Il sacco di Palermo e il ratto della Borsellino, Enrico Letta il numero due di Bersani che attacca Bersani il numero uno degli sconfitti democratici e dice che adesso basta guardare a Vendola e Di Pietro, questa è la prova che la foto di Vasto va stracciata. Bersani che gli risponde citando Di Pietro: “Ma che c’azzecca?”, la Rosy Bindi che dà ragione a Bersani e suggerisce, se mai, di trasformare la foto di Vasto in una panoramica non s’è capito su chi, Nicola Latorre il cavallo dalemiano che sposta l’alfiere su Letta all’urlo di: se con questa mossa speravi di fare scacco matto invece hai sbagliato sport, perché hai fatto autogol e insomma che ci stai a fare il numero due se contesti il numero uno e via così riconteggiando le schede anche se prima, quando la Borsellino era certa di aver vinto, il Pd diceva che no, ma quali brogli, tutto regolare madama la marchesa, e invece poi quando ha perso ha detto che no, i brogli ci sono stati che Palermo sembrava la Russia, e però poi ha perso due volte, perché il riconteggio ha ridato ragione a Fabrizio Ferrandelli, che per la cronaca ha la tessera dei radicali, vedi un po’ che lo spirito maligno di Marco Pannella se la ride anche sull’isola.

Tutto chiaro. Ma c’è una cosa che mi sfugge. A domanda di quel provocatore di Antonello Caporale su Repubblica, Ferrandelli dà una risposta che pare Cetto Laqualunque e non solo per i tratti corporei. Domanda: «Ma lei ha preso anche la preferenza degli immigrati intruppati davanti ai gazebo? ». Risposta: «Quelli hanno votato Faraone. Chieda a lui». Quelli. Ohibò. Avrebbe potuto aggiungere: «Uè Africa, scendi dalla pianta». Ma il Pd non era il partito che voleva dare il voto agli immigrati? E poi, se gli immigrati hanno votato alle primarie, avranno sottoscritto il programma e donato il loro eurino, o no?

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Il Pd a Palermo? Uè Africa, scendi dalla pianta (la gaffe di Ferrandelli), 5.0 out of 5 based on 4 ratings
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