Venerdì 18 marzo 2016 – San Salvatore – a casa, a Taurianova, Piana di Gioia Tauro

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Ma che gran parlare, in  queste ultime ore, di fascisti e sfascisti.

Il solito sventolio di spauracchi in prossimità delle elezioni. Un’abitudine che dura dai tempi remoti della prima repubblica, quando, io bambino, sentivo mio Padre, pacifico fascista postfascismo,  imprecare per casa contro i detrattori ad orologeria. Coloro i quali, cioè, ad ogni avvicinarsi di chiamata alle urne, spaventavano (e lo fanno tutt’ora) gli elettori con una campagna denigratoria impastata ad hoc contro i candidati dei partiti di Destra. I Fascisti, appunto!

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Due, tre mesi prima di ogni tornata elettorale (fosse anche quella per le elezioni del nuovo amministratore comunale), aprivano e aprono le danze le tv, con la stucchevole trasmissione di vecchi bugiardi film, sfornati dopo Dongo coi soldi sporchi americani e nuove ciofeche televisive girate coi contributi dello Stato, tutti ambientati, guarda caso, dal ’22 al ’45. Le radio ripristinano le milionarie (in lire ed euro) creazioni dei cantautori avvinazzati o, peggio, drogati, figli e figliastri dell’immorale ’68. A suon di schitarrate, giovani dem(oni), leonkavallini, punkabbestia inanellati e annichiliti di tatuaggi, si ritrovano ai falò, alle birrate, alle spaghettate improvvisate, per cantare tutti insieme degli eroi e dei miti dell’antifascismo. Se, però, ne cerchi uno lucido (sempre che lo si riesca a trovare) e gli chiedi il nome dell’attuale presidente della Repubblica, ti risponde con l’occhio a mezz’asta, e guardandoti fra i fumi, “Egghennessòio?” e riprende a rollare…

Anche i giornali ci mettono il proprio carico da undici, con retrospettive a puntate dedicate ai sopravvissuti alla storia. Tanto sopravvissuti da essere passati – grazie a Dio –  a Destra, dopo quasi un secolo di delusioni politiche “de sinistra”… Ciononostante…

E’ incistato come e quanto un pelo incarnito, il vizio coglioncello italiaoto di ricondurre la storia personale e politica di migliaia di brave persone alla quantità di libri o ninnoli che parlino o ricordino il Ventennio Mussoliniano, presenti nelle loro case, nei loro uffici.

Casa mia ne è piena, di libri. Di molti secoli, di tutte le edizioni, e di mille e mille autori. Uno (giusto uno) parla anche del sanguinario Stalin e dell’amicizia fraterna e complice col PCI (il partito democratico di qualche tempo fa), anche mentre milioni di innocenti prigionieri politici contrari allo stesso Baffone crepavano in Siberia, nel silenzio carnefice di alcuni padri della Costituzione Italiana. Molti dei miei libri, appartenuti a Papà Spirlì, parlano, invece, del Duce, del Fascismo, dell’Italia di quegli anni. Altri, scritti da Rauti, studiano il fenomeno, ma dopo il 45. E non manca Renzo De Felice. Pirandello, per la drammaturgia. E… non elenco…

Che so’, fascista? Mi chiederei se abitassi ancora a Roma, un passo da Piazza Venezia.

Oppure, lo sono, fascista, perché voto a Destra? Perché non cancello venti lunghissimi anni di Storia Patria? Perché, per me, Benito Mussolini resta Lo statista? Perché non perdono le atrocità nascoste, occultate, della guerra partigiana? Perché… Perché non mi piacciono gli accampamenti degli zingari, le invasioni incontrollate di stranieri, l’accoglienza cocciuta, ignorante e deficiente, perché auspico le espulsioni dei non aventi diritto, perché pretendo che gli italiani abbiano casa e lavoro PRIMA che gli stessi vengano assicurati al primo degli stranieri sbarcati sul suolo italiano, perché, io omosessuale, credo nella Famiglia tradizionale  e sono contrario ai matrimoni e alle adozioni gay, perché voterei Giorgia Meloni, se fossi ancora residente nella Capitale d’Italia, ostaggio, oggi, di zingari e immigrati?

O lo sono perché non mi faccio convincere dal premier imbonitore, raggirare dai suoi (dis)onorevoli bambolotti supponenti e arroganti, perché non mi piacciono, pur accettandone il ruolo, i Presidenti della Repubblica successivi a Cossiga, perché per me la Bonino rimane quella che praticava aborti con la pompa della bici, perché papa Bergoglio non è vero che è un santo, perché viva Ratzinger a Ratisbona?

Lo sono, fascista, perché credo che Dio sia nato a Betlemme, e che gli altri siano errori?

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O, infine, perché il mio mito politico rimane Giorgio Almirante? Il Signore.

Perché, per altro, non posso proprio esserlo. Noi, nati dal 1945 in poi, quella tessera non possiamo averla. Chiaramente.

Fra me e me. Per questo e altro.

 

 

 

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