Il caso Sallusti e quei pericolosi ignoranti in Rete

Poi, dopo la giornata incredibile della Cassazione e delle dimissioni, mi sono fatta un giro in Rete. E ho passato la giornata a litigare.  Siamo tutti Sallusti, costernazione e indignazione per lo scandalo di un giornalista spedito dietro le sbarre, appelli a cambiare una legge fascista, solidarietà all’ormai ex direttore del Giornale da destra e da manca e pure dagli acerrimi nemici, Marco Travaglio e Antonio Di Pietro. Già. Solo che poi la Rete è piena di mostri. C’è un popolo che posta, per riassumere, un rotondo “buttate via la chiave”. No so se sono i soliti avvelenati del fronte ...

La scissione (e disintegrazione) di Tonino

E così ora c’è Antonio Di Pietro il carnefice di Tangentopoli che dà ragione alla sua principale vittima, Bettino Craxi.  E c’è il leader dell’Italia dei valori, sempre Di Pietro, che si domanda perché sulle parole del segretario socialista all’epoca non si indagò, dimenticando che il pm all’epoca era ancora lui, Di Pietro. Chiamatela la scissione di Tonino. Obiettivo, neanche a dirlo, il capo dello Stato Giorgio Napolitano, che è il suo bersaglio prediletto da quando Beppe Grillo doppia le percentuali dell’Idv, e da quando Tonino ha deciso di combatterlo sullo stesso terreno, addirittura rivendicando un «ius primae noctis» sulle ...

La mosca al tavolo della Fornero

Fenomenologia di un ministro, di mestiere professore ordinario, al secolo Elsa Fornero. Spiazzante come solo certe donne, il pianto nella sua prima uscita pubblica docet. Concentrata come ruga da corrucciamento sulla fronte dimostra. E poi charmante come da sciarpina sul tailleur, ma all’occasione persino rude, nel tono tranchant di certe sue affermazioni, indimenticabile la battuta da fumoso panno verde del poker sulla «paccata di soldi che abbiamo messo sul tavolo». Chi è stato al suo, di tavolo, come una ventina di malcapitati assessori regionali, ha potuto assistere a un concentrato dei suoi poliedrici tic , roba che David Cronenberg potrebbe ...

La Grande Colazione

Il fatto è che non hanno scelta. Abbacchiati dai sondaggi, lividi e sprofondati per loro stessa mano, come gliela canterebbe Ivano Fossati, pressati dal Colle a fare la benedetta legge elettorale persino a maggioranza, purché si faccia, ai partiti della “strana maggioranza” altro non resta che incatenarsi l’uno all’altro, per schivare il dirupo tutti assieme oppure finirci dentro ognuno per sé. La situazione è questa. Il Pdl sa che al prossimo giro sarà durissima risalire la china fino a Palazzo Chigi: al netto di ogni dibattito sul partito pesante o spacchettato, bisognerà pur sempre fare i conti con la regola ...

Qui redazione politica: aiuto, non c’è ordine nel caos!

Giornata in redazione. Interno giorno, lettura dei giornali. Il Corriere della Sera, retroscena di Pdl, il sunto è che Berlusconi è montiano (c’è scritto più volte, del resto, non si può sbagliare).  Ah, ecco, allora non è vero che Silvio cerca il voto anticipato. E invece. Il Foglio, spiegone sul Pdl: il Cav fa il moderato ma mica è vero, si prepara al voto. Boh, magari su Repubblica. Lì c’è Nicola Cosentino che parla. Attacca Angelino Alfano, dice che imparasse a farsi eleggere, invece di perdere pure in Sicilia, casa sua. Ma Repubblica contro Nick l’Americano non aveva fatto una ...

I partiti e la danza del rinnovamento (finita in poltrona)

C’è fermento. I partiti bastonati alle ultime amministrative si sono messi in movimento, anzi in viaggio. Verso dove non sanno, ma in tanto agitarsi vogliono far intravvedere altri sogni, nuovi orizzonti, vedete, non siamo fermi, non è vero che l’unico che scrolla lo scrollabile è Beppe Grillo, via la polvere e basta con i grigi, al Pd serve il rosso, al Pdl l’azzurro, alla Lega il verde. E così c’è Pierluigi Bersani che dopo aver detto che di primarie non se ne parla invece ne parla, eccome, e ai dubbiosi dice sì vabbè, avrete anche ragione, ma dovete capire che ...

