Selfie o non selfie, si sa, ormai tutti sono preda di questa mania fatta di gesti leggeri: inquadro, scatto, condivido. La fotografia di massa oggi è prodotta con gli smartphone puntati verso se stessi o verso il mondo intorno. Non è esente dalla moda il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, da me ripreso ieri (con un teleobiettivo), durante la premiazione dei vincitori di questa edizione del Gran premio d’Italia, a Monza. Era sul podio insieme a Hamilton, Rosberg e Massa, arrivati in quest’ordine al traguardo, e con Maria Elena Boschi a rappresentare le istituzioni locali e lo Stato proprio nel momento più caldo della polemica sul prossimo calendario delle gare. Il patron della F1 Bernie Ecclestone disse in luglio in un’intervista di non voler rinnovare il contratto all’Autodromo e questo lascerebbe disoccupato il tempio dei motori brianzolo. Qualche giorno fa Maroni ha dichiarato: “Non esiste Formula 1 senza Monza. Domenica andrò al Gran premio, ma non parlerò con Bernie Ecclestone”. Parla invece quel suo sporgersi dalla balconata del podio. Inquadrava divertito le bandiere dei tifosi di Ferrari, Mercedes, Williams, e anche quelle di qualche leghista mescolato alla folla.

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