cover libroSi intitola “Taklamakan” ed è un dialogare tra due arti e due autori che consiglio di non perdere perchè, portandovi dentro a un deserto che assurge a metafora di tutt i deserti veri e immaginati, vi faranno ritrovare. Si tratta di un libro che parla di un luogo “in cui si entra ma da cui non si esce”, questo significa in lingua uigura quella strana parola. Un fotografo (Dominique Laugé) e un’autorevole voce narrante (Laurent Gayard) vi guidano ai confini di questo viaggio suggestivo tra le due rotte della Via della Seta, nel cuore della propaggine occidentale del deserto del Gobi nella provincia cinese dello Xinjiang. Due linguaggi espressivi che si intersecano in due racconti: fotografia e cronaca, passato e presente, verità e finzione, in un gioco di rimandi, resoconti contemporanei e flash back storici, scorci di paesaggio e leggende di popoli. Come fosse un dialogo tra echi, un gioco di specchi che fa incontrare tra le pagine due diverse visioni della geografia.

In molti hanno sfidato quelle terre inospitali e ce l’hanno fatta, molti i regni e le oasi che sono sorti dalle sue sabbie, prosperando per poi spegnersi nel corso dei secoli. Di quei regni oggi non rimane che qualche rovina millenaria, vestigia che spesso giacciono dimenticate accanto a città, giacimenti petroliferi e grattacieli, testimoni dell’industrializzazione recente che vede nella provincia dello Xinjiang, ricca di petrolio, gas e perfino di uranio, il nuovo eldorado cinese.
Il libro, edito da Johan & Levi, casa editrice raffinata e selettiva, è per viaggiatori solitari e amanti della fotografia di paesaggio, o semplicemente per chi ha voglia di approfondire la conoscenza di questo angolo di mondo.

“Taklamakan. Il deserto da cui non si esce”

Formato 24 x 22,5 cm; Collana: Fotografia, pagg. 216, immagini: 100; prezzo: 35 euro)

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