Se l’Italia fa più paura del terremoto

Bader viaggiava sul treno con me qualche giorno fa. Ha 24 anni e viene da Safi, in Marocco. Ride: in italiano, Safi significa “basta”. Dice quello che dicono tutti quelli che ci guardano da laggiù: “Noi giovani pensiamo che in Italia si può venire a fare un po’ di soldi, e poi magari tornare  a casa”. Sorride: “Il fatto è che non è vero”. Gli dico che loro, per noi, sono un problema. Perché lavoro ce n’è sempre meno per tutti, qui, e loro hanno l’aggravante che si fanno pagare meno. Bader sorride ancora: “Lo so, è così anche da ...

La bomba di Brindisi. E su Rai Uno c’è la partita.

Nel giorno della bomba che ha ucciso Melissa Bassi, 16 anni, alla scuola di Brindisi intitolata a Francesca Laura Morvillo Falcone, sono arrivata a casa dal Giornale che erano le 22. Ho acceso la tv, Rai Uno. Sull’ammiraglia pubblica dell’informazione ero certa, stracerta di trovare un approfondimento giornalistico su quell’episodio che ha sconvolto l’Italia intera, scesa immediatamente in piazza per indignarsi e allarmarsi e reagire. E invece no. Invece, su Rai Uno c’era la partita. Champions League: il Chelsea batte ai rigori il Bayern Monaco. Alla fine, mi segnala un collega, la cronista fuori dallo stadio dice che “c’è solo ...

Ma i soldi pubblici di Lusi sono diversi dai soldi pubblici di Bossi?

A proposito di Luigi Lusi l’ex tesoriere della Margherita e di Umberto Bossi l’ex segretario della Lega Nord. Ho una domanda. Osservatori più autorevoli di me se la sono già posta, ma poiché risposte non ne sono arrivate consentitemi di accodarmi, repetita iuvant.  La Margherita è un partito che non esiste più dal 2007, eppure ha continuato a ricevere finanziamenti pubblici per cinque anni, soldi che il tesoriere ha continuato a usare, per sé o, come sostiene, per fare da bancomat ad altri esponenti del fu partito lo diranno i magistrati. La Lega Nord, partito acciaccato che però esiste ancora, ...

Il pacco del Prof che chiede aiuto al pubblico pagante

Per riformare le pensioni hanno speso giusto una lacrimuccia di Elsa Fornero. Quando i sindacati hanno alzato la cresta sulla riforma del lavoro, hanno detto chiaro che la concertazione non è finita, semplicemente non esiste. Adesso che devono tagliare le spese dei ministeri, i tecnici si affidano a un altro tecnico, Enrico Bondi, come se la questione fosse più complessa delle due precedenti, e come a voler lasciare a un soggetto terzo il cerino degli assalti da parte degli scontenti. Di più: chiedono l’aiuto da casa, domandando ai cittadini dove secondo loro si debba tagliare. Lo avesse fatto un politico, ...

Il popolo leghista e la caccia ai nuovi terroni padani

C’era quella maglietta, alle feste della Lega del pre-inchieste, con su la faccia dell’Umberto col sigaro e la scritta: “El Ghe”. Ecco. Per il popolo leghista alle prese col pasticciaccio brutto del tesoriere Francesco Belsito che prima ha mandato i soldi padani in Tanzania e poi s’è messo la parrucca da lady Poggiolini comprando i lingotti d’oro, pensare che lui, Bossi il profeta della secessione, sapesse tutto, è un po’ come pensare che l’Ernesto Che Guevara potesse scapparsene con la cassa. Impossibile, dai. Del resto i due, Il Che e El Ghe, sono ormai saldamente associati nell’immaginario padano, ché per ...

Il primo aprile visto dal 2 (e della politica dei pesci in barile)

Il primo aprile è andato così, che tutto pareva uno scherzo, una catena di politici e tecnici impegnati ad attaccarsi il pesce sulla schiena. L’Imu che non si capisce quanto si paga né come; gli esodati che il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo dice che c’è speranza subito rimbrottato dal ministro del Lavoro Elsa Fornero all’urlo di se lo dice lui, ma a noi la situazione pare invece disperata; il Comune di Palermo che trova i soldi per smaltire i rifiuti ma li lascia lo stesso per strada finendo nel mirino della Procura, già indaffarata con quell’altro cestino della spazzatura in ...
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