martin Luther King, Bob Kennedy o Willy Brandt […]

  

il Blog di Roberto Scafuri © 2019