Venerdì 27 marzo 2015 – Sant’Augusto – Redazione SUD, canale 656 dt – Area industriale Porto di Gioia Tauro

scopelliti

E ci risiamo!

Un tempo si diceva “Scherza con i fanti, ma lascia stare i Santi!” Oggi, sembra si provi più piacere ad andare a stuzzicare i Celesti che a tenere i piedi per terra. E fioriscono, così, luoghi di nuovo culto, popolare, scomposto e senza fondamento spirituale, se non quella devozione a tempo che rende tutti santi dalle alle.

Nasce quella Fede che non disturba; forte per qualche ora di suggestione collettiva, ma che non lascia strascichi nella vita di tutti i giorni. I nuovi fedeli accorrono in auto, bus, moto, sul luogo del prodigio. Si beano dei farfugliamenti misticomediatici di presunti veggenti e tornano alle proprie faccende con una confusione in più. Nulla o poco cambia nei comportamenti, negli intenti, negli animi più intimi.

Le madonne di gesso piangono rosso o cristallino, i pianeti e i satelliti lasciano le orbite sacrosante per dedicarsi alle danze non misurate da alcuno strumento, le voci del Cielo trapassano i luoghi e i tempi, ma vengono udite solo da qualche sporadico fortunato prescelto illuminato. Una sorta di investitura, un po’ dittatoriale, di stampo medievale, che, comunque, lascia perplessi.

Molto perplessi.

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Da credente e praticante, devoto alla Madre Celeste, pellegrino a Lourdes e coperto dallo Scapolare del Carmelo, dubito. Non condanno, ma dubito fortemente. Mi inteneriscono il cuore le unghie laccate delle nuove veggenti. Il rosso Chanel alle labbra e i monili lucidi e in bella vista. Ma questo, diranno i seguaci, non conta. Ha più importanza la profondità e la solennità del messaggio che molti di questi medium attribuiscono alla Sacra Famiglia.

Tutti vedono Gesù, Sua Madre, un qualche Santo di cui sentono anche il profumo, l’odore. Molti patiscono le piaghe della settimana santa, i chiodi e le spine. Mi chiedo: CHE NE SANNO??? E, soprattutto, quando vanno dall’estetista patiscono allo stesso modo per lo strappo della ceretta?

Ora è il turno delle campagne di Quarantano, nella Piana di Gioia Tauro, sul territorio del Comune di Oppido Mamertina, la città in cui scoppiò il caso dell’ormai famigerato inchino della Statua della Vergine ad altre meno sante potenze. Ci fu o non ci fu, anche lì il dubbio rimane. Fatto sta che, a poche settimane da quell’evento da dimenticare, una signora ha cominciato a vedere e parlare con la Madre di D*o. Tremo e temo.

Oggi, a pochi mesi, c’è una pagina Fb, blog, articoli sulla stampa locale e interviste alla signora che vede.

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Ah, Bernadette Soubirous! Povera, analfabeta, sporca e malata. Maltrattata e soffocata dai potenti. Quanta fede, in uno scricciolo di montagna!

 

 

 

 

 

Oggi, la fede è tenuta al caldo dei piumini e decorata con polveri e cere colorate e profumate…

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Forse, non sono questi i segni che ci aspettiamo, noi, fedeli di Cristo, coperti da dubbi e patimenti interiori. 

Forse, ci farebbe bene il silenzio, la contemplazione. La speranza della rivelazione del Mistero della Fede. 

Senza medium. 

Fra me e me, in cammino sul sentiero più scosceso della montagna della fede.

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