Monti e il posto fisso? Lo chieda a D’Alema
“Il posto fisso non esiste più ed è pure monotono”, ha detto Mario Monti cercando di scrollare un Paese dal torpore e facendo inorridire la sinitra mentre la destra sogghignava per l’inorridimento della sinistra. Ora. Non è tanto che vaglielo un po’ a spiegare in banca quando chiedi il mutuo per la casa, che tu uno stipendio assicurato al 27 non ce l’hai e che però i noiosoni sono loro, che continuano a chiederti in garanzia una busta paga (e la pensione di tuo padre, e la casa intestata a tua madre, e magari già che ci siamo la vita in pegno dei tuoi fratelli).
Il fatto, visto dalla mia casa (in affitto, anche se io a direttor piacendo un posto fisso già e ancora ce l’ho), è che mi è venuto in mente questo episodio. Era il 1994 della discesa in campo di Silvio Berlusconi e della mia prima volta al voto. Avevo 20 anni. Campagna elettorale, sfilata di big. Fra gli altri, arriva Massimo D’Alema (a proposito di posti fissi). Dice: “I giovani si devono rassegnare al fatto che il posto fisso non esiste più”. Apperò, e quindi che si fa? “Inventate” dice lui.
Ecco. Il fatto è che 18 anni dopo i giovani di oggi, ma pure gli ormai ex giovani della mia generazione, non solo in grasse quantità non hanno trovato il posto fisso, ma neppure sono riusciti a inventare granché, in un mercato del lavoro che per vent’anni ha inteso l’orizzontalità e la flessibilità del mercato del lavoro, quella made in Usa per intenderci, come precariato: contratti di due giorni con stacco di venti fra uno e l’altro, e provaci un po’ qui a fare come hanno fatto gli americani, che ogni due anni per anni hanno cambiato azienda o mestiere migliorando posizione e qualità della vita.
Comunque sì, è vero. Là fuori senza il posto fisso la vita non è mai monotona: la suspence tutto è che fuorché noiosa.

..non so..mi viene in mente quella canzone di Vasco Rossi ” t’immagini”…ecco..te lo immagini se davvero ci inventassimo la vita che casino per il signor Monti ? Faremmo tutti come ci pare…penso che interverrebbe la guardia Vaticana con l’esercito.
Lavoro da 17 anni…sono un’infermiera e a dio piacendo ( e grazie ai nostri scellerati governanti..tutti, destra e sinistra ) ho scelto di morire in corsia come Molière in teatro perchè la pensione non la riceverò..e nemmeno la vorrò, date i miei soldi ai giovani…per me un colpo secco e via,così la mia vecchiaia non peserà sulle spalle delle mie figlie che si spera nel frattempo si siano inventate un posto dove scappare.Viviamo in un Paese in cui vecchi e bambini sono un peso e allora tanto vale se sei vecchio levarti dai piedi che non ci saranno onori per te che hai lavorato e vissuto una vita,( o che sei stato precario una vita!) ma sarai solo un onere..ho il posto fisso e pago l’affitto e ..ah scusate..vivo sul Pianeta Terra e vorrei dire al Monti e al D’Alema di 18 anni fa …di venire a fare 1 mese di precariato e 1 mese col mio stipendio..e poi se ne riparla brutti alieni che non siete altro!!!!!
Non c’è una sola roba seria in letteratura economica che leghi la possibilità di licenziare al miglioramento delle condizioni economiche di un Paese.
L’unica condizione economica che migliora con la liberalizzazione dei licenziamenti è quella degli imprenditori.
Costoro, potrebbero scaricare il rischio d’impresa sui lavoratori licenziandoli in momenti di contrazione degli utili e riassumendoli quando proprio devono.
La vera scommessa è quella di ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato rendendo sconveniente quello a termine… in questo modo le aziende prenderanno lavoratori a termine quando è proprio necessario e non la carne di porco che si fa oggi.
Paola io sono stato per 8 anni precario (col metodo dei venti giorni) e non ho ricevuto alcun benefic io, non lo ha ricevuto l’azienda che mi ospitava così barbaramente , non lo ha ricevuto la società.
Inventarmi qualcosa? Ma qualcuno ha provato a dare un’occhiata agli incentivi per l’imprenditoria giovanile?
