Mercoledì 15 gennaio 2014 – San Mauro abate – Taurianova

Ottimo lavoro, ufficio stampa di Kashetu! Proprio qualche giorno fa tutti i quotidiani, anche quelli di Sinistra (esiste ancora?), la davano per spacciata. Nel sacco degli Epurandi dal Governo Letta c’era anche la ministra africana, italiana da poco. E’ bastata una polemica, la solita, con qualche esponente della Lega ed ecco che l’intoccabile nera si è riassicurata la seggiola sotto al culo. Nessuno pensi di toccare la nera! Diventerebbe razzista anche l’idraulico che arrivasse in ritardo all’appuntamento per aggiustare lo sciacquone del cesso!

Kashetu Kyenge è la donna più sottilmente permalosa della Repubblica che l’ha ospitata anni fa. Sottilmente. Perché è furba, Kashetu. Sul momento, non dice nulla. Poi fa esplodere la vescica dell’indignazione di altri. Una sorta di coro di sostenitori e avvocati difensori che, sembra, non aspettano altro che qualcuno utilizzi il termine nero. Anche solo per definire il colore del nuovo slip appena acquistato in merceria.

NERO NON SI DICE PIU’! IL COLORE NERO NON ESISTE! Fra poco, ci sarà il reato di Nericidio. Poi, saranno raccolti tutti gli oggetti di colore nero dalle case degli italiani, dai locali pubblici, dalle strade, le piazze, le scuole. Saranno distrutti in appositi siti tutti i tubetti di vernice nera, i pastelli, i pennarelli, le matite, i refill. Sarà vietato a preti e monsignori di indossare le tonache, alle donne a lutto di onorare i propri morti, ai teatri di usare quinte nere. E, infine, sarà razzista avere immigrati neri!

L’Italia sta scivolando verso una china pericolosissima. Su tutto il territorio nazionale si sta perdendo la libertà di espressione. Dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo e a come lo diciamo. Dal rispetto della privacy si è passato al divieto assoluto di parlare. Tutto è ritenuto violenza. E questo copre la violenza vera. Quella fatta di ipocrisia e paura. Di sospetti e permali. Di menzogne e forzature.

Il Nostro Adorato Paese si sta intristendo, vittima della campagna di denigrazione tramata da pochi pessimi loschi figuri che vogliono trasformare il Belpaese in una sorta di colonia dell’Afroarabia europea. Questo nuovo continente che si sta creando, barcone dopo barcone, con l’invasione senza colpo ferire perfettamente studiata, e che, ormai, ci sta facendo diventare una minoranza da schiavizzare IN CASA NOSTRA.

BASTA!

Non ho paura di essere tacciato di razzismo! Me ne frego! E sono stufo del politicamente corretto, se significa abbandonare il cammino che i miei Venerati Antenati hanno tracciato per me col sudore della fronte! Mi sono scocciato di sentire che dobbiamo pagare per i secoli di colonialismo. Ma quale??? I miei sono contadini da mille generazioni! E per novecentonovantanove generazioni hanno lavorato terra non loro. Di che cazzo di colonialismo parliamo? Questa nostra Italia è più giovane di qualsiasi altro Stato europeo. E di colonie ne ha avute più nei boccettini in fila sullo scaffalino del bagno che in giro per altri continenti. Ma chi sono questi che arrivano a migliaia ogni giorno, vengono salvati, accolti, riscaldati, sfamati? Che pretendono? Che ce ne andiamo dalle nostre case? Che gli lasciamo il lavoro che NON abbiamo? Accogliere è un dovere e un piacere, ma, poi, basta! Cerchino pane dove ce n’è! Oppure imparino a condividere il nostro, ma senza volercelo levare dalle mani.

Kyenge, rispetta questa Terra che NON AMI.

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