Sabato 12 ottobre 2013 – San Serafino cappuccino – Taurianova (Auguri postumi alla mia adorata Nonna)

Da quando mio Padre se n’è andato per quella porcheria di tumore non passa giorno che io non pensi che la colpa maggiore l’abbia avuta l’acqua contaminata che viene giù dall’Aspromonte. Mi piacerebbe poter provare che nelle famigerate grotte in cui, negli anni Settanta, si diceva che venissero tenuti prigionieri i rapiti (ho sempre pensato, invece, che fossero molto più vicini alle case dei rapitori stessi), riposino indisturbati migliaia di fusti pieni di sostante tossiche, smaltite senza pietà, né intelligenza, con la complicità di qualche coglione locale. Quei maledetti contenitori di morte che hanno causato ettolitri di lacrime in quasi ogni casa dei nostri paesi. Sì, mi piacerebbe proprio andarli a scovare, trovare e mostrare, quei bidoni pieni di merda chimica che sono stati sepolti da ciurme di mentecatti, senza minimamente pensare al futuro dei propri figli. Senza pensare alle sofferenze che avrebbero causato a chiunque. Anche a se stessi. Amerei tanto poter raccogliere una testimonianza, una confessione. Solo per regalare la dignità perduta alle mille e mille agonie di Tutti Coloro che non ce l’hanno fatta. Alle lotte dei mille e mille che combattono quotidianamente perché non vogliono perderla questa vita…

Ma so che dovrò buttare sangue per farlo.

Oggi, però, aggiungo alla cristallizzata disperazione, altra preoccupata e ansiosa disperazione.

Cosa sta accadendo in Giappone?

Cosa sta accadendo in quell’inferno taciuto di Fukushima?

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Tranne che poche, rare, contraddittorie notizie ufficiali, che smentiscono le precedenti e le successive, in un tourbillon di stronzate dagli occhi a mandorla e sorrisi finti come Monna Lisa bionda, altro non sappiamo. In verità, quello che ci dicono in queste ultime ore è che il Primo Ministro Giap, Shinzo Abe, abbia dichiarato ad un convegno internazionale sull’energia e l’ambiente che si è tenuto a Kyoto “Abbiamo bisogno della vostra conoscenza e della vostra esperienza”.

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Tradotto in soldoni, “Siamo nella cacca!”

Sono più di due anni e mezzo che ci coprono di bugie e finte rassicurazioni!!! “Tutto sotto controllo! I nostri tecnici stanno intervenendo! Abbiamo la soluzione in pugno!” Baggianate! In questo lunghissimo tempo, gli “incidenti” si sono susseguiti con una costanza da far paura. Ettolitri ed ettolitri di acqua radioattiva sono arrivati in mare. Hanno investito persone e cose. Hanno raggiunto flora e fauna marina uccidendola, avvelenandola, trasformandola. Per sempre. Che tonno ci arriva dal Sol Levante? Che calamari? Che gamberi? Fin dove è arrivata l’acqua avvelenata? Dove sono, attualmente, le radiazioni? Possibile che nessun governo occidentale stia monitorando? Possibile che nessuna multinazionale denunci nulla? Eppure, sul web arriva di tutto. Nessuno smentisce. Dunque?

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Mia Madre, seguendo una notizia di pochi secondi su un tg periferico, mi chiede “Che faccio, le prendo le seppie domani? Con tutte quelle sigle, non capisco mai se arrivano dal nostro mare o dall’altra parte del mondo!” Poco cambia. Intorno a questo schifo c’è lo stesso silenzio. Qui, come lì. Solo che qui te lo aspetti, lì ce li hanno mostrati come i superuomini onesti lavoratori del dopoguerra. “In Giappone, c’è un terremoto al minuto, ma i loro grattacieli non cadono. Li sanno fare!” “In Giappone, si sono arrotolati le maniche della camicia e hanno ricostruito tutto. E sì, che hanno avuto la bomba..” “In Giappone, mangiano così bene, che raggiungono i 120 anni!” ” In Giappone, i treni volano a 400 km/h. E non si sente alcun disturbo!” “In Giappone…”

Due palle quanto una casa!

In Giappone, per conto mio, non stanno tappando una falla mortale da ben due anni e mezzo. In Giappone, stanno avvelenando tutto l’oceano che sfiora le loro coste. In Giappone, sono talmente arroganti e saputelli che non hanno piegato la schiena per chiedere aiuto a chi, probabilmente, ne sa più di loro. In Giappone, io ci manderei gli eserciti di tutto il resto del mondo. Giusto per verificare. In Giappone, Nino Spirlì si consumerebbe i piedi a furia di assestare pedate sul culo a tutti i responsabili degli “incidenti” che, da mesi, scaricano merda nell’aria e nell’acqua.

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E un abbonamento di calci in culo gratuito lo regalerei anche a tutti coloro i quali, in occidente, fanno orecchio da mercante. magari per non bloccare i loschi traffici che avvengono nei nostri mari, al largo delle nostre coste, a danno dei nostri pescatori.

Che ne dite, alziamo la testa e li denunciamo agli organismi internazionali o aspettiamo il prossimo tsunami di radiazioni che ci seppellirà tutti? Io credo che a risolvere questo disastro ambientale immane ci debba pensare l’ONU e i suoi colleghi, tanto per cominciare. Invece di far riposare gli onorevoli culi sulle altrettanto onorevoli poltrone imbottite. E, a seguire, i governi di tutti gli Stati del Globo. E anche i mezzi di comunicazione dovrebbero sentire forte la necessità di informare, anziché raccontare a mezzalingua e col freno a mano tirato. Tanto, da raccontare ce n’è abbastanza. Anzi, anche di più!

… fra me e me. Affilando la lama per l’ultimo samurai.

 

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