Sembra che i nostri politici vivano su un’altro pianeta o, per lo meno, distanti anni luce dal paese reale, dove i giovani, anche laureati non hanno alcuna prospettiva di lavoro, dove gli imprenditori piccoli piccoli sono soffocati dalle tasse e da mille difficoltà burocratiche-amministrative, dove chi esercita un mestiere soffre, oltre alla carenza di lavoro, la concorrenza degli immigrati che lavorano al di fuori di ogni tutela e a salari indecorosi (5 euro l’ora ho sentito dire), dove “inventarsi” qualcosa per vivere è reso impossibile dalle mille pastoie di ogni genere. In condizioni simili è evidente che il “posto fisso”, i pochi maledetti ma sicuri euro del 27 del mese, sono l’unico modo per garantirsi una qualche forma di esistenza, magari anche al di sotto della soglia della povertà (come sono molti stipendi). E lo sanno bene tutti i “creativi” come, al di fuori del posto fisso sei soggetto a tutte le variabili del mercato, dell’economia che tira o che si affloscia e così via, col risultato che oggi magari sei fortunato e guadagni anche bene e che da domani sarà tutto drammaticamente diverso. E che dire di chi a 50 anni perde il posto fisso e, pur avendo una professionalità, non riesce a spendersela in alcun modo. Ora che persino in America il sistema è alla frutta, vorrebbero farci credere che bisogna abbandonare il “mito italiano” del posto fisso per abbracciare il “mito americano” del self-made man…. Ma se è drammaticamente finito pure in America, dove peraltro c’erano, fino a qualche tempo fa, molte delle condizioni perchè funzionasse (burocrazia ridotta a zero, oneri fiscali molto ridotti, ricchezza e risorse, lavoro, incentivazione sociale alla creatività e alle invenzioni), come possiamo pensare che si metta a funzionare ora in Italia? Ragioniamo piuttosto sul fatto che se l’Italia si è economicamente sollevata dal disastro di due guerre mondiali, dalla fame e dall’analfabetismo di massa, dalle incertezze del boom economico, dalle paludi della “congiuntura” prima e dell’ “austherity” dopo, è stato grazie al fottuto e noiosissimo posto fisso e alle conquiste del lavoro degli anni ’70. Un certo Signor Ford (non certo un rivoluzionario comunista….) all’inizio del 900 sosteneva che gli conveniva pagare bene i suoi operai che in questo modo gli avrebbero comprato le automobili, gli elettrodomestici che si affacciavano sul mercato, le case e tutti i beni di consumo. A meno che il Sig. Monti non desideri spingerci verso l’anti-consumismo e ad una qualche forma di neo-comunismo……
Io il mutuo ce l’ho, grazie a un posto fisso a cui ho detto addio per seguire un sogno. E ora, ha ragione signor Monti, non mi annoio certo, tra salti mortali e calcolatrice in mano per far quadrare i conti.
Eppero’ – pur pensando come Davide che una frase così spocchiosa solo da un professore poteva arrivare – io lo sogno un mondo del lavoro più flessibile. In cui la precarietà alle aziende costa di più (e vediamo se così diventa una condanna a vita), dove se sono in gamba le aziende investono su di me e mi cercano (anche se mio papà e’ un operaio), dove se voglio mi posso reinventare ma se decido che un’azienda e’ per la vita ci posso restare tranquillo.
Un sogno, lo so. Ma e’ l’inizio del mese, posso ancora permettermelo
E’ il caso di dire che “IL SAZIO NON CREDE AL DIGIUNO”ma dove vive?non conosce la realtà del paese che tanti giovani a 23 anni come mio figlio , il lavoro manco sa ancora come è (sono tre anni che è discoccupato), almeno avere il posto fisso…ma lui, Monti , senatore a vita (posto fisso a vita) dopo aver fatto il banchiere speculatore , si comporta come quella gente che dice “fate quello che vi dico ma non fate quello che faccio” ..che devo pensare io padre di famiglia , impedito di andare in pensione dopo l’ultima manovra scellerata e inutile (cosi il giovane non mi rimpiazza con grande contraddizione)di quest’uomo che non si rende conto che la situazione è gravissima per questa generazione…avesse dei veri progetti di crescita di lavoro , nessun accenno , nessuna idea ad incentivare le ditte ad assumere Posso solo pensare che questa sparata “del posto fisso” se la poteva risparmiare; ma lui, Senatore a vita col posto fisso sino alla morte deve solo dire “MI VERGOGNO DI AVER OFFESO I GIOVANI DISOCCUPATI”
MONTI PARLI DI NOIA MA TU SEI L OMETTO PIU NOIOSO CHE HO MAI VISTO- E’ FACILE PARLARE CON IN TASCA LO STIPENDIO SUPER DI GOLDMAN SACHS EH? MAI VISTO UN PROFESSORE FARE QUALCOSA DI CONCRETO………E SI VEDE
Una frase del genere non poteva dirla che un senatore A VITA.. che ne sa lui della precarietà!?