Venerdì 27 febbraio 2015 – San Leandro – Redazione SUD by Sigma Tv, canale 656 dt- Area industriale Porto di Gioia Tauro

(Wanda Ferro)

 

Che peccati dobbiamo scontare, per meritare questo inferno? E non parlo di tutti noi, parlamentari e amministratori compresi, ma “solo” di noi popolo di (Centro)Destra. Quel popolo che non ha colpe mortali, se non quella di non aver votato, negli anni, secondo merito, ma con speranza e aspettativa personale. Tutta quella gente che, fedele ad una tradizione non solo calabrese, non solo meridionale, non solo italiana o occidentale, ha creduto che sostenendo il contaballe di turno avrebbe potuto cambiare il proprio futuro. O quello di un figlio, o un familiare meno diretto.

Ma basta questo pur imperdonabile errore di lapis per dover, oggi, patire questi supplizi mortificanti? Per dover assistere, inermi si spera ancora per poco, al disfacimento di un partito che, pur controverso, rimane il più amato fra i partiti di (centro)Destra? Almeno da queste parti, in Calabria.

Già, Forza Italia, la Forza Italia di Silvio Berlusconi, rimane, in queste contrade Il grande riferimento. Oggi, ahimè, più sulla carta che nella realtà dei fatti. Perché?  Beh, se lo chiede, ormai, anche il pastore errante dell’Asia di leopardiana memoria. I dubbi, in questi giorni, sono tanti. E non sono riconducibili al Partito. Né al suo Fondatore. Né alla cosiddetta Base. E’ un fatto che coinvolge solamente la nomenklatura locale. Eletti d’ogni ordine e grado. Nominati. Posizionati o graziati. Tutti in guerra fra loro, e con noi. Litigano per poca cosa. Una spilletta da bavero, un gagliardetto da appendere a fianco al Calendario del Carabiniere, una targa silver plated. Un portabandiera. Un portaombrelli. Un portafortuna. Perché il meglio, il boccone più polposo, se lo sono già pappato i neovincitori demoncristiani con sbaffo rossastro. I pallidi cosacchi fedeli allo zar rosso Oliverio. Eppure, per quel contentino gli sparpagliati di Forza Italia in Calabria stanno perdendo la faccia e stanno mettendo all’angolo il proprio partito.

Basterebbe pochissimo, per recuperare credibilità. Basterebbe una lettera onesta e intelligente al Presidente Berlusconi. Una lettera semplice da scrivere, più o meno sulla falsariga di questa: Caro Presidente, fedeli a Te, al Partito e al mandato degli Elettori, Ti chiediamo di nominare nostro Leader (sì, proprio Leader) Wanda Ferro, unica a poter unificare le nostre mille anime e farle diventare un’anima sola. Unica a saper parlare al popolo dei giovani, delle donne, degli onesti calabresi. Unica artista, politica, amministratrice e combattente coraggiosa.

Una Signora Vera, che ha saputo sopportare, con devozione al Partito e a Te, Presidente Berlusconi, i tradimenti interni, i silenzi fastidiosi e assordanti, i volgari sotterfugi, “le manine” colpevoli e indegne di antichi satrapi.

E’ per questo e per molto altro che glielo dobbiamo. Dopo averLa derubata di una certezza, abbiamo l’obbligo di riconoscerLe l’unico ruolo che Le spetta di diritto. Wanda sia Forza Italia in Calabria. E’ la Gente che lo vuole.

Lo faranno? Scriveranno e firmeranno la lettera che Tutti ci aspettiamo? Con o senza loro, intanto, lo fa la Gente di Calabria. Con fiducia.

Fra me e me. Sognando la realtà.

 

 

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