I partiti e la danza del rinnovamento (finita in poltrona)
C’è fermento. I partiti bastonati alle ultime amministrative si sono messi in movimento, anzi in viaggio. Verso dove non sanno, ma in tanto agitarsi vogliono far intravvedere altri sogni, nuovi orizzonti, vedete, non siamo fermi, non è vero che l’unico che scrolla lo scrollabile è Beppe Grillo, via la polvere e basta con i grigi, al Pd serve il rosso, al Pdl l’azzurro, alla Lega il verde. E così c’è Pierluigi Bersani che dopo aver detto che di primarie non se ne parla invece ne parla, eccome, e ai dubbiosi dice sì vabbè, avrete anche ragione, ma dovete capire che qui ci massacrano, l’unico partito che ha vinto, vabbè, “non perso” le elezioni siamo noi, e quindi ora noi siamo il bersaglio, la Casta da abbattere, e quindi basta traccheggiare (termine terrificante che però a Bersani piace da morire), apriamo le porte, abbattiamo i muri, un colosseo di partecipazione ci vuole, altro che correnti, folate di vento, uragani ci vogliono. E di là c’è il Pdl che pur di mostrarsi vivo si mostra persino litigioso, non era mai successo in vita loro che ammettessero altro che non fosse “una normale dialettica interna”, e invece adesso si scannano in pubblico, tutti nell’arena a darsele di santa ragione, la Santanchè che strappa, Alfano che tenta blitz, Schifani che è ancora vivo e lotta insieme a noi e contro di loro, Alemanno che non perde l’occasione per punzecchiare, Matteoli per rilanciare, Stracquadanio per sparigliare, La Russa per consigliare. E su su fin sopra al Po, Maroni fa il Catalano e sogna una scorpacciata bavarese di consensi al Nord per poi trattare con Roma, basta destra e basta sinistra e avanti tutta con le nostre battaglie, la Padania macroregione, viva il federalismo e abbasso l’Imu e via così pur di muoversi-muoversi-muoversi, in una danza forsennata per uscire dalle secche. Poi vanno in Aula a votare le nomine delle Authority e la danza finisce in poltrona.

Ben detto… Il lupo perde il pelo ma non il vizio…
Io aggiungerei anche di sottolineare quanto tempo ha impiegato il Presidente del Consiglio – cosi sobrio e lodato da tutti (ma ora nemmeno più tanto) – per decidere di fare una “capatina” nelle zone terremotate.
E il Presidente della Repubblica – il più amato dagli italiani??? – ha atteso ben 2 settimane prima di trascorrere appena un paio d’ore fra quella gente, giustamente accolto dai fischi anche se i giornali hanno sorvolato su questo “insignificante” incidente.
Al contrario è corso subito in Polonia per assistere ad una partita di calcio, nemmeno fosse la finale!!!
Ma non è che gli verrà ancora “il nodo alla gola” per la commozione, a cui ormai ci ha abituati, se l’Italia dovesse segnare un goal o ancora meglio se dovesse vincere???
Questi sono i rappresentanti del nostro popolo: ma sono quelli che abbiamo voluto e ci meritiamo.
L’italiano si adegua presto a tutto: sia un pregio o un difetto non so, ma è cosi.
E nemmeno 1000 Grillo saranno capaci di farlo cambiare.