Domenica 21 giugno 2015 – San Luigi Gonzaga – a casa, a Taurianova

paparosso

Da cristiano, lo abbraccio come fosse un fratello maggiore un po’ toccato. Da cattolico, rispetto ed onoro l’Abito che indossa e ascolto le sue parole. Da occidentale, mi scoraggio di fronte al suo filoislamismo. Da Nino Spirlì, non mi piace.

Io non lo volevo rosso, il Papa. 

Abituato alle finezze teologiche ed artistiche di Papa Benedetto XVI, nuvola d’oro fino arrivata nella Chiesa Cattolica dopo il circo dell’est, queste grossolanerie da Don Camillo non fanno per me.

E’ vero, la Chiesa sta attraversando un secondo medioevo amorale e senza grandi dignità. Pochi pastori meritano l’amore del gregge, la fiducia e la consegna di sé. Pochi, sani e integerrimi. Più che una casa accogliente e rassicurante, sembra essere diventata una sorta di favela pericolosa e abbandonata a se stessa. A migliaia, i preti indecisi fra il giusto e l’illecito. Migliaia le monache ondeggiati fra quelle troppo aguzzine e quelle troppo leggere. Pochi controlli alle porte di seminari e conventi, preoccupati a far numero più che a far Famiglia di Dio. Poche verifiche dei consacrati, che, molto, spesso, si perdono a metà cammino. Il risultato è un cattolicesimo annacquato, in mano, anche e soprattutto, a ignoranti, pedofili, puttanieri, usurai e mafiosi. E a noi fedelini del sì e del no.

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Sì, certo, adesso si alzeranno i cori contro chi scrive: Eretico! Scomunicato! Bugiardo! Cominceranno le elencazioni dei sacrifici dei missionari, dei preti di frontiera, di periferia, dei martiri della Chiesa… E quindi? Una cosa giustifica l’altra? E, soprattutto, così tanta periferia morale giustifica un Papa politico e rosso?

Le sue affermazioni sui migranti, quelle sì, sono demagogiche e populiste! Mi chiedo perché nessuno glielo dica, glielo scriva, glielo dipinga! Lo sa, papa Bergoglio, vescovo di Roma, che i suoi pecoroni più diretti, quelli del suo gregge personale, “Se so’ magnati mijioni d’euri” sfruttando il bisogno dei clandestini? Lo sa che centinaia di associazioni mariuole si stanno ingrassando proprio con gli sbarcati? Lo sa che quello che stiamo facendo, lasciandoli approdare sulle nostre terre abbandonate dal governo centrale e dall’Europa, è un servizio alla mafia? Lo sa che il malaffare approfitta della presenza senza registri degli immigrati clandestini per abbassare il valore del lavoro? Lo sa, il vescovo venuto dalla fine del mondo, che in Calabria i caporali offrono lavoro a venti euro al giorno anche ai nostri padri di famiglia “Se lo vuoi, bene, altrimenti prendo un negro”: lo sa? Conosce i milioni di metri quadrati e cubi di possibile accoglienza, se il Vaticano aprisse le porte degli immobili di proprietà della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana? E, alloraaaa!!!!

Qui non è più fare la differenza fra accogliere e scacciare: qui, la differenza è netta tra far vivere loro e morire noi. E, se permette, santo padre, preferirei saper che i miei nipoti cresceranno nella loro terra e semineranno per il proprio e l’altrui futuro. Senza saraceni di sorta allo sbarco sui lidi.

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E sugli omosessuali, santità? Si rimangia la parola? Tutti negri, sì e tutti froci, no? Eh, no! Non va bene! Se non fa male l’invasione afrobeduina, non può creare paura l’adunata arcobaleno.

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Facciamo così, anche se Lei legge solo LaRepubblica (penso a come girano i maroni a quelli de L’Osservatore Romano), dia uno sguardo a questa mezza paginetta: è lo sfogo fraterno di uno che, nonostante tutto, Le vuole bene. Poi , magari, ne riparliamo. Il mio numero di cellulare può averlo tramite il mio vescovo o anche tramite la redazione de Il Giornale.

Fra me e me… E Lui… Quasi in confessione…

 

 

 

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