Il nuovo piano accettato, obtorto collo, da Tsipras e ratificato dal voto del Parlamento greco è a dir poco perverso, in quanto la Grecia con queste misure sprofonderà in una recessione ancor più profonda. Ed è assurdo pensare che un’economia ormai collassata, possa essere ulteriormente e massicciamente penalizzata per rientrare in parametri numerici che ormai sono anacronistici.

E’ tautologico dire che siamo a favore delle riforme, ma doverle fare con una pistola carica puntata alla testa, non è proprio il massimo della vita. La Grecia e la stessa Europa avrebbero meritato un trattamento diverso che ne avesse rispettato la sovranità. In pratica, è stato sacrificato il progetto europeo sull’altare dell’opinione pubblica tedesca, che voleva un asettico, ma miope e a tratti ottuso, rispetto delle regole.

Ovviamente le regole sono ancora migliori se devono essere rispettate dagli altri che sono “brutti, piccinini e cattivi”.

Per anni, la Germania ha registrato deficit pubblici anche superiori ai limiti di Maastricht, senza mai incorrere in processi sanzionatori. Le stesse banche tedesche alla vigilia della crisi, avevano accumulato qualcosa come 900 miliardi di euro di finanziamenti ai paesi europei periferici, ma grazie ad astrusi e tecnocratici meccanismi monetari sono riuscite a ripartirli in gran parte tra tutti i membri della UE, Italia compresa.

E allora basta ergersi a censori duri e puri, avendo così tanti scheletri nei propri armadi!

Tutti ricorderanno i sorrisi complici e di scherno tra Merkel e Sarkozy verso il nostro premier Berlusconi, ma dopo gli ultimi accadimenti connessi al salvataggio greco, il ferreo asse franco-tedesco sembra compromesso, il che potrebbe essere foriero di un futuro più equilibrato e democratico per l’Europa.

Anche alla luce dei danni provocati dai tedeschi qualche decennio fa, sarebbe opportuno che essi mirassero al rispetto e all’ammirazione degli Europei e non a fomentarne solo il sospetto ed il risentimento.

A tal proposito, ricordo che ultimamente, il noto intellettuale tedesco Jurgen Habermas ha sottolineato che il Governo del suo Paese, compresa la parte social-democratica, ha dilapidato in una sola notte tutto il capitale politico che una Germania migliore aveva accumulato in oltre mezzo secolo di storia recente.

La situazione in Europa è eccezionalmente grave, in quanto a fronte dell’iniziale crisi proveniente dalla finanza malata negli USA, alcuni paesi, oltre la solita Grecia, versano ancora in notevole difficoltà.

Questo stato di cose è dovuto in parte a inefficienze ataviche dei singoli stati, che vanno assolutamente affrontate e risolte, ma anche all’atteggiamento dilatorio che le istituzioni europee, su input tedesco, hanno avuto nell’affrontare la situazione con misure eccezionali.

Non è possibile continuare a curare le nostre economie, paragonabili a malati terminali, con le vitamine che i tedeschi centellinano con tanta parsimonia. Per ora in Europa si prendono solo decisioni quali l’assenza del latte nella produzione di formaggio o la dimensione minima del diametro delle vongole da pescare…cos ‘e pazz, come si direbbe dalle mie parti!

Io, sommessamente, suggerirei l’adozione di un piano drastico e corposo che, partendo da un allungamento ed ampliamento della dimensione del QE in essere, sospenda o comunque riveda il rispetto dei parametri di Maastricht, adattandoli alla nuova realtà dei fatti.

Se qualcuno voleva una Grexit di cinque anni almeno, non vedo perché non sia praticabile mettere mano a quei parametri che costituiscono le tavole della legge su cui poggia un’Europa che è solo economica.

Non mi si obietti che cio’ è irrealizzabile perché i mercati ci penalizzerebbero, visto che per esempio negli States, con mercati più evoluti ed efficienti dei nostri, anche uno stagista al secondo giorno di frequenza a Wall Street, impara la regola aurea: don’t fight the FED, cioè non metterti contro la FED, la loro banca centrale, quando assume iniziative di politica economica.

Se i mercati capiranno che esiste un’unica Europa e non due a diverse velocità, non oseranno sfidare il bazooka della nostra BCE, che nonostante sia spuntato, nelle settimane della crisi greca, ha dimostrato di funzionare bene.

Nonostante questa confusione di fondo, credo che nessuno, dalla Merkel fino al primo ministro di Malta, vorrà passare alla storia come il killer del progetto europeo, che i nobili padri fondatori, gente come Adenauer,Bech, De Gasperi, Monnet, Spinelli, Schuman, Spaak, avevano voluto come un’Unione di popoli e non di freddi ed erratici numeri!

Oggi sono sempre di più gli europei che provano un senso di astio ed ostilità nei confronti dei tedeschi, perchè sordi alle richieste di chi sta vivendo un momento di estrema difficoltà.

Noi ricordiamo le lacrime della bambina palestinese profuga, dopo le parole dure della Merkel, ma voi, cari tedeschi, ricordate quando eravate in un momento veramente difficile, complesso, tragico, con l’esercito sovietico quasi alle porte di casa e con la crisi post-bellica da fronteggiare? In quel momento storico il compianto JFK in un discorso tenuto nel 1963 a Berlino ovest, allora  enclave occidentale nel cuore della Germania est filo-sovietica, pronuncio’, sprezzante del rischio dei vicinissimi carri armati dell’URSS, le famose parole: “Ich bin ein Berliner” cioè “io sono un Berlinese”, per testimoniare al derelitto popolo tedesco il sostegno, la vicinanza e la solidarietà del mondo intero, che non l’avrebbe mai abbandonato al proprio destino.

Quindi, cosa ne pensate di smettere di fare sempre i crucchi e provare ad essere un po’ più visionari? Avete mai sentito dire che “nessuno si salva da solo”?!?

 

 

 

Tag: , , , , , ,