Renzi ha elaborato il nuovo slogan per l’estate: “meno tasse per tutti!”. Diciamo che ha tirato fuori dal suo negozio un’idea davvero poco originale e nemmeno tanto vintage (che magari farebbe anche radical chic!) .

A suo dire, una vera e propria rivoluzione copernicana attenderà noi italiani in autunno, quando assisteremo ad un ribaltamento del sistema fiscale. Il premier non ha dimostrato di avere una fervida immaginazione, avrebbe infatti potuto estrarre qualche altro coniglio dal suo cilindro! Il tema della riduzione delle tasse è stato il cavallo di battaglia di tutti i governi di centro-destra guidati da Berlusconi, che nonostante larghissime maggioranze parlamentari sono riusciti a stento a tagliare l’Ici/Imu sulla prima casa.

Il vero nightmare per il governo sarà dove trovare le risorse per finanziare la riforma fiscale, senza incorrere in procedure sanzionatorie a livello europeo per lo sconfino di qualche parametro.

Con la nostra crescita anemica e con il materializzarsi di alcuni spauracchi che potrebbero minare le prospettive future dell’economia mondiale, non mi sembra plausibile trovare risorse per finanziare la riforma fiscale da maggiori entrate. Si potrebbe allora provare a reperire fondi, creando ulteriore deficit e quindi debito, ma nelle nostre condizioni di malato terminale, i guardiani del tempio europeo non ci consentirebbero mai di sforare ulteriormente e significativamente Maastricht.

L’unica opportunità concreta di reperire risorse sarebbe quella di tagliare selvaggiamente la spesa pubblica che ha raggiunto ormai livelli sempre più record. Non basta la mancia elettorale degli 80 euro, ma solo con tagli corposi alla spesa gli Italiani potrebbero pagare meno tasse e avere quindi più reddito disponibile con cui far ripartire davvero i consumi nazionali e il Pil.

La spesa pubblica da aggredire sarebbe quella improduttiva, che è però portatrice di consenso elettorale e quindi in palese conflitto d’interessi. Francamente non riesco a capire come un governo che poggi su uno scarto minimo di voti al Senato e con sondaggi non esaltanti, potrebbe allora avviare misure così drastiche.

A questo punto, mi perdonerete il paragone blasfemo, ma voglio fare come San Tommaso e mettere il mio dito nei buchi e nelle relative inefficienze che il governo andrà ad eliminare. Non ci sono, ad oggi, i presupposti sufficienti per realizzare una riforma fiscale che dia risultati corposi e tangibili evitando che, per l’ennesima volta, la montagna partorisca solo il solito topolino!

A te torno anche stavolta, caro Matteo Renzi. Forse è arrivato il tempo di far vedere le carte che hai in mano perchè ai tuoi bluff non crede più nessuno, sia in Europa che in Italia. Metti gli attributi del caso sul tavolo e mostraci i numeri che suffraghino il tuo ennesimo slogan. Non vorrei ci rimanessi troppo male ma purtroppo credo che, finiti gli effetti del battage mediatico sapientemente orchestrato dalla stampa amica, alla prova dei fatti non potrai che rinnegare la tua rivoluzione copernicana, così come accadde per quella originale qualche secolo fa!

 

 

 

 

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