Martedì 26 novembre 2013 – San Corrado – Roma

E’ successo ancora!

Carissima Mamma mia,

non temere. Non Ti accompagneremo mai davanti al portone di una casa di riposo. Non Ti diremo mai “Guarda come si sta bene, qui”, per poi allontanarci mentre Tu ingoi le lacrime con un sorriso, per non farci star male. Non lo faremo, Mamma, perché sei la nostra Vita. Sarebbe come uccidere ognuno di noi in Te. Sarebbe come uccidere nostro Padre. Sarebbe uccidere Te.

Non lo faremo, Mamma, perché Te la sei meritata la vecchiaia in Famiglia. Questa Famiglia che hai partorito, fatto nascere, crescere, scegliere, vivere. Te la sei meritata perché sei stata tenace,  forte, dolce, a volte rigida. Quando il momento lo chiedeva. Sei stata e sei Faro nella notte e compagna di vita.

Starai a casa nostra, Mamma. Non preoccuparTi. Ne sarai regina fino a quando Dio, la Vita, Tu lo vorrai. Resterai il Centro del nostro mondo.

No, non le ingoierai,  quelle lacrime. Perché non lo vedrai mai, quel portone. Giuro. Giuriamo.

Mentre è successo ancora…

Stamattina ne hanno arrestate altre due, di titolari di case di riposo. A Viterbo. L’accusa è sempre la stessa: maltrattamenti aggravati e minacce agli anziani ricoverati nella casa di riposo di loro proprietà.

Insulti, calci, schiaffi, minacce, per tenere “sotto botta” i ricoverati. Una vecchiaia punita. Addolorata. Offesa.

E non è il primo caso dell’anno. Tanto meno di questi ultimi anni. E’ l’ennesimo lager che viene scoperto. L’ennesima prova che l’uomo è abominevole più di qualsiasi altra creatura vivente sulla Terra. E quando mi dicono che sono esagerato, catastrofista e allarmista, mi incazzo. Mi infiammo come resina sulla brace. Perché non sopporto  questo clima di garantismo a tutti i costi. Di ricerca delle motivazioni a tutti i costi.

Cosa farei io? Li bastonerei fino a fargli sanguinare l’anima, questi mostri che offendono la vecchiaia del corpo e l’anzianità della mente. Li frusterei ogni giorno e fino alla loro vecchiaia. Poi mi fermerei. Ma solo perché gliela farei passare in cella d’isolamento. Senza ora d’aria. Mai. E non ditemi che supero i limiti, cazzo! Gli Anziani non si maltrattano. Si celebrano. Si accompagnano nei loro anni più difficili. Quelli con l’orizzonte vicino. Troppo vicino. Gli Anziani si festeggiano, si ascoltano, si osservano. Sono linfa vitale. Come i vecchi ulivi della mia Piana. Gli Anziani sono la ricchezza di un popolo. Non la sua zavorra.

Lo capissero, questi maledetti. Ma i soldi e la grettezza d’animo sono una buona autostrada per i corridori della brutalità. Ne percorrono i chilometri, vestendosi di arroganza e cattiveria. Tanto, sanno che, male che vada, pagano poco. E’ storia di sempre. Qualche mese di cella, un buon avvocato, un magistrato garantista. I soldi. E te li ritrovi liberi e pronti a ricominciare.

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Ma agli anziani chi restituirà la fiducia, il sorriso, la voglia di continuare a vivere, di sopportare il peso degli acciacchi per amore di qualcuno? Chi lenirà le piaghe della violenza subita? Chi potrà giurare che non si ripeterà più?

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… fra me e me. Addolorato fino al midollo dell’anima mia.

 

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