Afghanistan under talibans, March 2003. Workers fill sacks with fluor to distribute to the city. The conflicts in Kabul during the Taliban's regime have reduced the production of cereals and other basic food, making Afghan people dependent on donation.C’è una piccola mostra allestita in un cortile nel cuore di Milano, vorrei suggerirvi di andare a vederla sia per il valore delle immagini esposte, sia per il luogo che le ospita e che è uno dei punti cardinali della fotografia milanese. Si tratta di New Old Camera, storico negozio di via Dante 12 conosciuto da fotografi, professionisti e non, che qui confluiscono da ogni parte del mondo. Oltre che rivenditore di fotocamere nuove e usate dei marchi più noti, lo spazio da un po’ si dedica anche a fare cultura intorno all’immagine con mostre ed eventi, e questo è un argomento al quale sono molto sensibile. Fino al 6 ottobre raccoglierà una selezione di fotografie di Franco Pagetti, reporter che fa parte dello staff dell’agenzia VII e che è stato testimone di molti conflitti nel mondo: Kosovo, Timor Est, Kashmir, Palestina, Sierra Leone, Sudan, Irak… L’esposizione si intitola “Della fame e della guerra”, parla del cibo e di molte sue declinazioni, ed è composta da immagini che Paggetti ha realizzato in Afghanistan tra il 1998 e il 2001, prima dell’attacco alle Torri Gemelle. Il tema dell’alimentazione è sondato da bianchi e neri rigorosi e poetici che sembrano momenti di pausa utili a farci pensare agli altri popoli, alla produzione del pane, alle razioni alimentari distribuite alla gente profuga, alla malnutrizione, all’abbandono delle coltivazioni o delle industrie che è la prima causa di un conflitto. Pagetti, che lavora con diverse testate internazionali sia europee che americane, qui da voce ai più deboli, a chi la guerra la subisce e non sa come sopravvivere. Ha fermato il suo obiettivo sull’umana esigenza di nutrirsi per mostrare qui da noi, dove il cibo sembra un’ovvietà, quanto invece sia esso un bene prezioso.
Aperta con ingresso gratuito da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 18.30.
Altre info: www.moozproject.it

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