Giovedì 12 maggio – senza Santi in Paradiso - redazione SUD, Calabria

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No, non dobbiamo essere razzisti! Non va bene. Neanche il papa Doncamillo I lo vuole. Anzi, è pronto con un TIR di scomuniche (ecchisenefrega!) per tutti coloro i quali “maltrattano” zingari, clandestini, terroristi e invasori extraitaliani ed extraeuropei. Laddove “maltrattare” significa denunciare reati, ribellarsi alle violenze e ai soprusi.

Non dobbiamo assolutamente fiatare se questa teppaglia piscia e defeca per strada nelle nostre città, se scippa e trascina sul selciato anziani e deboli per rubargli pochi spiccioli, se sfonda le porte delle case e se ne impadronisce, se sgozza cristiani o pecore con la stessa disinvoltura, se ci piazza esplosivi sotto al culo in metropolitana o nei locali d’incontro, se dorme nei nostri giardini pubblici trasformandoli in cloache a cielo aperto, se si spalma nei centri scommesse e nei locali pubblici a giocare alle macchinette e ubriacarsi e poi sfasciare tutto. Se stupra le donne che escono di casa per andare a scuola o a lavorare o, semplicemente, per fare una passeggiata per le vie di una città occidentale, libera e progredita. Magari, una Capitale. Magari, Roma, Caput Mundi.

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E, guai a quei giornalisti di certa stampa di regime, che ne parlino nei propri articoli! Potrebbero perdere il posto! Oppure essere impiegati a rilucidare comunicati stampa.

Anatema, poi, se usano le parole zingaro, clandestino e similari.

Bisogna parlare di fratelli senza – mannaggia – fissa dimora, amici carissimi gioiosamente e diversamente colorati sull’epidermide, ospiti graditissimi leggermente stressati per la traversata difficile, zuzzurulloni collezionisti di materiale simpaticamente bellico esplosivo o munito di fraterna lama affilatina, paciocconi con la necessità di scaricare la tensione della lontananza da casa magari con l’aiuto – volente o nolente – di qualche noiosissima ragazza occidentale che si lamenta pure della buona azione.

C’è chi parla di ruspe. Mi spingerei anche oltre, se fosse possibile. Piazzerei i mezzi più pesanti delle nostre Gloriose Forze Armate ai confini del Paese. E cingerei le acque nazionali di navi militari pronte ad agire.

Una, due volte, E si fermano. Ma bisogna mostrare i muscoli. Quelli veri. 

Bisogna che se ne occupino gli strateghi e gli eserciti! Perché l’invasione è il più grande business di quel nuovo esercito che è quello della nuova mafia. La mafia di tutte le mafie. Roba da miliardi di dollari (perché il malaffare, ancora, si paga in dollari, e chissà perché!!!).

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E a pagarne il dazio siamo noi, col nostro sangue, nelle nostre città, per le nostre strade, dentro le nostre case. L’ultimo orrore taciuto da tutti è quello della ragazza violentata da due zingari sulla via Prenestina a Roma. Una giovane albanese, rapita e violentata per giorni da due porci ubriachi, in una baracca di un campo nomadi. Una delle tante favelas da radere al suolo subito, dopo aver accompagnato tutti gli occupanti oltre i confini Nazionali Italiani.

Ma non è l’unico orrore, e non sarà l’ultimo, purtroppo. Come non era l’ultimo lo scippo a cui ho assistito, allibito, in pieno Centro a Roma, meno di un mese fa. Pronto ad agire, sono stato fermato solo dalla rapidità dell’azione di tre zingarelle ladrone, rapide come un fulmine e arroganti come solo loro sanno essere. “Tanto, a farle arrestare, ti fai solo il sangue acqua. Vengono subito rilasciate. E tornano a delinquere peggio di prima.” Mi disse una signora anziana sconfortata.

Ora, poi, nella Roma postMarino, queste manigolde si sentono pure padrone e figlie e mogli di padroni. Di Re, onorati come fossero dei in terra anche dopo morti.

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Mezza Europa ha già, fortunatamente, virato a Destra: la gente non ce la fa più e butta giù, votando, governi bragalenta di sinistra; quella sinistra che, per tradizione, va a braccetto con questa accozzaglia di senzaDio. Per l’ordine e la sicurezza, tutti puntano sul rigore della Destra. Ultimo baluardo contro l’invasione. Anche l’America, del resto, sta premiando Trump. Sì! Anche i non simpaticissimi yankees si stanno cagando sotto e stanno provvedendo. E loro, i muri, ce li hanno già, eccome. Ricordiamolo al presidente africano degli USA che fra lui e il Messico ce n’è uno, di muro, che spara da solo anche alle ombre di qualsiasi speedygonzales cerchi di varcarlo.

Noi cerchiamolo, il nostro Trump, prima che sia troppo tardi. I cugini francesi l’hanno individuato nell’indomabile Marine Le Pen, che, al momento, vola nei sondaggi veri oltre il 53% per le prossime presidenziali. Gli italiani con chi risponderanno? Con TopoGigio, Provolino o Tiraemolla?

Fra me e me

 

 

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