Martedì 10 febbraio 2015 – Senza santi in Paradiso – Giornata dedicata ai Martiri delle Foibe – Redazione SUD, Area industriale porto di Gioia Tauro

Basovizza, Gradisca, Lepoglava, Borovnica, Maresego, Aidussina, Sisak, Novo Mesto… E non sono tutte…

Sono i nomi di alcune località dov’è avvenuto uno dei più atroci stermini del secolo scorso. Oltre diecimila italiani massacrati, torturati e gettati ancora vivi negli abissi della Terra, nelle Foibe, senza che nessuno fermasse i carnefici. I boia furono quasi completamente  comunisti iugoslavi, i cosiddetti partigiani, comandati da quel Tito, dittatore comunista, omaggiato anche da morto da Sandro Pertini (allora presidente socialista della Repubblica Italiana). Un genocidio commesso nel silenzio informato e complice del partito comunista italiano a cui apparteneva il penultimo e terzultimo presidente della Repubblica Italiana.

Potrei elencare le migliaia di atrocità commesse. Gli omicidi. L’esodo del popolo GiulianoDalmata. La repressione. Il silenzio della politica nazionale, comunista, internazionale. Ma non lo farò. Non ce n’è bisogno. La Storia non può più mentire. Il Web, ormai, è una porta aperta. Nessuno può più mentire.

Voglio, invece, ricordare, come già fatto negli anni scorsi, agli italiani di memoria corta, quanto sia colpevole, ancora oggi, la Smemoria delle Istituzioni. Quanto ancora pesi la bugia dei padri e dei nonni. Quanto ancora uccida la sfrontatezza dei silenzi.

Nessun corazziere, nessuna corona, nessun film in tv, nessuno spettacolo in teatro, nessun libro di penna importante, nessun pellegrinaggio di Stato sui luoghi dell’orrore comunista.

Al limite, un twitt.

Ecco perché, alla fine, la strada si incazza e giù mazzate. Perché la pacificazione non trova strada nei lunghi corridoi del Palazzo.

Neanche di quello Apostolico.

Fra me e me. In preghiera per diecimila volte, oggi.

 

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