03102012-Mumac_esterno nottePuò un’azienda celebrare se stessa eppure raccontare i cambiamenti di un intero Paese? La risposta è nella mostra “La storie e il mito”, un viaggio alla scoperta dei primi settant’anni di Faema, tra i brand più noti e rappresentativi del settore delle macchine professionali per caffè espresso e tra i simboli del nostro made in Italy nel mondo. Fino al 18 dicembre sono esposti al MUMAC, il Museo delle Macchine per Caffè, oltre cento oggetti e altrettante fotografie suddivisi in tre spettacolari sezioni tematiche dedicate ad azienda e persone, prodotti e tecnologie, sport e ciclismo.

“La mostra è un racconto fatto di momenti epici, scanditi da avvenimenti come le grandi sponsorizzazioni, l’attenzione al benessere dei dipendenti, l’estro creativo sui prodotti sempre innovativi, sempre un passo avanti, ieri e oggi”. Esordisce così Simona Colombo, direttore marketing e comunicazione del Gruppo Cimbali (che comprende il ramo Faema) e illuminata cultrice dell’arte, del design e della fotografia.

Un rinnovato luogo di 300 metri quadrati, che vanta architetture avveniristiche e che avvolge il visitatore in un’atmosfera moderna dove il passato si mescola al futuro.

“Nel nuovo spazio ex-industriale, che abbiamo rinominato Hangar 100 –  prosegue Simona Colombo – si snoda un percorso più che mai vivo e presente. Hangar 100 è parte di MUMAC, Museo della Macchina per Caffè, parte della rete dei musei di impresa e fiore all’occhiello di Gruppo Cimbali che in esso vede la massima espressione dei suoi marchi e della cultura del caffè. MUMAC è anche la sede di MUMAC Academy, centro di formazione e ricerca. Pochi giorni fa abbiamo inaugurato la mostra insieme a Eddy Merckx che ha ricordato le grandi vittorie sulle due ruote, l’incontro con l’azienda; insieme a lui, Vittorio Adorni, Faustino Coppi, gli amici del Museo del Ghisallo e tanti, tantissimi appassionati”.

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Raccontare le eccellenze di un’azienda, la sua genialità progettuale, la creatività, la comunicazione e le innovazioni tecnologiche investite per sviluppare un prodotto che ha segnato l’evoluzione di un intero settore, si trasforma così in momento storico e artistico. L’esposizione passa dal prodotto, dai suoi cambiamenti nel tempo, da figurine, locandine e gadget, da immagini d’epoca e reperti che ricordano i cambiamenti avvenuti in Faema e nel nostro tessuto sociale. Viene celebrata la loro grande attenzione a tutti i dipendenti e alle famiglie attraverso iniziative quali, ad esempio, l’organizzazione di centri estivi, di cene aziendali e di gite sociali e la distribuzione di pacchi dono in occasione delle festività, in tempi in cui ancora non era diffusa la sensibilità a queste tematiche. Chiude il percorso un tuffo nel mondo del ciclismo, possibile grazie alla lungimirante visione di marketing e comunicazione che, negli anni 60 ha legato il brand a questo sport intraprendendo una delle prime sponsorizzazioni e dando origine a un binomio leggendario rimasto impresso nella memoria di più di una generazione grazie successi e alle gesta di campioni del calibro di Eddie Merckx, Vittorio Adorni e Hendrick Van Looy.

La mostra, a cura di Lisa Codarri, è organizzata in collaborazione con il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, Como.

Orari d’apertura: ogni domenica ingresso libero dalle 14 alle 17.30. Da lunedì a venerdì solo per gruppi e su prenotazione all’indirizzo visite_mumac@gruppocimbali.com.

Il MUMAC si trova a Binasco, via Pablo Neruda 2. www.mumac.it

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