Venerdì 10 gennaio 2014 – Sant’Aldo eremita – Taurianova, della diocesi di Oppido-Palmi

No, non scriverò per crocifiggerli, ma per capirli, difenderli, onorare i loro sentimenti.

Preti. Uomini. Come me. Come tanti fra voi. Con la sola colpa di esserlo sotto a quella talare fantasma, che, tra l’altro, nessuno di loro usa più. Uomini che sanno di dopobarba e deodorante per le ascelle. Eleganti. Dall’aspetto curato. A volte, troppo. A volte, anche con l’arco sopracciliare esageratamente regolato a colpi di pinzette. Le mani morbide di crema alla vaselina. E non solo quelle.

Comunque, ordinati.

Per amore dell’immagine? Sarebbe peccato. No! Il motivo è ben più alto: per amore dell’Amore! E anche della persona amata. Donna o uomo che sia. Eh, sì! Squarciamolo questo inutile e ipocrita velo di silenzio. Lo sappiamo da sempre che anche i preti si innamorano, amano, e lo fanno pure, l’amore. Proprio come tutti noi. Congiungendosi carnalmente con la persona amata. Facendo sesso. Provando piacere. Godendo. Non sono mica di plastica!

Preti, certo! Ma, soprattutto, Uomini in carne e ossa. Coi cuori gonfi di sentimenti. Le menti aperte e gli apparati genitali normalmente funzionanti. Perché mai dovrebbero, innaturalmente, trattenere gli istinti? Perché castrare la dolcezza di una carezza, la complicità di uno sguardo, la sensualità del contatto dei corpi?

Credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra, di Tutte le Cose, Visibili e Invisibili… Appunto! Dio è Padre di Tutto. Della Materia e dei Sentimenti. Palpabili o Impercettibili. Chi ha stabilito che il sacerdote debba rinunciare alla missione che Dio Stesso affida all’Uomo? Chi può imporre, in nome di Dio, la castità, che Dio stesso non chiede? Chi può veramente parlare in nome di Dio? Chi si permette di autoproclamarsi portavoce di una sì tonante Voce? E chi autorizza chi, a indignarsi, scandalizzarsi, o accusare?

Dio – suppongo – nella Sua Infinita Misericordia e Unica Trinità Paterna, Fraterna e Spirituale, sa e consente l’Amore. Concede. Incoraggia. E lo benedice, l’Amore. Tutto l’Amore. Anche quello celato per colpa di una consuetudine contronatura.

Ecco cosa rende peccatore un santo uomo di Dio! La bugia. La costrizione alla menzogna.

Questi poveri consacrati innamorati devono macchiarsi del peggiore dei peccati: il tradimento. Sono tutti traditori! Costretti a mentire durante le omelie, durante la liturgia eucaristica, durante la missione di evangelizzazione. Mentire sempre. Anche di fronte alle apparenze più tangibili.

Li vedi, i preti innamorati, far finta di nulla mentre l’anima gemella passa loro a fianco. Soffocare il richiamo del cuore, ingoiare il dolce nome che addolcirebbe le labbra come e più del miele. Trattenere la mano che andrebbe a porre il legittimo sigillo del possesso. Cancellare, seppellendolo, ogni segno di sensuale passione. Anche la più innocentemente naturale. E tutto si sporca.

E le cronache, parrocchiali, strapaesane, giornalistiche, si gonfiano di pettegolezzi, malignità, calunnie.

E quei poveri, miseri, carcerati della Chiesa, diventano nemici della Purezza Divina. Giudicati da tutti, anche se fintamente perdonati. Ossequiati pubblicamente, ma derisi alle spalle. Spesso, maledetti.

I preti omosessuali, ad esempio, sono odiati anche dagli stessi gay. I siti omosessuali sono strapieni di attacchi nei loro confronti. Io stesso ho dedicato le pagine più pruriginose del mio libro Diario di una vecchia checca ai tre sacerdoti che hanno abbandonato la tonaca ai piedi del mio letto. E’ normale che accada. Perché un certo risentimento nei loro confronti ce l’abbiamo tutti. Sin dalla nostra infanzia, i poverini sono costretti ad imbottirci di bugie sulla morale. Ma, in cuor loro, sanno di non essere proprio a posto con le carte. E questo non riusciamo a perdonarlo. Per cui, alla prima occasione, li mettiamo davanti allo specchio.

Provo una gran pena per loro. Sono un esercito! Io ne conosco a decine. Preti gay che si innamorano, ma che, non potendo sperare in una sana convivenza, nel migliore dei casi creano sotterfugi per crearne una ipocrita. Nel peggiore, si innamorano ad ogni cesso pubblico. O affini.

Non è migliore la sorte dei preti eterosessuali. Mai mariti. Forse, nemmeno padri. A meno che non siano pronti a rinunciare alla missione spirituale. Questo sì, che è un peccato! Un grande teologo non può essere un grande padre? Perché mai?

Papa Francesco è papa misericordioso. Saprà tracciare strade nuove per il gregge di Dio. Magari anche per i pastori. Ne hanno maggiore bisogno…

… fra me e me. Dedicando a Don Roberto, prete eccellente, amante dolce e passionale. Mai innocente.

 

 

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