Domenica, 24 dicembre 2017 A.D., Tutti i Santi Antenati di Gesù Cristo (Vigilia del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo) – a Casa Spirlì, in Calabria

1grotte-de-la-nativite-bethleem(Grotta della Natività, Betlemme)

Domine Iesu Christe, Filii Dei, miserere mihi peccatori. Ed abbi misericordia, soprattutto, della stoltezza umana e dell’umana bestialità. 

Si rinnova oggi il Miracolo della Nascita, dell’incontro fra l’Infinito e il finito. Il giorno in cui all’Uomo è stata concessa la grazia dopo la condanna. Punito per la sua protervia, Adamo ritrova pace dopo milioni di giorni da quello, maledetto, della sua stretta di mano col male assoluto. Nella grotta di Betlemme, non un sogno, ma un Fatto Concreto: Dio si fa carne umana, per poter pagare a se stesso il debito primigenio che milioni di uomini non hanno saputo mai saldare.

Una concessione di Misericordia che nessun dio pagano è mai riuscito ad immaginare. Perché nessun dio pagano è mai stato Dio. Serpi, coccodrilli, alberi, mostri terrestri e marini, uccelli dal capo umano, corpi umani dal capo bovino… Una infinita processione di superstizioni che hanno bevuto, inutilmente, nei millenni, oceani di sangue di vittime sacrificali. Una bestemmia lunga quanto la storia dell’umanità, fino alla notte di Betlemme.

Gesù Cristo non solamente Dio, né solamente Uomo nasce come l’ultimo dei poveri, ma porta con Sé  la Grande Luce. Il Bambinello della mangiatoia è la Chiave della porta d’oro. Del luogo non luogo dove tutto perde forma e significato terreno. Tutto. Anche i nostri sentimenti apparentemente più puri.

Al Suo cospetto, anche la più tignosa delle certezze si scioglie in quel Fiat di tempo che non si può misurare. Anche il più caparbio dei dubbi si smaterializza senza poter godere dell’istante in cui sparisce.

Nella Sua semplicità, il Re dei Re disintegra ogni tentativo di aggressione. Ogni sanguinario attentato. E lo fa da neonato indifeso. Nessuno, infatti, ha mai pensato che quel Bambinello nudo appoggiato sulla paglia della stalla potesse essere in pericolo. È così forte il Suo carisma, che ci annienta. Pur senza ostentare alcun segno del comando.

Quale dio pagano, precedente e successivo, può somigliare alla più piccola pagliuzza di quella mangiatoia?

Ecco la Forza della nostra Fede: l’indifesa innocenza di Quel Neonato. 

A Betlemme, in Israele.

Buon Natale

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