Lunedì 6 giugno 2016 – San Norberto - Redazione SUD, Calabria

Dl Irpef: nuovo show di Buonanno, in Aula con bolle sapone

Così servono i soldati della Fede, come Te! Ardimentosi, temerari, coraggiosi, ironici. Anche un po’ spacconi, a volte. Simpatici ai Cieli e a chi, in Terra, mantiene saldi gli antichi valori. Sicuri e tenaci nella difesa dell’Identità del proprio Popolo. Nella strenua salvaguardia della Libertà e dell’Indipendenza, ottenute dalla nostra Gente col sangue degli Eroi.

Un combattente focoso come un amante, è stato, Gianluca Buonanno, morto tragicamente a 50 anni in un incidente della strada.

Se n’è andato un vero Onorevole Parlamentare europeo; rappresentante di uno spicchio d’Italia che davanti all’Europa non vuole piegare la schiena. Non si inchina e non ingoia come oca all’ingrasso le “imbutate” di menzogne e di minacce che, quotidianamente, vengono partorite da euroburocrati massoni e mafiosi.

Proprio contro di loro e contro i pinocchi del Parlamento italiano, Gianluca Buonanno ha sempre lottato. Ha denunciato leggi ingiuste, ha proposto, anche provocando, provvedimenti al limite. Quelli che i disperati Italiani chiedono, oggi più che mai, ai propri rappresentanti. Quelli che, se non arrivano, “l’Italia è morta!”

La legittima difesa, il blocco dell’immigrazione clandestina, la scelta della legalità, il controllo capillare dell’islam sul Suolo Italiano, la lotta alla moneta unica vero cancro dei Paesi d’Europa, la tirannia massonica dell’UE. Questi, ed altri, i “pallini” di Buonanno. Un Gian Burrasca dal cuore grande, amico sui generis del Suo e nostro Paese.

Da Sindaco di Borgosesia aveva proposto, nel proprio Comune, un incentivo in denaro per chi volesse acquistare un’arma per la difesa personale. I fatti di cronaca non sembrano, ancora oggi, dargli torto. In Italia, ormai, non sono sicuri i negozi, le farmacie, le banche, gli uffici postali, ma nemmeno le case. Né la gente per strada. O al supermercato. Uomini o donne che siano. Armarsi per non morire non mi sembra, poi, una scelta così sbagliata. Cadiamo, ogni giorno, sotto i colpi mortali di chiunque sia riuscito ad entrare nel nostro Paese, fuggendo, colpevole di chissà quali nefandezze, dal proprio. In meno di vent’anni abbiamo accolto feccia assassina e malavitosa che arriva da ogni cloaca del pianeta. Per saziare la nostra sete di buonismo, a danno della vera bontà, abbiamo steso tappeti rossi a profughi veri e altrettanto veri terroristi travestiti da morti di fame, spie, mafiosi tropicali e slavi. Buonanno lo andava gridando nelle sale del Palazzo: certa stampa lo descriveva come un bieco razzista, ed era, invece, un appassionato difensore di ogni italiano.

Degli interessi, di ogni italiano.

“L’euro vale come la carta igienica”, diceva. E quale torto aveva? Per colpa della malapolitica europea e nazionale, siamo tutti col culo per terra. Il mercato del lavoro è più nero di quello che vendeva, e vende, schiavi senza nome. Le nostre case passano alle banche o a Equitalia con la medesima velocità di una goccia d’olio su uno scivolo di plastica. Il pane è caro quanto la carne e il latte è velenoso quanto il pesce dei mari inquinati dalle scorie industriali. Tutto deciso dai signori di un’Europa che non ha Parlamento, ma logge ben strutturate ed eserciti di investitori voraci come pesci siluro.

L’islam si sta accaparrando la nostra terra, facendo finta di scappare dalle guerre di casa sua. Che, poi, uno si chiede perché, fuggendo, questi presunti profughi non si dirigano verso altri Paesi musulmani, addirittura confinanti col proprio Stato. Che ne so, la Tunisia, il Marocco, l’Egitto, l’Algeria: Paesi non in guerra, che credono nel medesimo dio in cui credono loro e che parlano la stessa lingua, ammazzano gli animali nella medesima maniera, cucinano le pietanze con le stesse droghe, educano i figli con lo stesso rigore, (mal)trattano le donne con la stessa arroganza e violenza… Buonanno denunciava, si indignava, combatteva questa mastodontica bugia. Chiedeva l’uso della forza, dei deterrenti, dei muri. Vogliamo domandare in giro per l’Italia quanti non siano, ancora oggi, d’accordo con lui?

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Era un sanguigno, Gianluca Buonanno. Uno che non te lo mandava a dire. Un uomo senza peli sulla lingua.

Da ieri, l’Italia ha perso un paladino. L’Europa, un critico onesto. Il terrorismo islamico, un vero nemico.

Fra me e me.

 

 

 

 

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